lunedì 6 gennaio 2014

Madrid, l'Arte e Me



Sono stata a Madrid, ho così tante foto che non so quali pubblicare né se farlo, ho così tanti pensieri relativi a questo ultimo viaggio che non riesco a riordinarli e decidere da dove partire. Una settimana è un tempo ragguardevole, una settimana ha segnato un passaggio. In una settimana ho visto così tante opere d'arte, soprattutto dipinti, fotografie e qualche installazione, che sento, quasi, me stessa come opera d'arte, un'opera che le raccoglie tutte. No, non come museo, se non come uno in continua evoluzione.
In una settimana ho percepito cosa possa significare gestire un museo di arte moderna, in una settimana ho ripassato qualche brandello di storia recente, ma soprattutto ho riscoperto il cinema di Luis Buñuel, la sua potenza quasi palpabile, qualcosa che senti non a livello razionale ma che sembra tocchi qualunque parte del tuo corpo. Grandioso.
Devo dire che quando da ragazza mi capitò di imbattermi nei suoi film, mi affascinavano ma non li capivo completamente. Ora ho presente nella mente tutte le immagini più forti, tutte quelle più angoscianti, che non ho visto da poco ma che mi scorrono davanti agli occhi dopo aver visto, per la prima volta, al Thyssen-Bornemsiza, brani di

Di Buñuel, si riconosce lo spirito dalle prime inquadrature, anche se esse non sono quelle che segnano l'inizio del film, anche se quel film non lo si è mai visto, sembra che ci parli, non tanto nei personaggi, quanto con una voce non emessa per le orecchie, che arriva solamente attraverso gli occhi, parla e sparge pennellate di colore, di significati, di sogni, di desideri e di paure, come una mano che ti tocca e che, spesso, fa male.
C'era un bambino seduto accanto a me (genitori lungimiranti) che ad una scena per la quale io ho trasalito, forse anche più rumorosamente di come avrei dovuto, ha lanciato un vero urlo, così che ha nascosto anche il mio di spavento, devo riconoscere.
Insomma, Luis Buñuel, quelle incredibili immagini in bianco e nero, gli altri incubi dei surrealisti che si provarono anch'essi in quest'arte, mi pare abbiano riempito il mio senso estetico quasi più di quanto non lo abbiano fatto gli infiniti colori della pittura più tradizionale.

Tra i film considerati  capolavori del cinema surrealista si trovavano, inoltre, L'age d'or, sempre di Buñuel, in collaborazione ancora con Salvador Dalí, nel cui cast era presente Max Ernst,  L'etoile de Mer, di Man Ray, Spellbound di Alfred Hitchcock, con le sequenze sui sogni disegnate da Salvador Dalí,  e Dreams that money can buy, la realizzazione del quale coinvolse Max Ernst e Man Ray.
Tutti i film facevano a loro volta parte della temporary exhibition intitolata El surrealismo y el sueño.



Ho trovato non scontata l'idea di allestire una mostra temporanea con una così ampia offerta di diverse espressioni artistiche, e, devo dire, se avessi visto solamente questa non avrei maturato una sensazione così forte, senonché anche nelle altre mostre temporanee allestite nel Museo Nacional Centro  de Arte Reina Sofia, il cinema, quale espressione artistica moderna e contemporanea era presente e molto forte il suo impatto sul visitatore.

Ampie, ben fornite e accoglienti le zone dove si potevano consultare libri e cataloghi sui periodi artistici rappresentati. Sempre presenti buone bibliografie.

Momenti magici che mi portano a condividere il verso di William Shakespeare

The Fault... is Not in Our Stars,                           La colpa… non sta nel nostro destino,
But in Ourselves…                                             la colpa dimora in noi stessi...
—William Shakespeare
che apre proprio il film di Hitchcock Spellbound (Io ti salverò).

Non voglio fare un articolo sul cinema, non ne ho i mezzi, voglio solamente annotare quanto dalla visita di due giorni (uno a museo) ho raccolto nel più profondo della mia mente a proposito di quel periodo sobillante l'arte occidentale che viene catalogato sotto i nomi di Surrealismo e Dadaismo, quanto fossero collegati tra loro gli artisti, quanto attingessero anche ad un passato che pensavano potesse essergli utile, quanto potente fosse la loro volontà di distruggere una realtà che la "normalità" si ostinava a vedere logica e naturale, attraverso la loro inesauribile capacità di vedere attraverso essa, di rappresentare i pilastri di falsità e ipocrisia sui quali si basava, e di palesare la mostruosità dietro l'apparente e innocua "beltà", la falsa innocenza della borghesia di quegli anni (solo di quegli anni?).

Le uniche foto dei musei citati sono queste


bibliomatilda's pic
Museo Thyssen-Bornemisza
Madrid

All'interno non ho neppure provato, mi sono accorta che le foto dentro i musei, quando si ha una sola giornata, non hanno molto senso, ci vorrebbe una giornata per vedere il museo e una seconda, terza, ecc. ecc. per scattare le foto, capire come e chiedere i permessi che il più delle volte non ti verranno accordati.





bibliomatilda's pics
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia
Madrid

6 commenti:

  1. Adoro il Surrealismo e Bunuel pure io ... a Berlin dovevamo andare a vedere una mostra permanente, ma per problemi non siamo riusciti. E quanto alle foto, stessa cosa, spesso non si possono fare foto, e ci dobbiamo accontentare del ricordo, dei nostri sensi (forse è meglio così).

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    1. Proprio! Ciao All! Che meraviglie ho visto dentro i musei. Qui non parlo del Prado, ma l'arte moderna e contemporanea stava tutta in questi due, o quasi, comunque la più importante quella che i sensi li sveglia, parecchio! Chissà che la prossima tappa non sia proprio Berlin!? (Ma come hai fatto a guidare in quelle strade? io, devo rivelare, non mi ci vedo molto guidare nelle strade delle grandi città, ma che esperienza dev'essere!) Ciao

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    2. Come ho fatto? Semplicemente non ho guidato, era solo una battuta. Le Trabi però si possono nolleggiare davvero, ma a Berlin i servizi pubblici sono ottimi e abbondanti, e dell'auto pochi ne fanno uso. L'Italia in questo senso era molto lontana...

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  2. Andai a Madrid tanti anni fa eppure ne conservo ancora un ricordo, come dire, surreale...
    Una città straordinaria, così piena d'arte da stordire!

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    1. E' vero Linda, vedi un po' quello che mi capita, arrivo a Madrid e trovo una mostra sul Surrealismo e il Sogno, già incantata dal movimento delle sue strade, mi perdo tra i colori degli artisti e tra i corridoi dei musei. Stordita, un poco, lo sono ancora!!!

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