lunedì 11 novembre 2013

Quei cattolici

...che fanno carità alla Chiesa ma rubano allo Stato, che vuol dire ai più poveri, ai più deboli.
Quale peccato più grande?

Si chiede e chiede ai cattolici, Papa Francesco.

Ho pensato... ma non è che sta esagerando?

Aveva detto delle suore, chiedendo loro di essere madri e non zitelle... e va beh... è un problema tutto femminile... e maschile... diciamo così, un problema di "genere" e con i problemi di genere si sa quanto sono vaste e diverse le interpretazioni possibili. Devo dire, per me, che so cosa significhi accoglienza e chiusura, pregiudizio e libertà (non mi metto sempre dalla parte del giusto, ho detto semplicemente - so cosa significa -) era stata una delle affermazioni più belle, di quelle che da un Papa non ti saresti mai sognata di sentire.

Ma questa battaglia contro la corruzione , questo riconoscimento sereno e spietato della realtà di molta della popolazione "caritatevole" cattolica, mi appare come un'accusa, vera e propria, un invito grande alla coerenza e moralità vera, perché sentita e vissuta, perché praticata. In qualche modo una lotta contro l'ipocrisia radicata a fondo nella morale cattolica, dei "cristiani da pasticceria", altra espressione sua.

Starà esagerando?

Anche se non fosse così, queste piccole perle, dimenticate, queste parole d'amore e di giustizia, gratuite, perché avrebbe anche potuto non pronunciarle, ecco, a me fanno un infinito piacere.

Gli auguro di essere come un maestrale, come quello di oggi sulle nostre spiagge



foto di bibliomatilda
oggi pomeriggio

14 commenti:

  1. il maestrale c'è già stato, 1958-1963 - un gran bel maestrale. Purtroppo, poi tornano subito, non si riesce a estirparli del tutto. Adesso sospirano, fanno un po' le vittime, alzano le mani al cielo sospirando, basta aspettare che passi...
    la verità l'ha detta Filippo Di Giacomo (che è un prete, se non sbaglio) su Repubblica settimana scorsa: non ci sono quasi più preti, i seminari sono vuoti, fra poco non ci sarà più nemmeno bisogno di essere anticlericali, per mancanza di materia prima. Ma non è detto che le cose andranno meglio...

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    1. Grazie Giuliano di essere presente :-)
      Sì, lo so, il maestrale rappresentato da Papa Giovanni che forse è rimasto solo un ricordo, per molti, almeno, solo quello. Io devo dire, guarda, se c'è una cosa della quale non mi sono mai interessata granché è proprio la Chiesa e le sue varie manifestazioni, purtroppo, però conosco un sacco di cattolici da pasticceria... molti, di quelli con lo sguardo cattivo e che hanno paura del diavolo e che prima di dare un aiuto vero si taglierebbero una mano, tutto per evitare un atto di generosità disinteressato. Quelli pronti a tranciare giudizi e sentenze, quelli che si ritengono in grado di capire il mondo intero ed ogni singolo essere umano perché illuminati dalla luce celeste!!!!! Di questi ho molta esperienza, della storia della Chiesa un po' meno.
      Tu dici non ci sono più preti ...e allora forse, ci si rende conto che si deve cambiare qualcosa nella politica di quella istituzione, ormai quasi del tutto de-spiritualizzata. Bene, dico io!!! Hanno capito e questo Papa sta agendo con quell'obiettivo!? Benissimo! Queste parole se attirano seguaci dovranno avere un seguito, appunto.
      Se guardiamo la politica mondiale... e la paragoniamo a quella a cui abbiamo appena accennato.. beh... dove sta andando il pianeta? L'aria, l'acqua, la terra, il cibo, la nostra salute e la nostra qualità di vita? Il lavoro e la dignità? e a qualcuno viene in mente di cambiare tattica? o davvero, chi comanda sa benissimo dove siamo diretti... che la vita in fondo è breve? :-(

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  2. purtroppo, sono vent'anni che mi tocca convivere con qualcosa di cui non mi sarei mai e poi mai interessato - ma di cosa si tratta te lo direi solo in privato. Anche per questo motivo, la foto di Papa Roncalli è ancora appesa bene in vista, qui in casa. Ci tengo. Non serve a niente, ormai, ma ci tengo lo stesso.

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    1. Che bella questa cosa che mi dici, del ricordo e del rispetto, bella, davvero.
      Mia mamma, che anche lei non era una cattolica fervente... neppure praticante, ti dirò, che a seguire messa non credo ci sia andata mai fuori dai riti tradizionali, lei mi ha trasmesso questa immagine/parola di Papa Giovanni come il Papa buono, come qualcuno che era... umano...buono, appunto, senza quei difetti tanto tipici di cui ho parlato prima...

