giovedì 3 ottobre 2013

Andare via




Le paludi le rose i caffè l'amore le cose

le vetrine i vestiti di raso e un nuovo motore

e Daniela stasera mi aspetta nell'ascensore

i quattrini la speranza d'averne

far crepare d'invidia

il lavoro è a casa da lei la carriera sicura

poi la sera ritornare se stessi pensare pensare

ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha

come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai

le paludi le rose i caffè Gesù tra i bambini

un bicchiere il fumo distorto e un nuovo motore

con un altra farei chissà  che con Daniela l'amore

ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha

come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai

ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha

come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai

ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha

come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai






Dedicata a chi pensa, e ha pensato, di non riuscire più a vivere in questo mondo.
Alla consapevolezza del mistero e della solitudine e del dono e della paura e dell'abbandono che lascia in chi è stato, per caso, spettatore di un addio tremendo, dopo anni di esistenza lontana ma incredibilmente vicina e, quasi, indifferente.

Mi è venuta in mente questa canzone, bellissima, forse per il nome femminile, forse per il tono nel quale viene invocata, per la bellezza di una donna "vestita" di bianco, per l'addio che sembra risuonare in ogni accordo di voce.


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