venerdì 28 febbraio 2014

Quante cazzate in una mezz'ora sola

Paolo Crepet, Massimo Cacciari, Norma Rangeri e Lilli Gruber.

Ok, lasciamo perdere le due donne,
i "maschi", filosofi e scrittori e psicoterapeuti? psichiatri?… quante cazzate hanno detto.

Premessa, io non sono nessuno, ho pochi titoli e nessun credito, nessuno, lo dico e lo ripeto, chiaro e tondo.

Sino a che non mi chiudono il blog posso esprimere la mia opinione, inutile, e io la esprimo.
Ho sentito da questi fior di patentati intellettuali, interpellati in continuazione per spiegare a noi poveri analfabeti le cose del mondo, i fatti della vita, si potrebbe anche dire, ho sentito dire un mare di cazzate.

La prima: "il ragazzo" detto da Crepet per parlare di Matteo Renzi, trentanovenne, Primo Ministro del Governo Italiano; il senso delle sue parole: - ma lasciatelo lavorare. Il ragazzo scalpita come è naturale nei ragazzi. Il ragazzo vuole cambiare l'Italia conservatrice. Noi siamo i padri e Berlusca è il nonno. Niente, assolutamente niente che possa far pensare ad analogie o similitudini tra Berlusca e Renzi. Nulla, non hanno nulla in comune. Il nonno viveva la notte, il nonno aveva un "certo" rapporto con le donne, (domanda: a Renzi le donne non piacciono? dobbiamo pensare che abbia avuto i figli secondo il vecchio metodo - non lo fò per piacer mio ma per dare un figlio a Dio?), Il ragazzo si sveglia alle sei del mattino e già twitta per illustrare la giornata al popolo!!!!!!!! (!!!!!!!) ma come si fa a paragonare i due? (come si fa a permettere a certa gente di parlare in pubblico? dico io, e addirittura… avrà pazienti questo signore? e poi dicono che non ci sono colpevoli, in Italy…. tra i ricchi, tutti innocenti e intelligenti e intellettuali e con gran credito e con gran merito)

La seconda fa parte della prima perché era una massa informe di parole.

E Cacciari? ma d'accordissimo signora mia! Noi siamo la generazione che ha sbagliato tutto, abbiamo distrutto la sinistra e allora nella distruzione dei partiti è normale che ci si affidi ad un uomo solo (Renzi, in questo caso). Cosa vogliamo di più? Renzi, giovane e lavoratore e, per collegarsi alle cazzate dette da Crepet, che in un Italia dove i ragazzi non lavorano, si alza alle sei per twittare e fare il primo ministro, ma lasciamolo lavorare… e poi…



tu capisci perché la sinistra non esiste, aveva intellettuali di questo tipo.

La nostra generazione ha detto, mi chiamo fuori, per età e per mentalità e per ideologia e per convinzione e per atteggiamenti e per appartenenza sociale e in più io scalpito, anche se ho superato i trentanove anni e anche se sono nessuno.

lunedì 24 febbraio 2014

Con il cuore











Con il cuore
parlo a questi tempi sordi.

Racconto di sentimenti inudibili,
non vuoto,
solo silenzio.



sabato 22 febbraio 2014

Il reale è razionale

Se siamo il secondo paese più corrotto dell'Europa, 
perché pensare di mettere un magistrato anti-mafia a guidare il Ministero della Giustizia?
 Sarebbe negare l'evidenza!





A volte questi italiani stupiscono per la mancanza di linearità nel proprio pensiero!!!!!!!

Per fortuna però, c'è sempre qualcuno che pensa per coloro che, a volte, si perdono, e tutto rientra nei binari… giusti.

venerdì 21 febbraio 2014

Scelta civica

… vale a dire crollo definitivo della scuola italiana!


Non ci credete?
Aspettate pochi giorni…
Pensate che Alfano mollerà? Sciocchezze…
non faranno mai le elezioni prima dei quattro anni minacciati,
le facessero ora il M5S andrebbe a MILLE, altro che la velocità del GIOVANE Renzi.

La maggioranza assoluta avrebbe!

Farebbero peggio di quanto hanno fatto scelta civica e pd insieme??

Lo capite perché non si poteva far eleggere Stefano Rodotà?
Non avrebbe potuto reggere una politica di questo tipo.
Il GIOVANE Renzi, quello che doveva cambiare tutto!

