martedì 5 novembre 2013

Attraversando la pianura



Contrastanti i sentimenti nell'attraversare la pianura padana.
Nell'arrivare alla Stazione di Bologna Centrale, nel ripercorrere quei selciati dove in tanti hanno camminato con speranza e preoccupazioni e da lì non sono più andati via. Il dolore di chi ancora e chissà per quanto tempo a venire, ritorna per provare ad ascoltare la risata, la voce, a contemplare un sorriso di chi già si pensava in un'altra stazione, di un'altra città, perché girare il mondo, seppure allontanandosi di pochi chilometri da casa propria, è sempre un'esperienza talmente potente che genera  forza, che contribuisce alla vita. Nel 1980 a Bologna si è compiuto un atto contrario a tutta l'umanità. E' questo che si sente arrivandoci.

Francesco Guccini e la sua La locomotiva fa parte invece  della speranza e della vita, del coraggio e dell'ardimento entusiastico nella lotta per un mondo più improntato a valori di giustizia.
Io l'ho imparata intorno ai quattordici anni. Non l'ho dimenticata più.

4 commenti:

  1. sì, a forza di ripetere "né di destra né di sinistra", "destra e sinistra tutti uguali" è arrivata una società di gente senza ideali e senza identità. Purtroppo per noi, a destra l'identità se la sono tenuta e adesso gongolano, soprattutto i neonazisti e neofascisti perché nessuno li contrasta. Invece arrestano "gli anarchici", fanno titoloni e servizi tv per "le minacce BR" e poi si scopre che a mandare quei volantini era un tizio che si faceva da solo le fotocopie (fatto successo a Milano), e lo arrestano subito. Le bombe nelle piazze e nelle stazioni le hanno messe quelli di destra, mai dimenticarselo e mai stancarsi di ripeterlo perché l'ignoranza è grande.
    La mia teoria in proposito, più che una teoria un'osservazione, è che il socialismo aveva vinto la sua battaglia: pensa se un socialista o un comunista del 1848, o del 1922, avesse potuto vedere come siamo stati noi dal 1945 al 1995, avrebbe fatto i salti di gioia. Tutto buttato via in meno di dieci anni, adesso bisogna ripartire da capo.

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    1. Siamo uguali solo nel nascere e nel morire, nell'avere le potenzialità... spirituali di assomigliarci l'uno all'altro. Le differenze, che possono divenire abissali, si palesano da quanto si possiede. Io questo penso. Da lì, poi, nasce la politica e la consapevolezza e la volontà di accettare questa basilare gerarchia o ribellarsi ad essa o comunque lottare per attenuarla.
      Quelli che hanno messo le bombe avevano e, purtroppo, io credo, hanno interesse a che quella gerarchia tra chi ha e chi non ha, tra chi comanda e chi obbedisce, tra chi decide e chi esegue non venga messa in discussione. Quella è una cultura di destra. Certo che lo è.
      PS: per non essere fraintesa, non sto affermando che tutti quelli di destra mettono le bombe. Solo... temono la libertà, quella vera, non quella che nasce dal potere.
      Lo so, discorsi difficili. Tutti noi lo sappiamo, noi che amiamo, nel profondo... la vita.

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    2. Ci sono passato solo una volta in quel luogo, ma ho sentito i brividi ... la Storia dell'Italia repubblicana è passata di lì, ed è anche per questo se siamo cosi messi male.

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    3. A me è capitato, ormai più di una volta, e la sensazione è sempre la stessa, tenerezza e rispetto e dolore per l'umanità lì offesa e rabbia e sconcerto sempre più grande per questa nostra repubblica il cui tratto principale è corruzione e trame indicibili, per i potenti. Di verità mancate, di disprezzo del bene comune.

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