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    2. ...diceva anche, però, che di persone così non possono esisterne tante. L'unico, diceva lei...però ha sempre avuto il senso del tragico, la mia mamma, diciamolo ;-)
      Scherzo un poco, poco, però :-)

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  3. beh, anche don Milani, padre David Turoldo, don Minzoni, la Caritas, ce ne sono e ce ne sono stati anche di buoni (non pochi)
    :-)

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  4. Quei ca...

    Francesco è talmente buono e inattuale da non piacere nemmeno alla maggior parte dei giornalistucoli cosiddetti vaticanisti, che di solito sono leccapapa a prescindere, e che invece già preparano il terreno per il successore italiota, che opererà la restaurazione del peggio...

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    1. No, davvero, spero di NO. Non voglio italioti o restauratori, non vorrei neppure giornalistucoli ...però è già più difficile, i leccaculo ne abbiamo a ogni angolo... devo dire che questo Papa, guarda, mi ricorda un altro nostro mito giovane e bello, morto in Bolivia mentre cercava di far capire a quel popolo e a tutti i popoli del mondo l'importanza di una loro presa di coscienza! Coscienza, appunto!

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  5. Detesto coloro che a causa di un dio non sono attenti all'uomo e che nel nome di un dio commettono anche l'illecito. Francesco è un eroe del nostro tempo, quando cerca di liberare l' uomo dalle storture della fede.

    Ciao cara Mat, un abbraccio.

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    1. Sono d'accordo con te, Linda. Io che ho sempre timore che le belle cose possano trasformarsi o finire in un bolla di sapone, desidero davvero tanto che questo Papa continui a parlare a proposito come in questo periodo, perché non può non avere un qualche effetto sulla vita... forse dei coraggiosi e non dei pavidi ma almeno, ci sentiremo meno soli :-)

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  6. Le cose che dice questo papa mi piacciono perchè non si limitano ad un lato genericamente morale o moralistico, ma vanno invece alla radice del problema dell'egoismo.
    Alle origini della Chiesa, un pensatore antico disse che bisogna dare ai poveri non facendo passare come "carità" quello che è invece un "dovere di giustizia."
    Ecco, mi pare che l'attuale pontefice (benchè possa aver avuto un atteggiamento non sufficientemente coraggioso durante la dittatura di Videla) si stia però ampiamente riscattando e si trovi in sintonia col pensatore citato.
    Lo stesso Roncalli, nell'enciclica "Pacem in terris" indica non solo il dovere della pace (e denuncia quel che chiama "psicosi bellica") ma indica anche delle, come dire? condizioni sociali perchè la pace non sia semplice (benchè auspicabile) mancanza di guerra.
    Altrimenti, come dicevano negli Usa i neri durante la rivolta di Los Angeles per Rodney King, "No justice, no peace": nessuna giustizia, nessuna pace.
    Salutone.

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    1. Si rivolge ai Cattolici richiamandoli alle loro responsabilità, per far questo ha necessità di indicare gli errori che questi, considerati come "comunità" compiono. Nella loro morale e nei loro comportamenti. Non dice - ogni buon cristiano farà carità alla chiesa e ai poveri, combatterà la corruzione - dice - tra voi cristiani, che fate la carità, vi è TRA DI VOI qualcuno, molti, che hanno una morale da vetrina e una da retrobottega, che hanno le mani sporche dal fango della corruzione. Non indica il male sempre fuori dalla cristianità, prende atto del fatto che all'interno si annida quello che sporca, quello che fa male.
      Quello che mi pare faccia Papa Francesco è averci, per ora la volontà di cambiare, in meglio la vita di noi tutti, restituendo peso, sostanza alle parole e agli atti.

      Grazie, Riccardo, della tua attenzione :-)

