martedì 10 dicembre 2013

Logica sì o ansia no?

a volte cercare una logica in quello che accade è semplicemente da stupidi.

Alcuni leggono e rileggono testi di legge o circolari o disposizioni legali e si convincono di aver capito, magari anche correttamente le parole lì sopra scritte e quindi le intenzioni del legislatore e quindi il quadro più vasto all'interno del quale inserire le proprie conclusioni e sulle quali, magari, basare le proprie azioni. Poi, però, un'ulteriore circolare o dispositivo di legge cambia di nuovo quanto detto in precedenza, quelli che avevano applicato alla lettera la prima disposizione scoprono di avere agito non in base all'unica scelta possibile ma in seguito ad un fraintendimento, o meglio, ad una, tra le tante, possibilità di interpretazione… se questi qualcuno hanno tanto cervello da accorgersi dello sbaglio e soprattutto ammetterlo, sia pure solo a se stessi.

Discorso immensamente difficile, questa Italia, la politica e la politica amministrativa di questi anni di follia, Berlusconi a capo dell'intera Gang avrebbe detto Bukowski, "banda" diremmo noi italiens.

Ma sì, stamane ricevo la telefonata di una collega, in fondo anche più fortunata di me, in quanto a sistemazione lavorativa… lei, per dire, sta per finire un dottorato, io dalla scuola secondaria non mi sono mossa, per amore, forse all'inizio solo per amore, dopo ugualmente per amore… ma si sa, io attribuisco a questo termine un valore e un significato talmente ampio che diventa, certo, di difficile comprensione, forse anche per chi mi conosce bene (chissà, magari proprio per questi ultimi, relatività dell'apparire e della realtà come la interpretiamo).
Insomma questa mia collega è angosciata, e io lo sapevo che lo sarebbe stata, angosciata, perché dalla stravagantissima Spending Review, (la ricorda ancora qualcuno?) dell'amatissimo Monti (che a dire che è intelligente è dire cosa da poco) e del suo collega commissario Enrico Bondi (vedetelo anche nel coinvolgimento  con il disastro dell'ILVA di Taranto, per dirne una) che avrebbe voluto, e potuto, metterci fuori dalle Biblioteche Scolastiche del regno italo-napolitanico, si sono succedute una serie infinita di leggi e leggine, aggiustamenti e proposte, circolari e disposizioni, ingiustizie personali e drammi esistenziali, abbandoni di patrimoni culturali esistenti (ma questo è nulla in Italy, o meglio in Italy si distrugge quanto è stato creato e se quello che si vorrebbe distruggere è talmente resistente che non soccombe immediatamente, allora si inventano tutta una serie di misure e contromisure per non mollare l'osso ma per renderlo alla fine tanto indigesto che uno dice addio al passato, spesso con un vaffanculo), constatazione del fatto che i soldi spesi sono inutili e sprecati, che la cultura e l'istruzione un optional, la lettura un privilegio per pochi, tutte, queste leggine e circolari con obiettivo di rendere, appunto, indigesto il lavoro che svolgiamo, alcuni/e di noi male (lapalisse) altri/e bene (lapalisse due).
Così la mia collega stressata e ansiosa, nonché, appena appena ansiogena, voleva sapere da me quale fosse l'ultima circolare alla quale avremmo dovuto prestar fede, ma già lei lo sapeva quale, e quindi mi chiedeva cosa avremmo dovuto fare in caso che… perché certamente a dar fede a quella circolare che lei aveva in mente quel fatto tanto temuto si verificherà da qui al 20 di dicembre!!!!!!!!!!!

10 giorni di agonia… mentre tutti, dico tutti aspettano felici (non ci credete, forse non sono riuscita nella voluta ironia) il Natale! Ma vi sembra possibile?

E io che potevo dire?

Mia cara amica, non c'è logica!
Se quel fatto avverrà non sarà per via di una circolare ministeriale, sarà per caso, come tutto quello che avviene in Italy. In alcune regioni italiote quel fatto tanto temuto dalla mia interlocutrice mattiniera è già avvenuto, alcuni uffici scolastici più solerti di altri, più zelanti, più ottusi, più efficienti? Può essere, se efficienza significa distruggere un profilo professionale "di fatto", esistente dagli anni settanta.
In molte altre regioni invece no. Così che sicurezza avrei potuto dare? che informazione veritiera e inconfutabile? Il caso, l'intelligenza della persona che si trova a gestire la pratica, la sua lungimiranza, a volte l'esperienza di cui si è fatto tesoro.
Il burocrate, d'altro canto, agirà sempre nel rispetto della legge, di quale sono solo fatti suoi… e di quelli che si trovano a subire le conseguenze del suo zelo.

Questo è quanto. Ma non solo per noi, Io credo che sia l'Italy (non riesco a dire più il nome in italiano, l'ho sentito troppo da tipi come Berlusca e compagnia e ultimo Renzi) a funzionare in questo modo.
E banale più che banale dire - mai come in questo periodo - eppure è semplicemente così.

(così…un suggerimento, vedete un po' la vicenda IMU e Porcellum e intese sì e intese no, ecc. ecc.).

Ecco, sarà la mia collega, ma sono piuttosto in ansia!


Ai Weiwei
Biennale di Venezia
giugno 2013
bibliomatilda's pic

2 commenti:

  1. Che dire, Matilda... una gran rabbia, in questo mare di incertezza che ci agita tutti. Tutto e il contrario di tutto, in ogni momento possibile. ma possiamo vivere così?

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    1. Linda!!!! Ciao cara. "ma possiamo vivere così?" Io, guarda, me lo chiedo esattamente come te! Fanno le leggi di "stabilità" e di stabile non c'è che la loro posizione. Dico "loro", di chi? dei politici. Punto. Populismo? ma dove? Ad entrare in politica in questo periodo, vuoi le scarse difese immunitarie, vuoi la tendenza alla corruzione dell'animo italiano… ma sì, la storia, le basi dell'Unità, i compromessi, l'arretratezza sociale, la morale cattolica…io non so cosa sia, esattamente, di fatto tutti quelli che entrano in politica, ultimi anni insegnano divengono in un modo o nell'altro, altro. La rappresentanza, il concetto stesso, seppur a volte ribadito, non si conosce più, non è più quello che àncora la propria azione. L' Europa, è la parola più sentita e più temuta. Ma allora, tanto vale che ci chiamino a votare. Glielo dicano all' Europa di governarci! Ma l'Europa, non eravamo anche noi?

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