Scelta Civica all'Istruzione!!!

Franceschini alla Cultura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Perché non li hanno direttamente aboliti, questi due ministeri?

Dove ***** siamo?

L'unica scelta civica sarebbe abolire l'omonimo partito.
Rimandare alle loro ricchezze i rappresentanti.






giovedì 20 febbraio 2014

Sul pero

è un'espressione che non conoscevo.

Si sta "sul pero" quando si è fuori dalla realtà, quando non si capisce quello che accade attorno.

Molti dei personaggi dell'ultimo libro di Giuseppe Culicchia, consigliano a Gaia, la protagonista, di "scendere dal pero" perché, in quanto a capire eventi nei quali si trova coinvolta o persone con le quali vive, non c'è proprio.

L'ho letto in due giorni, e non mi capita spesso, in genere mi prendo i miei tempi.

Avevo letto la recensione qui
dove si diceva, tra l'altro:

"Culicchia ha intrapreso, a partire da Brucia la città, la scrittura di una sorta di repertorio antropologico sull’Italia in rotta verso il baratro etico e civile, prima ancora che economico e sociale, in cui siamo diretti.
 ...
ci si chiede sgomenti che fine abbiano fatto quelli oggetti d’uso comune che si perdono per casa,
 ...
sono scomparsi, come scomparsi sono l’uso e il valore d’uso, sostituiti dalla dittatura del valore di scambio. "

Aggiungo di mio:

L'Italia in rotta verso il baratro etico e civile l'ho ritrovata tra le pagine di questo libro, così, come la vedo ogni giorno di questo tempo della nostra vita.

Non c'è bisogno di appartenere alla classe sociale della protagonista di questo romanzo per rendersi conto che quanto raccontato da Giseppe Culicchia è verosimile e, nell'insieme, realistico.

Se Gaia, questo il nome della giovane mamma/quasi mostro, riesce a raggiungere un qualche apice di felicità solamente nell'acquisto compulsivo di oggetti (abbigliamento o per la casa) e vive tutte le funzioni fondamentalmente umane, mangiare (si provoca il vomito quando guardandosi allo specchio crede di scoprire due millimetri in più al suo giro vita o sui fianchi o intorno alla circonferenza cosce), bere (beve alcolici sempre e solo fino allo sbronzarsi), fare l'amore (non si rende conto di avere un amante omossessuale interessato solamente a rapporti anali consumati nel buio assoluto, dai quali trae pochissimo piacere ma ai quali non riesce a rinunciare, convincendosi di avere un amante passionale e un poco "selvaggio"!!!!… e già, è molto divertente anche) in modo mediato dai consigli raccattati sul web (potremmo paragonarla a coloro che passano il tempo a vedere i programmi strappalacrime di cui la TV è zeppa), scopriamo, procedendo nella lettura, che lei non ne è direttamente responsabile. Non è tanto un'eroe negativo, Gaia, è, molto più semplicemente, una vittima.

Trovo assolutamente realistica la descrizione dell'atteggiamento di Gaia nel suo ruolo di madre. Molti, troppi, sono i genitori che hanno disimparato a relazionarsi ai propri figli in modo naturale, dove naturale sta per non mediato dagli oggetti acquistabili. Persino coloro che oggetti possono acquistarne pochi hanno disimparato a difendere davanti ai figli la loro condizione sociale. Ormai, pare, che la dignità passi attraverso il tipo di cellulare posseduto e di contratto conveniente con l'operatore che ti permette di stare "connesso" 24/24 ore. 
Nella "connessione" permanente si tende a perdere il contatto con la realtà, si tende a rimanere alla superficie delle cose, dei rapporti, si finisce vittime, anche senza volerlo, di un mondo di cliché imposti dei quali si perde completamente la percezione dell'origine. Non credo siano macchiette i personaggi descritti, non più di quanto lo appaiano molti dei nostri politici in carne ed ossa e stili di vita, a dar retta ai motivi per i quali rubano i soldi pubblici. Credo che il denaro, quando lo si possiede in eccesso, corrompa, disumanizzi, appunto. Possedere il superfluo, diventa necessità, paragonabile alla dipendenza dal gioco. Altra elasticità è necessaria per affrontare i sentimenti, la sfera emotiva. Ecco, credo che in questo libro, il risultato finale sia assolutamente coerente e di denuncia profonda di un sistema economico sociale che distrugge la libertà delle persone facendole diventare vittime inconsapevoli e allo stesso tempo cooperanti alla loro condanna. Da qui l'indulgenza verso la protagonista.


