venerdì 29 novembre 2013

Ecco dove

mi ha portato la mia ricerca di stamane, non avendo mie foto disponibili, ne scelgo una da internet, la famosa foto di Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria





“Quelli che amano” di Jaime Sabines Gutiérrez

Quelli che amano tacciono.
L’amore è il silenzio più fine, il più tremante, il più insopportabile.
Quelli che amano cercano, sono quelli che lasciano perdere, sono quelli che cambiano, quelli che dimenticano.
Il cuore dice loro che non troveranno mai, non trovano, cercano.
Quelli che amano vanno come pazzi perché stanno soli, soli, soli,consegnandosi, dandosi ogni istante, piangendo perché non salvano l’amore.
Li preoccupa l’amore.
Quelli che amano vivono alla giornata, non possono fare di più, non sanno.
Sempre se ne stanno andando, sempre, da qualche parte.
Aspettano, non aspettano nulla, ma aspettano.
Sanno che non troveranno mai.
L’amore è la proroga perpetua, sempre il passo seguente, l’altro, l’altro.
Quelli che amano sono gli insaziabili quelli che sempre – meno male!- resteranno soli.
Quelli che amano sono l’idra del racconto.
Hanno serpenti al posto delle braccia. Le vene del collo gli si gonfiano anche come serpenti per asfissiarli.
Quelli che amano non possono dormire perché se si addormentano se li mangiano i vermi.
Nel buio aprono gli occhi e in loro cade lo spavento. Trovano scorpioni sotto il lenzuolo e il loro letto galleggia come su di un lago.
Quelli che amano sono pazzi, soltanto pazzi, senza Dio e senza diavolo.
Quelli che amano escono dalle loro grotte tremanti, affamati, a cacciare fantasmi.
Ridono di quelli che sanno tutto, di quelli che amano per sempre, veracemente, di quelli che credono nell’amore come una lampada d’olio inesauribile.
Quelli che amano giocano ad afferrare l’acqua, a tatuare il fumo, a non andarsene. Giocano al lungo, triste gioco dell’amore.
Nessuno si può rassegnare. Dicono che nessuno si può rassegnare.
Quelli che amano si vergognano di qualsiasi conformismo.
Vuoti, ma vuoti da una costola all’altra, la morte li corrode dietro gli occhi, e loro camminano, piangono fino all’alba dove treni e galli si salutano dolorosamente.
A volte gli arriva un odore a terra appena nata, a donne che dormono con la mano nel sesso, compiaciute, a ruscelli d’acqua tenera e cucine.
Quelli che amano cantano tra le labbra una canzone mai imparata, e se ne vanno piangendo, piangendo,
la bella vita.

2 commenti:

  1. Testo e foto veri, lontani, troppo lontani dalle falsità di oggi. Nostalgico? No, vero:)

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    1. Hai colto benissimo il senso, All. No, non nostalgico però, diciamo che dalla nostalgia si passa alla ri-speranza e di ri-fiducia :-)

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