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  7. Che bella coincidenza! Papa Giovanni XXIII, dopo San Francesco, è stata l'unica figura religiosa a cui mi sono sempre sentito "sentimentalmente" legato. Lo ripeto:sentimentalmente legato! San Francesco, da bambino, mi ispirava una grande simpatia mentre scoprivo lo splendore della Natura. Lo sentivo un compagno di viaggio, mentre mi innamoravo dei profumi che ha l'erba o correvo di notte in mezzo alle lucciole, mentre parlavo alle formiche o giocavo con le chioccioline che uscivano subito dopo la pioggia. Chi non si è sentito francescano nello scoprire la Bellezza del mondo? E di Papa Giovanni ne ho sentito parlare dagli adulti, ancora anni dopo che era morto, e tutti come da dentro un rimpianto. Da tutti ho ascoltato, come di un padre buono che ci aveva riscaldato le mani per un poco e che se ne era andato troppo presto.
    Cresciuto, ho poi compreso quel senso di essere rimasti orfani che i veri cattolici hanno coltivato in silenzio dopo il Concilio e durante gli anni di Wojtyla. Perfino dalla sua voce che ho riascoltato da grande, mi proveniva un insopprimibile senso di calore, di comprensione, di accoglienza umana. E ora la stessa corrente elettrica la sento arrivare da Papa Francesco.
    Perchè dico questo? Perchè sono persone rare: quelle capaci di andare in profondità, di rendere nudo ogni tipo di Re, di scavare con la loro stessa vita per ritrovare l'acqua pulita.Sono quelli che scavano e scavano a mani nude partendo dall'Istituzione corrotta e dalle incrostazioni che si sono accumulate sopra lo spirito originario del Cristianesimo. Tutto quel che si è sedimentato in termini di potere ecclesiastico, di intrighi, di squallidi interessi economici... Loro hanno scavato e ad un punto hanno ritrovato la sorgente originaria o almeno ci hanno indicato che abbiamo sempre una strada per ritrovarla. Sono le figure che hanno strappato quel pesante tessuto fatto di stanca ritualità, di pregiudizio dei benpensanti e di ottusità del Clero. E cos'hanno riportato al centro della vita? L'umanità, la profondità dell'essere umano, che aspira a vivere in armonia con gli altri uomini e con il pianeta. Quello spirito, quell'entusiasmo di chi non si piega a nessun compromesso. Occorre credere alla bontà dell'Uomo per farlo. Occorre appoggiarsi non solo sulla fede Cristiana ma su quell'istintivo senso del bene che abita ogni uomo.
    San Francesco e Papa Giovanni. Le uniche immagini di religiosi che hanno popolato il mio crescere. Papa Francesco era ad un bivio e mi pare che la sua scelta l'abbia avuta ben chiara fin dal primo giorno. Sapeva bene che avrebbe avuto contro la parte preponderante della gerarchia, e perfino di quei finti cattolici che sono conservatori per la conservazione.Senza più nemmeno sapere cosa c'è mai da conservare in questo tempo.
    Dai suoi primi passi ha dimostrato di non avere timore o riguardo nell'evocare verità scomode e nell'indicare che la Chiesa ha un suo senso se torna al servizio dell'Umanità. Se solidarizza con gli umili e i diseredati, se si fa compagna di viaggio in quel cammino avventuroso che è il vivere in Povertà. Non so se riuscirà fino in fondo a scuotere il torpore cattolico. Non so se riuscirà a fare di questo suo modo di essere personale, un progetto per il futuro di una Chiesa altrimenti condannata alla imbalsamazione (di cui Papa Benedetto ci ha dato un illuminante assaggio)
    Io so soltanto guardarlo con simpatia e con un misto di speranza e di paura. La paura soprattutto che venga considerato una figura stravagante, estranea al resto del corpo ecclesiastico, senza vedere che invece è uno dei pochi che sa dare nuova linfa e un senso, al ruolo della Chiesa di oggi. Chissà... io credo che se sarà coerente e alle parole seguiranno atti concreti il beneficio sarà per tutti, compresi gli atei come me. Un caro saluto.

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    1. Quando ha scelto questo nome, Francesco, ho temuto una grande delusione! Troppa ammirazione e acclamazione da parte di tutti. Temevo il gesto simbolico potesse rivelarsi vuoto. Ricordi il clamore per l'alloggio scelto durante il Conclave? e la sua scelta di girare in autobus per le vie di Buenos Aires? Ecco questi mi sembravano, in fondo, atti significativi, sì, ma non decisivi. Mi era piaciuta la sua espressione: "dalla fine del mondo", moltissimo. Mi parlava in qualche modo di umiltà e allo stesso tempo di apertura, di avventura, se vuoi, di bellezza, anche e di povertà e di sofferenza. Poi tutti i dubbi e le testimonianze su di lui negli anni della dittatura mi avevano turbato, la dittatura, già, e la Teologia della Liberazione che ha sempre lottato e pagato, della quale certo lui non faceva parte… è quello che è, è quello che è stato, e chissà la verità e la menzogna dove iniziano e dove finiscono, quello che è certo però è che ora, lui, sta portando avanti un discorso differente dai suoi predecessori e man mano che prosegue a me sembra sempre più sincero.

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