Vivamente consigliato.


mercoledì 19 febbraio 2014

Ma come si fa...

a non pensare che… o, a capire che... è un sistema intero quello che tende a legittimare Renzi e a delegittimare Grillo?

Ho ascoltato il TG 3, questo pomeriggio, quello delle 19.
Poi, ora, Lilli Gruber, su  la 7, ha iniziato a parlare dello streaming/consultazione tra Renzi e Grillo come  match.

Il TG3 ha parlato di subitaneo attacco del leader 5S all'interlocutore Renzi, che però non perde il suo controllo e il suo appeal neppure di fronte all'esagitato Grillo.

Peccato non mi intenda di radio cronache di pugilato, altrimenti avrei davvero i mezzi per descrivere i modi di rappresentare quello che deve essere rappresentato in maniera totalmente differente, specialmente da coloro che devono solo raccontare i fatti.

Insomma a me appare una grande preoccupazione dal Presidente della Repubblica in giù a cercare di smontare, di svilire, di de-potenziare l'unica forza che davvero potrebbe far cambiare qualcosa in questo nostro assurdo paese.

L'ho già detto


e ascolto…




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non voglio paragonare i grillini al Che, dico che continuo a pensare una rivoluzione possibile ! a sognare !

lunedì 17 febbraio 2014

Da Slec

Poesia di Bertold Brecht, pubblicata sul blog il 10 febbraio da Slec.
Mi era sfuggita pochi giorni fa.
Sono andata a leggerla ora.

eccone i primi versi:


Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
Impara, uomo all’ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara sessantenne!                                                                  (19/02/2014)
Tocca a te prendere il potere!
Frequenta la scuola senzatetto!
Procurati sapere tu che hai freddo!


Affamato impugna il libro: è un arma.


Tocca a te prendere il potere.


Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente

Ciò che devi fare affinché stiate bene.

Essi hanno letto i libri di quelli

Che sanno le verità                                 (20/02/2014)

Che hanno validità in tutti i tempi

E le ricette che aiutano sempre.

Dato che ci sono così tanti che pensano per te

Non devi muovere un dito.

Però, se non fosse così

Allora dovresti studiare.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole                                                                        (18/02/2014)
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.                                                                                    

In questa giornata, credo non sia un caso poterla leggere, anche se, a volte, tutto sembra rimanere immutato, nonostante il pensiero che l'ha creata.

Pubblico una mia foto, ecco, sfrutto anch'io la bellezza per raccontare la mia giornata.




anche questo il ricordo di un "sogno"
che ha lasciato 
una montagna di macerie

domenica 16 febbraio 2014

Eppure...

leggendo qui

mi sento un'ingenua e sento tutti i discorsi fatti sul palcoscenico totalmente inutili. È vero che quelli che parlano e che conosciamo non sono credibili, eppure è estremamente difficile immaginare ogni volta gli scenari mostrati nell'articolo e vedere nelle macchiette che a noi appaiono i nostri premier, i rappresentanti di intrecci talmente complicati e tanto determinati.




sabato 15 febbraio 2014

Domande del ….

Quale tra i paesi del mondo, il nostro, questo che viviamo, diciamo, per essere più scientificamente fondati, quale tra i paesi del pianeta Terra, con tutti i suoi profili, alti, bassi aguzzi, scintillanti, mossi, profondi, umidi, caldi, secchi, assolati, ombrosi, freddi, accoglienti, inquinati, ha un uomo pregiudicato, condannato, corruttore, evasore fiscale, ecc. ecc. che va quale capo di un partito politico per discutere al pari di tutti gli altri capi di partito politico, con la massima carica dello Stato, così, anche, chiamano da noi il Presidente della Repubblica, della composizione del futuro Governo?

Ah, già, qualcuno dirà - ma se è già stato promosso a padre costituente, come sarebbe che non può parlare con il Presidente difensore di quella stessa Costituzione in corso di emendamento?

