giovedì 5 dicembre 2013

Avevo meno di vent'anni

L'origine della domanda  


Mi ami?


è antica. Proviene, tra le tante strade, da un "libriccino", 84 pagine in tutto, intitolato proprio così.
Il sottotitolo recitava: Nuove situazioni intrapsichiche e interpersonali
Copyright del 1978 per Einaudi. Collana del Nuovo Politecnico. Le edizioni con quel bel quadrato rosso su copertina bianca.

Faceva parte del mio primo, e forse unico, acquisto di libri in stock, ve lo ricordate?
La filiale dell'Einaudi, qui da noi, in via Usai, quando io ero ancora adolescente,  dava la possibilità di acquistare grosse quantità di libri pagandoli in rate mensili. Il primo nucleo, e fondamento, della mia piccola biblioteca è nato così, con l'acquisto di quel considerevole, per il denaro a disposizione, soprattutto, numero di libri "a rate".
Non è grande, neppure ora, la mia biblioteca personale, primo motivo è che vivo in una casa, decisamente piccola, più di tanto non ci può stare; secondo motivo, è che ho avuto la fortuna di lavorare in bilioteche pubbliche (scolastiche) e così tra i libri ci vivo, trovandone tanti, tra i più belli da me mai letti, proprio in queste biblioteche, trovandone e acquisendone tanti altri altrettanto belli, devo sottolineare a mio merito.

Tra il nucleo "storico" si trovano appunto, tre libri dello stesso autore, tra i quali il già citato  Mi ami?.
L'autore di cui parlo è R.D. Laing . Gli altri due libri sono: Nodi e L'Io diviso. Sempre pubblicati nel Politecnico.
Un'altro testo presente nella mia libreria, scritto da Laing in collaborazione con Aaron Esterson si intitola Normalità e follia nella famiglia. Entrambi gli autori erano psichiatri. Laing scozzese e Esterson inglese.
R. D. Laing viene spesso annoverato tra i fautori dell'anti-psichiatria, anche se, come ogni vero artefice, lui stesso avrebbe faticato a riconoscersi dietro un'etichetta. Un altro libro ancora, però mai letto interamente, è I fatti della vita.

Quanto è scritto in questi libri è rimasto profondamente impresso nella memoria e, credo, abbia influito molto nella mia formazione. Sopra ogni altra cosa ricordo l'importanza data dalle teorie di Laing ai fattori esterni alla personalità individuale, che incidono sui comportamenti umani e su quelle condizioni esistenziali che portano a definire un individuo come "malato di mente". Non esistevano, dunque, secondo Laing, caratteri innati o genetici che determinerebbero lo stato mentale alterato di un individuo. Tra i fattori fondamentali atti a fare di quella persona un essere umano dal comportamento "equilibrato" o meno, Laing annoverarava la famiglia, i rapporti che in essa si instaurano, le dinamiche interpersonali alle quali ognuno è, più o meno inconsapevolmente, soggetto. Il rispetto per la sofferenza e l'attribuzione di dignità a qualsiasi espressione, apparentemente incomprensibile, della mente umana.
Insomma, non ho continuato con studi di psichiatria (anche se l'ho desiderato) e quindi non posso addentrarmi troppo nell'argomento, no, voglio solamente ripercorrere il percorso di quella domanda ripetuta un'infinità di volte, in innumerevoli modi differenti, in diversi contesti, con diverse aspettative e con, sempre, uno sfondo lirico e poetico, un'ansia inesauribile di conoscere l'inconoscibile, la gioia di sentire il cuore che batte e la fiducia ultima che alla fine qualcuno può capire il desiderio umano di armonia.
Ecco, ricordo Laing e i suoi libri e le domande dei suoi pazienti, le loro parole da lui raccolte e pubblicate in forma di poesia, come uno di coloro che mi ha aiutato a coltivare la fiducia nell'umanità, spesso anche contro le prove fornite dall'esperienza.

Riporto qui l'ultima delle poesie di  Mi ami?

Niente paura... sono solamente parole che gravitano, comunque, ancora una volta, intorno ai libri e alla vita di coloro che li leggono

LEI   mi ami?
LUI   sì ti amo
LEI   più di tutto?
LUI   sì più di tutto
LEI   più di tutto al mondo?
LUI   sì più di tutto al mondo
LEI   ti piaccio?
LUI   sì mi piaci
LEI   ti piace stare vicino a me?
LUI   sì mi piace stare vicino a te
LEI   ti piace guardarmi?
LUI   sì mi piace guardarti
LEI   pensi che io sia stupida?
LUI   no non penso che tu sia stupida
LEI   pensi che io sia carina?
LUI   sì penso che tu sia carina
LEI   ti annoio?
LUI   no non mi annoi
LEI   ti piacciono le mie sopracciglia?
LUI   sì mi piacciono le tue sopracciglia
LEI  molto?
LUI   molto
LEI   quale ti piace di più?
LUI   se dico quale l'altra sarà gelosa
LEI   lo devi dire
LUI   sono tutt'e due squisite
LEI   davvero?
LUI   davvero
LEI   ho delle belle ciglia?
LUI   sì delle ciglia bellissime
LEI   ti piace annusarmi?
LUI   sì mi piace annusarti
LEI   ti piace il io profumo?
LUI   sì mi piace il tuo profumo
LEI   pensi che io abbia buon gusto?
LUI   sì penso che tu abbia buon gusto
LEI   pensi che abbia del talento?
LUI   sì penso che tu abbia del talento
LEI   non pensi che io sia pigra?
LUI   no non penso che tu sia pigra
LEI   ti piace toccarmi?
LUI   sì mi piace toccarti
LEI   pensi che io sia buffa?
LUI   solo in un modo simpatico
LEI   stai ridendo di me?
LUI   no non sto ridendo di te
LEI   mi ami davvero?
LUI   sì ti amo davvero
LEI   dì "ti amo"
LUI   ti amo
LEI   hai voglia di abbracciarmi?
LUI   sì ho voglia di abbracciarti, e stringerti, e coccolarti, e amoreggiare con te
LEI   va tutto bene?
LUI   sì va tutto bene
LEI   giura che non mi lascerai mai?
LUI   giuro che non ti lascerò mai mai, mi faccio una croce sul cuore e che possa morire se non dico la verità
          (pausa)
LEI   mi ami davvero?



Mi è anche venuto alla mente un altro dei motivi fondamentali imparato allora, la fiducia nella comunicazione umana attraverso, anche, la possibilità della rottura di quegli schemi, ad esempio rappresentati dalla poesia appena citata. Ci vuole coraggio, ci vuole fatica ma, Laing mi ha insegnato, esiste la possibilità di cambiare costantemente le proprie vite. Migliorandole, migliorando noi stessi.

Laing si inseriva certamente nelle filosofie e nei movimenti contestatari degli anni sessanta-settanta.
Qualcuno dirà - preistoria! -
Qualcun'altro dirà - come tutto ciò che ci ha formato - e che da troppi è stato dimenticato.



particolare da
Primo acquerello astratto
1910
Wassili Kandinsky
tratto da 
Contrappunti: acquerelli e disegni di Wassili Kandinsky
Il Saggiatore
1961


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