venerdì 22 novembre 2013

Sempre e ancora sul leggere

Viene sempre meno la speranza di avere una scuola con una biblioteca ben fornita e efficiente; che si preoccupa di aiutare i ragazzi a scegliere, come i professori di Aidan, e non solo di mettere loro in mano dei libri (quando lo fa); che cerca di proporre testi che li aiutino a rispondere ai loro interrogativi più profondi e che li facciano crescere, “tra lettura e letteratura”.
Tutti i ragazzi devono avere la possibilità – dice Chambers - di diventare scrittori, come Anne Frank (su cui Aidan ci ha regalato uno splendido saggio), ma ciò dipende dagli adulti che lavorano con loro. Per questo è sempre più necessario essere formati per lavorare “in rete” e per fare resistenza all’indifferenza generale. L’educazione alla lettura non si può improvvisare, tantomeno da soli.

...

Nel convegno “Tantestorie” del novembre 2011 a Torino, pensando alla triste situazione di molti paesi, tra cui l’Inghilterra, che spendono in modo insensato il denaro pubblico e dove si chiudono i luoghi di cultura, come le biblioteche pubbliche, Chambers osservò:
“Non so come usciremo da questo vicolo cieco, ma so che bisogna mantenere viva la propria speranza, ma come si fa? Si mantiene la propria speranza nel momento in cui la si dona agli altri. Ogni volta che siete con un bambino/ragazzo a cui permettete di leggere più di quanto non farebbe da solo, gli state dando una speranza. Gli state offrendo una scala per uscire dal buco in cui si trova. Primo Levi ripeteva l’antico detto ebraico: “salva una sola persona e salverai il mondo”. Ogni volta che qualcuno permette a un bambino/ragazzo di diventare un lettore consapevole e qualificato non sta dando una speranza solo a lui ma, attraverso questo atto, sta salvando il mondo.”


da qui 

grazie a franz



la foto?
è bella, è mia

8 commenti:

  1. La cultura ai tempi del neoliberismo... c'è stato periodo peggiore?

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    1. Forse no, almeno non conosciuto da noi, che viviamo.
      Ora, davvero, quella speranza di cui parla Chambers sembra essersi troppo ridotta, c'è, sì, ancora, ma, davvero in troppo pochi che forse dovrebbero lavorare di più, sopportando le macerie. Non è facile :-)

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  2. dal punto di vista dell'Economia siamo come nel dopoguerra, ma non c'è stata la guerra (per fortuna, speriamo che duri...). Dal punto di vista culturale siamo come al tempo delle invasioni delle orde di barbari, solo che i barbari sono quelli di casa nostra (come i monaci benedettini, chi continua a leggere e ricopiare, a conservare quel che si può)

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    1. E' vero, conserviamo, memoria, libri, immagini, parole e poesia, conserviamo il ricordo del bene che abbiamo avuto, la speranza e la fiducia di quello che avremo ancora, accanto al timore di non riuscire a meritarlo, a riconoscerlo a rispettarlo e a conservarlo ancora perché possa essere raccolto da qualcuno, perché a qualcuno possa ancora servire… 'Notte

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  3. o come in "Fahrenhait 451" (come se stessimo diventando dei mnemoni, come dice Robert Shecley (in Milemondi Urania adesso in edicola)

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    1. Ciao Franz, nel frattempo ho stampato e diffuso, per quanto potevo, l'articolo su Chambers e il discorso di Doris Lessing... già :-)

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  4. errata corrige:
    naturalmente è
    Fahrenheit
    Millemondi
    Sheckley

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