Con chi si sostituisce in un paese come il nostro, un pregiudicato ex senatore, che però fa politica attiva e va a colloquio con il capo dello Stato ma non può guidare il suo gruppo in Parlamento? Beh, con un altro pluri indagato, dicono si chiami Verdini e potrebbe rappresentare in Parlamento, il capo del partito che ha il condannato come capo.

Proprio!

Di cosa ci potrà ancora meravigliare?
Votiamo in Sardegna, domani, mi pare.

Secondo voi, io che faccio?

libero una colomba, sterminatrice di avvoltoi
nell'aria azzurra di questa giornata di primavera della mia città,
lui è l'amico poeta incontrato a Madrid.
Assassinato da qualcosa (qualcuno) che gli era totalmente contrario.



bibliomatilda's pic

venerdì 14 febbraio 2014

Miei Cari

lo so.

So tutto.

So che nel giorno di San Valentino, festa di cui ignoro l'origine, da noi, qui in Italia è un tormentone di cuori rossi e cioccolati e caramelle e peluche con su scritto ti amo e rose rosse e gigli dorati e se anche i gigli dorati non ci fossero pazienza io ne ho visti tanti proprio questo pomeriggio in una casa di riposo tristissima e fantastica, come tutte le case di riposo. So che si fa fatica a considerarle fantastiche, ci vuole cervello, ci vuole acume e fantasia, ci vuole tristezza e un poco di infelicità immersa in un mare di felicità. Ho visto una donna anziana e un poco … anziana, forse felice, addirittura, che con una lunga catenina d'oro che le scendeva sul petto, ballava, ballava con le braccia alzate, ballava forse con la speranza di essere guardata. Io l'ho guardata sino alla fine della sua danza fatta di giravolte lente e di sorrisi. Chissà a chi pensava. Pare abbia un fidanzato, lì dentro, li ho visti qualche sera fa tenersi per mano, seduti accanto su di un divano azzurro, pareva esistessero solamente loro due, parlavano come se avessero un tempo infinito davanti e non temessero nulla, neppure di essere separati.

So che il giorno di San Valentino è stato scelto come giornata mondiale di protesta contro le discriminazioni, la violenza e gli atti criminali compiuti in tutto il mondo contro le donne. Si balla nelle piazze delle città, mi dicono, io ho ballato guardando quella donna che ballava al centro della grande stanza troppo illuminata.

So anche che gli stupri e le violenze contro le donne hanno continuato, a sentire quanto detto dai telegiornali, anche oggi, così come ogni altro giorno.

So che tutto quello che avevo immaginato sarebbe accaduto tra Renzi e Letta e Berlusca e il mondo e i partiti rimasti e il Quirinale, si è avverato.

So che tra i nomi che si fanno del futuro governo Renzi, all'Istruzione c'è una donna, non credo di ricordarne il nome, forse Giannini, di Scelta Civica.
Scelta Civica, il partito tutto napolitanesco, quello di Monti, per intenderci, quello che ha distrutto quello che era possibile distruggere, ma, che ancora non ha finito, dunque.

Scelta Civica, scelto (!) da Renzi, che doveva imprimere la differenza, il cambio di rotta, il "nulla sarà più come prima!"

AIUTO

All'Istruzione Scelta Civica!
Per dire quanto conta in Italia la scuola,
a prescindere dal tipo di governo,
dal tipo di Premier (…zz..sono tutti UGUALI!).

Termino questo mio canto stonato con una poesia splendente, per il San Valentino di chi si ama


