sabato 19 ottobre 2013

Una giornata della mia vita

Oggi dovrebbe essere autunno, da noi no!

Splendeva il sole da noi!

e che sole... no, non ho portato con me la macchina fotografica, oggi non ho foto che possano testimoniare lo splendore del sole e il suo calore.

Sono uscita di casa verso le 15.20, no, non diretta al mare...strano, no?

Avevo un corso, stravagante e interessante, molteplice e suadente, ricco e un poco ombroso, nel senso di oscurità nella quale era avvolta la stanza nella quale si svolgeva.

Alimentazione e salute, il titolo.

Diventerò più bella, lo so! Sì, perché in esso si parla di energia, cicli solari, stagionali, lunari, terrestri, si parla di cibo e di nutrimento, di respiro e di vita, di movimento e di sangue, quello umano, che scorre nelle vene, che costituisce il nostro primo elemento, inteso come nutrimento. Quel sangue del quale anche da poco avevo avuto esperienza, quel sangue che, dicono, ci unisca ad altre persone in quanto lo hanno affine al nostro, quel sangue che scorre veloce, perché veloce batte il cuore, quando siamo innamorati, quel sangue che più è dinamico e vivo e sano più ci porta alla relazione con l'altro (il legame tra sangue e relazione me lo sono inventata io, qui, su due piedi), quel sangue che si smaterializza quando guardiamo l'oggetto del nostro amore e che prende corpo quando lo tocchiamo.

Autunno, già... luna piena, proprio, cammino, guardo, respiro, sento un freddo lieve, un vuoto che fa espandere il sentire, la solitudine più cristallina, la risata, il canto e una carezza alle cose.

E quale foto posso pubblicare?

Piazza Navona, che io ritengo magica...





7 commenti:

  1. Peró mi mancano le tue foto marine... Ma ho capito che ami di piú il mare in inverno o sbaglio? Bello il tuo corso... di comprensione e condivisione .
    Scambio piazza Navona per il tuo mare. ci stai? baci, cara.

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    1. Il mare...il mare lo amo sempre, credo che, proprio a proposito di nutrimento, esso rappresenti per me uno dei miei nutrimenti principali, quando ne sto troppo a lungo lontana, mi ammalo, in un modo o nell'altro, quando mi ci immergo spesso anche la pelle ne trae giovamento... strano, no? eppure lo sento così.
      Però, guarda, Piazza Navona è magica davvero, un poco ci si confonde, se il mare aiuta a ritrovarsi, in Piazza Navona sei al centro della dispersione... più o meno... ;-)

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  2. Accidenti se è magica, piazza Navona. Sarà che l'ho vista per la prima volta, e ci ho camminato a lungo, e mi ci sono seduto, in una sera di novembre del 2012, mentre l'oscurità si faceva sempre più fitta, in attesa di recarmi alla prima assoluta nazionale del mio romanzo... Magica lei e magico il Mare: beato chi può immergersi in tali posto il più a lungo possibile!
    Baci. :)

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    1. Che bello, Zio, questo commento!!!!! Eh, già, l'esperienza che abbiamo delle cose ce le fa amare o odiare... attendere la presentazione del proprio primo libro.... mi vengono i brividi, mio caro, caro amico, che meraviglia! Tutte le speranze, i sogni, il passato, trasformato, vero, meditato, lo studio, le riflessioni, i nostri occhi che si posano sulle cose, tutto diventa altro e qualcosa di nostro. Ecco la magia. E poi, e poi all'imbrunire, sai che anch'io il novembre scorso l'ho vista all'imbrunire?...rimasi, letteralmente a bocca aperta!!!!

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  3. Roma è ricca di questi posti magici. Io ne ho trovati più d'uno. Credo di essermi fatto anche la convinzione che questa magia abbia qualcosa a che fare con il senso del tempo che ognuno di noi coltiva al proprio interno
    Uno cammina per le strade di Roma e poi si siede per terra in un angolo più tranquillo e resta come un oggetto posato sul fondo di un acquario.
    Roma è questo acquario. Cambia la luce, cambia la tonalità del cielo, cambia la temperatura ma ciò che resta è la sensazione di essere a contatto con tutte le epoche. La stratificazione del tempo a Roma da degli esiti incredibili. Puoi sentire il tempo, il suo tepore, le epoche antiche e quelle più a noi vicine. Tocchi pietre che hanno visto Michelangelo e Bernini. Respiri un chiarore che da alle cose il colore di una pacata benevolenza. Come se il Tempo ti facesse accomodare ad una curva della sua strada e e da lì puoi osservare ciò che è stata la Storia. Questa dimensione privilegiata a cui senti di essere ammesso arriva a commuoverti. Ti apre un abisso piacevolissimo. All'improvviso ti senti "compagno" di tutti, amico perfino delle facciate dei palazzi, degli avvallamenti del selciato, dell'imperfezione della statue consunte.
    Come se il tuo cuore si spargesse su ogni angolo della città. Un cuore sparpagliato che si fonde con la materia di cui è fatta la città. E diventi Luce, Pietra, Emozione, Vertigine, Consapevolezza di essere dentro un luogo che non è più solo luogo ma un dolce squarcio nel tessuto del Tempo.
    Tu resti seduto e assisti al prodigio. Ti assicuro che in certi angoli di Roma accade proprio questo.

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