lunedì 2 dicembre 2013

Letta dice

che la crisi economica è a un passo dal concludersi, dice, facendo il gesto dell'afferrare qualcosa a pochi centimetri da lui, che ci vuole un niente, basta allungare la mano e siamo fuori, impadronendoci in un'istante di futuro/lavoro, benessere (evidentemente) e "ripresa" economica (queste due ultime, parole sue).

Poco prima lo stesso TG ha mostrato le riprese veloci di un capannone simile a quello distrutto ieri, nella zona industriale di Prato. Gestito da cinesi, con lavoratori cinesi. La zona industriale di Prato pare sia affollata di prigioni del genere dove i lavoratori, lavorano, dormono, mangiano, vivono e, spesso, muoiono non di morte naturale. I letti accanto ai cucinini, a lato dei quali stavano appesi abiti già pronti, coperti dal cellophane.

Quando si entra in un negozio di cinesi si è certi, se si è appena di media intelligenza, che tutta la merce esposta arriva da posti come quello, che siano ubicati in Cina o in Italia credo faccia poca differenza, il grado di sfruttamento della mano d'opera, evidentemente, uguale.
Dico - evidentemente - perché le mie sono riflessioni dettate semplicemente dal buon senso… e da qualche lettura. A questo proposito ricordo ad esempio le prime pagine di Gomorra di Saviano, per parlare di qualcosa conosciuto da tutti. Ma anche se non ci fosse stata lettura alcuna di nessun documento che parlasse esplicitamente di condizioni del lavoro in Cina o sfruttamento della forza lavoro imposta dal liberismo di questi ultimi 20/30 anni, il buon senso mi aveva già allontanato, e parecchio, da quella quantità nauseabonda di merci a basso prezzo… non tanto e non immediatamente per la scarsa qualità di esse, quanto proprio per la quantità!!!!!!!!!!

Quanta energia si distrugge per produrre quell'infinità di  merci?
Energia di tutti i tipi, energia dell'universo intero.
Per chi? Per cosa?
Per imitare un benessere che non si possiede?
Per accettare il fatto che intanto dopo una stagione devi buttare via tutto quello che compri?
E la durata delle cose? la qualità? la bellezza?
Solo per pochi.  Per ottenere quelle cose di qualità ci sono le ragazzine disposte a vendersi, gli uomini contenti di comprarle, le mamme costrette (si sentono) a chiudere gli occhi di fronte alla realtà, impotenti di fronte alla deriva delle loro e delle vite delle figlie.

Non saranno tutte le mamme d'Italia, non saranno tutte le ragazzine d'Italia, non saranno neppure tutti i cinesi che muoiono … ma

di quale ripresa economica parla Letta di fronte a questi episodi?

di fronte alle nostre industrie che delocalizzano?
di fronte alle città sommerse dall'acqua?
di fronte alla disoccupazione e di fronte alle missioni all'estero dell'esercito italiano?
di fronte agli acquisti di aerei per fare guerre che neppure sono efficienti se dovessero venire usati?
di fronte alle grandi opere, inutili pure loro, se non per la spesa enorme che richiedono?


I toni pericolosi di cui ha parlato sempre lui, Letta, non sono quelli di Grillo, sono i suoi che continua a fissare orizzonti inesistenti nel mondo, fuori da un'idea diversa di sviluppo, fuori dalla possibilità di misure efficaci perché guarda dentro i palazzi, dentro le parole vuote che ripete, lui e i suoi (intendendo i politici, tutti, di oggi) e quelle parole non possono che far risuonare il vuoto, e le leggi del liberismo possono continuare indisturbate a mietere vittime, fra i cinesi, certo, per ora, meglio, per oggi, perché di morti sul lavoro italiani, quando ancora il lavoro c'era ce ne sono stati un bel numero, o sbaglio?




C'è l'Italia che sta crollando, quella della gente comune.
Possibile che non si accorgano che devono cambiare ogni loro pensiero, ogni loro azione?

So che la mia ingenuità è smisurata.





4 commenti:

  1. Appena letto in un articolo di Naomi Klein: "... l'aspirazione a disfarsi di questo sistema spietato per sostituirlo con uno nuovo (e magari, lavorandoci molto, anche migliore) non è più questione di orientamento ideologico, ma piuttosto una necessità per la sopravvivenza della specie umana".
    Ingenua anche lei.
    Ingenuo anch'io.
    Sai che ti dico? Fanculo i NON ingenui!

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    1. Grazie Zio, grazie davvero per la condivisione di questo mio sfogo, di questa mia grande tristezza per il falso che ci ritroviamo a dover guardare tutti i giorni. Salvano se stessi e la corruzione sulla quale basano il loro potere, salvano un sistema che ha necessità dello sfruttamento che provoca morte. Mandano condoglianze e sono colpevoli.

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  2. il quotidiano di Como lo ripete spesso in prima pagina, la ripresa è cominciata! Funziona così: le grandi famiglie industriali della seta comasche, e gli imprenditori brianzoli e varesotti, hanno spostato tutto in Turchia, in Cina, in Marocco, in Svizzera (la Svizzera è qui vicina), producono là e importano qui. Traduzione: i padroni ricominciano a fare soldi, gli operai cinesi, turchi, marocchini e svizzeri guadagnano qualcosina, qui da noi i disoccupati rimangono senza soldi e senza lavoro. Però la ripresa c'è, è innegabile: ma in Turchia, mica qui. Qualche esempio: la Candy, che è brianzola ma ormai è tutta prodotta all'estero. Oppure la B-Ticino, vai a comperare e c'è scritto in grande sul davanti B-Ticino, se volti e cerchi bene sull'etichetta c'è scritto made in China. Glielo vai a spiegare tu ai Grandi Economisti? (io non ce la faccio, qui sono razzisti perfino gli immigrati marocchini: uno di loro l'altro giorno, persona gentilissima e mite, mi ha detto "perché li fanno entrare" riferendosi a quelli sulle navi di Lampedusa...) (imparano presto)

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    1. Orrendo, eh? Imparano a sentirsi migliori di quelli che sono esattamente come loro! E' questo il male principale, quello sul quale tutte le destre prosperano... purtroppo anche le sinistre, ormai. La guerra tra poveri mica è leggenda, l'ignoranza cattiva mica è una fola, il mandare a fondo qualcuno pur di salvare se stessi non è un fenomeno ultraterreno. Tutto questo sta emergendo in modo drammatico in questi anni, senza solidarietà, senza comprensione, senza ... cultura e senza civiltà!

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