UNA LEZIONE DI KAMASUTRA
Con la coppa incastonata d’azzurro
aspettala
vicino alla fontana della sera e ai fiori di caprifoglio,
aspettala
con la pazienza del cavallo sellato,
aspettala
con il buon gusto del principe raffinato e bello
aspettala
con sette cuscini pieni di nuvole leggere,
aspettala
con il foco dell’incenso femminile dappertutto
aspettala
con il profumo maschile di sandalo sui dorsi dei cavalli,
aspettala.
E non spazientirti. Se arriva in ritardo
aspettala,
se arriva in anticipo
aspettala
e non spaventare gli uccelli sulle sue trecce,
e aspettala
chè si sieda rilassata come un giardino in fiore,
e aspettala
chè respiri un’aria estranea al suo cuore,
e aspettala
fino a che non sollevi il suo vestito scoprendo le gambe
nuvola dopo nuvola,
e aspettala
e portala su un balcone per vedere una luna annegata nel latte,
e aspettala
e offrile l’acqua prima del vino e non
guardare il paio di pernici che le dormono sul petto,
e aspettala
e accarezza lentamente la sua mano
quando poggia la coppa sul marmo
come se sollevassi la rugiada per lei,
e aspettala
e parlale come il flauto
alla coda spaventata del violino,
come due testimoni di ciò che il domani vi prepara,
e aspettala
e leviga la sua notte anello dopo anello,
e aspettala
fino a che la notte non ti dica:
Al mondo siete rimasti soltanto voi due.
Allora portala dolcemente alla tua morte desiderata
e aspettala….!

di Mahmoud Darwish 



ma sì
un po' di contaminazione
che male può fare?
oriente e occidente, nord e sud
...
Kamasutra...
è universale


giovedì 13 febbraio 2014

Non insegnate ai bambini



mi piaceva di quest'immagine il riflesso della luce sul muro.
Adoro le cose che brillano,
però è durato solo qualche secondo
(la luce era quella del sole di passaggio a casa mia,
la magia)


Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.


mercoledì 12 febbraio 2014

Io sono curiosa, invece

di vedere come il  GIOVANE Renzi governerà l'Italia.

Abbiamo avuto in questi, pochi, ultimi vent'anni, premier e politici talmente simpatici e semplici! Avremmo potuto scambiarli per i nostri vicini di casa, per nostri colleghi di lavoro, per personaggi incontrati sugli autobus, al mercato o al cinema. Prepotenti, egocentrici, fanciulli nell'animo, profondamente narcisisti.  Bambini viziati. Contenti di sé. Pronti alla battuta, il vecchio nostro premier, prevalentemente a sfondo maniaco sessuale e sessista, il nuovo no, il nuovo combatte, con fior di metafore, solamente "il vecchio" inteso da lui come: vecchi (nel senso dell'età) politici, vecchia politica fatta da quei vecchi politici (tanto è vero che ha concordato con il vecchio premier, quello delle battute maniacali, una nuova "riforma" elettorale uguale a quella vecchia, dichiarata incostituzionale e fatta dal vecchio premier, appunto), vecchio linguaggio,  vecchi abiti, vecchio incedere (avete notato la camminata di Matteo? nemmeno John Travolta in Saturday Night Fever)  vecchi mezzi di locomozione, e infatti si fa vedere in giro a piedi, con il suo trolley, all'uscita dalle stazioni, o in giro per Firenze (anche per Roma?) in bici. Beh, certo il nuovo c'è, insieme alla gioventù! Beato lui!

Tanto per inaugurare un nuovo, che però, poi, è vecchio, a ben guardare, modo di fare politica, prima dice no, io non vado a sostituire Letta, poi dice, - chi me lo fa fare? - domani, forse, quando farà votare per la sfiducia all'attuale premier, suo "compagno" di partito (di quello vecchio), dirà che è il paese che glielo ha chiesto, che in fondo si sacrifica, che lui intendeva stravincere alle elezioni libere del popolo sovrano (quello italiano?) contro quel vecchio premier con cui ha avuto sintonia profonda sulla stessa legge elettorale, quella vecchia, cambia solo il nome, infatti, da Porcellum a Italicum, che, credo, siano sinonimi, nel nuovo linguaggio politico.

Complicato, eh?




Gli indifferenti

Odio gli indifferenti. Credo, come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. L'indifferenza opera prepotentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia brutta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfocciare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti,  sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,  ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose,  e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale,  non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di alcun genere. 
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo  di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà. di non dover spartire con loro le mie lacrime. [...] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci,
La città futura,
Feltrinelli, 1959

Oggi ricorre il novantesimo anniversario della fondazione de L'Unità, il
giornale fondato il 12 febbraio del 1924 da Antonio Gramsci.


