sabato 28 settembre 2013

Qualcosa dal Portogallo

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

José Saramago
Viaggio in Portogallo

(da facebook)



bibliomatilda nell'agosto del 2010 nella bella, storica Luvaria Ulisses in

Rua do Carmo 87  1200 Lisbon, Portugal.

"Che scriviamo o parliamo o che ci limitiamo a guardare
siamo sempre invisibili. Ciò che siamo non può 
essere trasposto in parola o libro"

Fernando Pessoa


I guanti?
Poi li ho comprati, sì!
Sono anche riuscita a non perderli, da allora!
Sono ancora bellissimi!

Oggi, forse, inizia l'autunno...

11 commenti:

  1. Mi fai venire voglia di leggere Saramago, uno che mi manca (dico come lettore, ma anche come intellettuale, voce critica di questa orribile Europa).
    p.s. guantini molto belli, hai fatto bene a prenderli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La nostra, Europa, potrebbe essere bellissima, la mia, tua quella di chi non crede in questo sistema finanziario ed economico, di chi non crede che basti il denaro per potersi permettere di "governare" gli altri...

      Elimina
  2. Grande Saramago. L'autore di Cecità è (come tutti i migliori Artisti) uno dei pochi a essere in grado di insegnarci a vedere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo con te, caro Nick, più che d'accordo. L'anno della morte di Ricardo Reis è il primo libro letto. La prima pagina, ricordo una descrizione di Lisbona sotto la pioggia che era la pioggia stessa quando la vedi cadere in un giorno cupo, autunno o inverno i giorni scuri di pioggia quando il buio arriva alle due del pomeriggio, hanno tutti la stessa potenza, come quelle parole su quella prima pagina, come la descrizione di una vita meravigliosa ma che ha in sé una tristezza profondissima, forse l'idea stessa della morte.

      Elimina
    2. Beh...però il mio sorriso...beh, aiuta, o no? ;-)

      Elimina
  3. il Portogallo è bellissimo e non ci sono abbastanza parole per Josè Saramago:)

    RispondiElimina
  4. pensa un po': mi stava sfuggendo la citazione di Pessoa - adesso vado a trascriverla, ma mi hai messo una distrazione mica da poco
    :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, Giuliano. L'estate appena passata avrei voluto ritornare in Portogallo, per poterlo finalmente girare in auto, invece non è stato possibile. Ricardo Reis era uno degli eteronimi di Pessoa...certo, lo sai ;-)

      Elimina
  5. Sto leggendo Cecità, appassionante e malefico, simbolico ed inquietante...

    E tu, quanto sei graziosa!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cecità è davvero come tu dici, inquietante in massimo grado...il senso della vista, il fondamentale...

      Elimina