martedì 19 novembre 2013

Emergenza natura/società/ansia

Ieri sera, avevo avuto notizia dell'anziana donna morta nella sua abitazione invasa dall'acqua. A Uras, mi pare, in provincia di Oristano. Il marito ricoverato in condizioni critiche per ipotermia.
Ansia.
L'ansia di pensare alla vecchiaia, alla vulnerabilità maggiore in quell'età, alle pessime condizioni di vita nelle quali molti anziani vivono, alla solitudine e alla povertà.
Alla natura che amo così tanto ma che arriva ad essere tanto crudele, spesso con i più deboli, quasi sempre con loro. Gli altri che la amino o no, che ne abbiano  o no timore, difficilmente la subiscono, se non per loro scelta. Ma chi muore travolto dall'acqua di un fiume esondato o dall'accumulo di quella che le strutture di smaltimento non riescono a convogliare, che muore perché ignaro del pericolo o comunque incapace di difendersi, mi provoca una stretta al cuore, al respiro, mi provoca ansia profonda.
Oggi si contano altre vittime, ho letto di diciotto, anche bambini, una bimba di 2 anni morta insieme alla mamma all'interno della loro auto.

Come l'alluvione di Genova, ricordate? Nel novembre del 2011!
Che orrore! Uno non pensa di morire così, mentre va a prendere la propria figlia o il proprio fratello.
Non è tanto la vicinanza geografica, guardate, siamo tutti esseri umani, Sassari non credo sia stata troppo colpita sinora,  è che in Sardegna un evento di così vaste proporzioni non c'era stato mai. Che io sappia.

Può essere che sia la prima, in molti lo dicono e non da ora.

Viviamo, certamente in Italia, nella politica dell'emergenza, senza manutenzione di quello che esiste, strade, case e infrastrutture e campagna e coltivazioni e rispetto per fiumi e mari, viviamo senza lungimiranza, senza progetti veri che mirino a superare la logica dell'emergenza che ci facciano entrare in quella della cura, dell'attenzione, della responsabilità.





4 commenti:

  1. due provvedimenti già presi: 1) dare un nome cretino al maltempo 2) continuare a installare le piattaforme petrolifere nell'Adriatico e non solo
    verrebbe voglia di andare all'estero ma anche lì non è che sia meglio

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    1. In quanto a distruzione dell'ambiente, dici? Forse no… ma invece credo di sì! Nessuno nessun paese europeo avrebbe trattato nel modo in cui abbiamo trattato noi i dopo terremoto, L'Aquila, così com'è non sarebbe potuta esistere in Germania e neppure in Francia e neppure in Spagna, guarda. Pompei che cade a pezzi, la scuola e le biblioteche di qualsiasi tipo, i musei, le strade, gli ospedali, case costruite su terreni a rischio sismico che si sgretolano pure per il vento appena più forte, la ricchezza convinta di essere un dono della Natura stessa e cieca di fronte a tutto, no, come l'Italia, io credo ci deve essere solo l'Italia e in Grecia il sistema di corruzione non deve essere molto diverso dal nostro… Però, certo, in questo momento l'attacco è globale, l'attacco a quei traguardi raggiunti nel passato e un attacco, volutamente, inconsapevole all'ambiente mai stato così virulento!!!!!

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  2. Come va? ... tutto bene dalle tue parti?

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    1. Nella mia città non ci sono stati grandi problemi. Lo avrai sentito, Gallura, il paradiso dei ricchi e Olbia, oltre alla provincia di Oristano e Nuoro. Impressionante quanto sia fragile il nostro territorio. Hai sentito? Ad Olbia il disastro più grande è avvenuto in un quartiere costruito sui canali, Olbia è città di mare. Come ha detto qualcuno, ripetendo un detto sardo, l'acqua tiene memoria...

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