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lunedì 10 febbraio 2014

dark time and stupid









sembra venuto meno il piacere dell'eresia, la vocazione al dissenso: siamo talmente obnubilati dalle certezze che ci asfissiano da non renderci conto di essere immersi fino al collo in un mare di ortodossia. Come ha ricordato il filosofo Alfonso M. Iacono, è lo statuto stesso della verità che è stato stravolto. Chi mai si pone oggi il problema di ciò che è vero o è falso? Quale dibattito di verità, quale discussione di fondamenti del pensiero agita la rete, i mass media, i social network? - 

See more at: http://www.pagina99.it/news/scienza/3702/Cini--il-dissenso-in-cattedra.html#sthash.0v6DwxWc.ZjfIIizX.dpuf

sabato 8 febbraio 2014

dark time and stupid



"C’è da rimanere quasi basiti, per noi della razza di chi rimane a terra, nell’apprendere che esistono SUV con gli interni disegnati da Victoria Beckham; che “Il Salumaio” non è un’offesa, ma un negozio dove puoi spendere 400 € per un pranzo da portarti a casa; che i tweet della figlia di un fratello di un brand o il vuoto pneumatico ma ben scritto di un’articolista fashion possano costituire punti di riferimento; che per vestire si debba consultare un sito, per prendere un cappuccino sia imperativo il tale bar che non è “il classico bar o ristorante”, ma “una casa a tutti gli effetti”;"



giovedì 6 febbraio 2014

Senza rima


from my archive

Vorrei addormentarmi
senza temere
che l'angelo a me accanto
si trasformi
in violenza.

Vorrei sentirmi bella
leggera e viva
con occhi che cercano
anche là dove nessuno vede,

non doverlo sempre pagare
con la solitudine.

Vorrei dire
il mai detto,
le parole mie inusuali,
ed essere amata
per questo.

Vorrei cantare
in tutti i miei toni
ed essere amata
per questo.

Vorrei urlare la rabbia
l'orrore per l'ingiustizia
l'incomprensione
l'indifferenza
gli abbandoni
e l'invidia

lo sgomento
per chi la paura trasforma
in carnefice,
ed essere ascoltata
in questo.

Piango per chi
l'ansia di arrivare sempre
un poco più avanti dell'altro
fa scordare la pace.

Per chi la bellezza
fa troppo spavento.
Per chi non è abituato a pensare.

Piango per chi crede alla vendetta
quale unico modo di amare.



mercoledì 5 febbraio 2014

19 anni


non si è "donne", a 19 anni si è ancora bambine.
Ci si può innamorare a 19 anni, questo sì. In un modo talmente grande e profondo che sembra essere l'unico sentimento possibile, l'unica vita possibile, quella da contemplare accanto a chi si sente di amare.
Eppure si è ancora bambine e bambini, forse proprio perché in quel sentimento ci si mette tutto il cuore, tutta l'anima e la ragione, quella che lei o lui sono riusciti a coltivare sino a quel momento.
Coltivare la ragione! Già, mica tanto semplice. La ragione, l'individuo, maschio o femmina che sia, la costruisce e la coltiva, in base alle possibilità che gli vengono offerte, in base agli strumenti dei quali dispone.
La ragione a volte ci salva, anche a quell'età. La ragione, guardate, quella di cui parlo, è come la felicità che si prova in un mattino a camminare nella luce rosata dell'alba, devi avere tempo, devi aver trovato qualcuno che ti ha fatto notare che quella luce è sacra, è un dono, è Dio stesso. Quella sfumatura di aria colorata la devi in qualche modo avere dentro di te, ce l'hai, ma ne devi esserne cosciente. Ecco, forse la ragione è proprio questo essere cosciente, persino in un modo inconscio, di voler salvare quei colori dentro di te. Se ognuno di noi non riesce ad arrivare a questo "traguardo" è più facile che diventi vittima di un "amore" di cui non si conosce nulla, di un "amore" che può trasformarsi nel peggiore degli incubi immaginabili perché implica il tradimento peggiore, quello che arriva dall'anima, essere umano,  che avevamo scelto come riparo.

- Povera bambina! - bambina di 19 anni uccisa, uccisa comunque, anche se dovesse sopravvivere come dicono potrebbe. Povera bambina per quell'ultima offesa arrivata dopo quei pochi anni di vita nei quali le è stata negata la possibilità, dalla intera società nella quale ha trascorso il suo tempo breve, di vivere, di crescere, di diventare donna.

martedì 4 febbraio 2014

Palloncini

Il palloncino vuoto o sgonfio, nelle parole di Renzi, dovrebbe essere Berlusconi, in un futuro più o meno prossimo, quando gli elettori italiani decreteranno la sua vittoria e la sconfitta di Berlusca e del suo "nuovo centro destra". Un centro destra, quello di Berlusca, che ha richiamato, soprattutto dopo l'apparizione, in quattroequattrotto, materializzatasi nelle stanze di un luogo che chiamano il Nazareno (quando si dice quanto male possano essere utilizzate le parole), della "NUOVA" legge elettorale, persino il nostro (?) politico di vecchia data, Pierferdinando Casini.

L'on. Casini fece una gran bella figura quando, era forse il 2008, (lo ricorda qualcuno?) mettendo fine alla sua alleanza con Berlusconi, disse, riferendosi al Cavaliere Italiano degli ultimi 21 anni, "Perché Berlusconi sappia che non tutto e tutti in Italia sono in vendita!".

Io, che sono molto ingenua e anche un po' stupida, provai quasi della simpatia; finalmente uno che avendolo conosciuto molto da vicino confermava quanto io pensavo da sempre, vale a dire che Berlusca per governare, nella gran parte dei suoi anni, semplicemente, pagava, o comprava, senatori, deputati, incarichi per questo o per quella.
Corruzione?

L'aveva detto Casini, con quella sua affermazione, mica io, io lo pensavo soltanto, a chi potevo dirlo io? Coraggio e dignità, guardate, ci avevo visto! E poi qualcuno dice, ancora oggi, che ho pregiudizi sulle persone e che penso in maniera ideologica.. mah!! Mi era piaciuto persino Casini! A me Comunista radicale per niente moderata, anzi a volte risentita! E ora? Quello splendido Casini si sgonfia, o si gonfia (?), (palloncino1) tornando indietro a cercare un'alleanza, rifiutata in nome della sua dignità e, immagino della dignità del Partito da lui rappresentato (quale?), con l'antico compratore, che nel frattempo è diventato pregiudicato a tutti gli effetti, proprio perché quella sua battuta"sibillina", diciamo così, è stata ampissimamente provata.

Renzi parla di palloncini vuoti, gli altri. Non ha paura neppure di Casini, non si parli poi di Berlusca, con il quale, anzi, gli è sempre piaciuto parlare, diciamolo, da pari a pari, suvvia!

A me sa tanto che un altro palloncino vuoto sarà lui nelle prossime elezioni come tutto il resto del centro sinistra. A me sa tanto che con alla guida Berlusca il PDL o La casa delle Libertà o Forza Italia o Nuova Destra o quel che è, basta ci sia Lui, vincerà e vincerà e vincerà ancora, perché l'Italia non sta migliorando, l'Italia peggiora di giorno in giorno. L'Italia ha un tasso di corruzione che rappresenta il 50 % della corruzione di tutta l'Europa. L'Italia ha un tasso di dispersione scolastica vergognosamente alto. In Italia, finalmente, come nel resto dei paesi sub-civilizzati gli operai vengono sfruttati, con orari di lavoro impensabili sino a dieci anni fa, e con salari che invece di aumentare con l'aumento del carico, diminuiscono, a fronte di accumuli di ricchezze nelle mani di un numero sempre più ristretto di persone.
Come fa un Letta a pensarsi credibile? e una Boldrini? e un Napolitano? Ah… già le Istituzioni, ma se le Istituzioni sbagliano, e sbagliano, noi, gli incolti, quelli che non devono che accettare, ma se a noi sembra che le Istituzioni sbaglino ma perché non potremmo criticarli? Certo non con le parole che loro tutti sono abituati ad usare, forse non la Boldrini, forse non Napolitano, ma certo questo non vuol dire credere a qualsiasi menzogna.

Quando si indignano per le parolacce e gli scioperi e non perché le fabbriche chiudono per delocalizzare e l'Alitalia sino all'altro giorno non poteva essere se non italiana e ora viene svenduta agli emiri arabi?
Come fanno a pensare che chi ha un minimo di cervello e di memoria possa credere loro?
Nei toni di Letta e di molti altri del coro,  si è vista chiaramente la minaccia. Mi sembrano disposti a tutto, anche all'uso della forza, una forza che nasce dalla coalizione, appunto, contro chi non si sottomette al loro disegno, perché se sino a poco tempo fa forse un disegno preciso non esisteva ancora, ora sì, io credo che qualcosa in mente ce l'abbiano. Italia Stato vassallo. Italia più realista del re. Italia che si sottomette prima ancora di essere costretta a farlo.

E, a proposito di Legge Elettorale, ma non ci hanno riempito le orecchie in tutti questi anni di quanto il Porcellum fosse ingiusto anche perché non dava la possibilità all'elettore di scegliere il proprio candidato? E ora? Ci propongono una nuova legge elettorale senza dare quella possibilità? No, dico, che fate? Ci prendete in giro? Si può dire? Si può osare pensarlo?
A me, guardate, la possibilità di esprimere le preferenze non mi soddisfa più di tanto, che intanto le persone alle quali, poi, i voti arrivano hanno sempre fatto in tempo a deciderle dai vertici, mica l'elettore, ovvero, il candidato stesso (siamo in Italia non ci meravigliamo di nulla) se può i voti se li compra, - e che diamine, una volta che gioco, gioco!

Non è dunque tanto il fatto che non ci siano le preferenze, è che questi dicono una cosa e ne fanno un'altra, dico "questi" ma come si fa a ripeterne ogni volta tutti i nomi? Lo sappiamo, sono lì, in Parlamento o fuori, da pochi mesi.
Si sono lamentati per tutti questi anni del fatto che il premio di maggioranza premiava, appunto,  e portava in Parlamento gente con un centinaio di voti e ripristinano un premio di maggioranza? Ma come? Io non ci capisco più nulla oppure penso che mi stiano, di nuovo, imbrogliando,  me come tutti gli italiani! Addirittura con la soglia di sbarramento per i piccoli partiti che non dovessero entrare in nessuna coalizione, i seggi a loro spettanti se li spartirebbero i partiti più forti?

Si illuderà, Renzi di essere ancora turgido e leggero come un vero palloncino pieno d'aria.
Il PD, molto probabilmente, soprattutto nelle sue idee originarie, più che utili ancora oggi, a saperle rispettare e realizzare, non esisterà più.



lunedì 3 febbraio 2014

Tulipani dal mercatino del sabato


casa mia


bibliomatilda's pics

A volte la sento
risonante 
aria di cattedrale.
Il respiro si innalza
a perdersi 
sotto affreschi
nel vasto, 
profondo spazio
di cupole ellittiche.

A volte non riesco a vederla.
Son queste occasioni
che sento 
l'invito
a cercare,
chissà, 
forse,
 il mare
là fuori!

Lettera d'amore alla terra


Sebastiao Salgado
dalla mostra 

domenica 2 febbraio 2014

3 febrero 2014

Sono tutte sfocate queste foto, eppure trovo molto belli i rami di spine in primo piano



era solo un mese fa
ed era un venerdì



ormai le uniche foto di me che apprezzo, sono quelle che mi scatto da me.
No, non sono la signora dietro la bottiglia, sono quella a fianco
con la mia modesta camera tra le mani


dite che sono troppo concentrata su me stessa?
Mi ritengo la persona meno egocentrica che conosca.
Già!

sabato 1 febbraio 2014

rivisitazioni





"Non so che poeta io sia stato in tutti questi anni. Ma so di essere stato un uomo: perché ho molto amato, ho molto sofferto, ho anche errato cercando poi di riparare al mio errore, come potevo, e non ho odiato mai. Proprio quello che un  uomo deve fare: amare molto, anche errare, molto soffrire, e non odiare mai."
citato da Leone Piccioni, nella prefazione a
Giuseppe Ungaretti
Vita di un uomo
Tutte le poesie
Mondadori, 2001






bibliomatilda's pics
orto botanico 
Madrid

Il mio post su Ungaretti è riapparso tra quelli più visti.
Siccome è bellissimo e adattissimo a questi giorni e a molte presenze / assenze de mi vida e poiché esprime il mio atteggiamento nei confronti di chiunque, anche di coloro che a volte critico, ho pensato di ripubblicarlo accompagnato dai colori invernali del mio ultimo viaggio.
Per chi, per cosa?
Per il tempo.
Per Dio
Per l' "uomo"
y la muerte
perché non ho odiato mai