domenica 8 settembre 2013

Dubbi

Royal Artillery Memorial
Hyde Park Corner
London
bibliomatilda's pic

...di Papa Francesco.

"Siamo certi che le guerre siano fatte per motivi diversi da quelli della vendita delle armi?"
forse ha aggiunto "mercato illegale di armi", ma noi abbiamo la convinzione che ci sia, tra l'uno e l'altro, ben poca differenza e che le guerre siano strettamente legate alla necessità di far prosperare entrambi.
Perché le nostre democrazie si basano sulla ricerca, senza regole o scrupoli, del profitto e perché nelle nostre democrazie le potenze più ricche hanno sempre deciso per tutte le altre.

A proposito di armi e della loro evoluzione e del loro uso e di come le guerre siano uno strumento efficacissimo per sperimentarle: (durante la prima Guerra Mondiale i caduti ai quali il memoriale in fotografia è dedicato, furono 40076 (fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Royal_Artillery_Memorial )

Artiglieria terrestre: il XX secolo

Nel 1906 i Tedeschi creavano un materiale analogo ma inferiore al soixante-quinze, mentre altri Stati europei adottavano materiale derivato da questo. L'Inghilterra e l'Austria-Ungheria impiegarono materiale a tiro rapido, originale. La prima guerra mondialevide un imponente sviluppo delle artiglierie in tutti gli eserciti belligeranti, passando dai 6 pezzi ogni 1000 fanti nel 1914 ai 10 nel 1918. Per la prima volta venne applicato estesamente il traino meccanico e alle tradizionali specialità dell'arma si affiancò l'artiglieria contraerea. Caratteristica dell'impiego dell'artiglieria furono gli enormi concentramenti di fuoco contro posizioni fisse e prestabilite, per preparare l'assalto della fanteria. Tipico esempio di questa tecnica fu il concentramento di 800 cannoni contro la fortezza di Verdun. Altra caratteristica fu l'impiego della bombarda per l'abbattimento dei reticolati e delle fortificazioni campali. Nel 1918, sull'esempio tedesco, si adottò una preparazione di breve durata ma d'inaudita violenza. La cooperazione fra l'artiglieria e la fanteria fu portata a un livello di altissima efficienza dai Francesi con la tecnica del barrage roulant, vera cortina di fuoco che spianava la strada ai fanti all'attacco. Da ricordare anche l'azione dell'artiglieria italiana nella battaglia del Piave (15-23 giugno 1918), che decise della vittoria. Nel 1917 i Tedeschi usarono per la prima volta proiettili a gas. Fra le due guerre mondiali, si tese a incrementare ulteriormente la potenza e la mobilità delle bocche da fuoco in armonia con la sempre più diffusa motorizzazione militare. Scoppiato il secondo conflitto mondiale, l'artiglieria confermò la sua insostituibile funzione distruttrice, sempre efficace anche con l'oscurità e in pessime condizioni atmosferiche. La mobilità, direttamente collegata al carattere di guerra di manovra, fu risolta con il traino completamente meccanico e con il cannone semovente. Una nuova specialità fu l'artiglieria controcarri, per contrastare l'azione sempre più imponente e decisiva dei mezzi corazzati. Particolarmente efficace si rivelò, durante il conflitto, l'artiglieria sovietica, formata da robusti reparti di artiglieria con mezzi cingolati portanti un cannone da 76 o da 85 mm o un obice da 122 e capaci di sviluppare una velocità di 50 km/h con una corazzatura di 90 mm e dotati di un'autonomia di 300 km. Per la loro estrema mobilità potevano accorrere in ogni settore del fronte, laddove le necessità tattiche avessero richiesto la potenza del loro intervento: a Orel (luglio 1943) i Sovietici su un fronte di 80 km riunirono una massa di 150 pezzi per km. Dopo la seconda guerra mondiale, l'apparizione delle armi atomiche consigliò l'applicazione di accorgimenti dettati dall'avvento della nuova energia: vari eserciti hanno in dotazione cannoni e particolarmente obici di medio e grosso calibro che possono sparare proiettili a carica nucleare. L'artiglieria contraerea ha adottato presso molti eserciti calibri di 90 e 105 mm. Fra le bocche da fuoco le maggiori realizzazioni sono quelle dell'obice italiano per artiglieria da montagna da 105/14, dei cannoni-obici russi da 152 e da 203 mm, del cannone statunitense da 280 mm e dell'obice europeo FH 70 da 155/39. A proposito di quest'ultimo giova notare che la vecchia classificazione delle bocche da fuoco basata sulla lunghezza della canna espressa in calibri ha ceduto il posto al criterio di classificarle in cannoni, obici e mortai in base ai fasci di traiettorie che si possono ottenere.

da qui


8 commenti:

  1. Tra l'altro, io penso che le guerre, al contrario di quel che si pensi, siano antieconomiche: pensa a quante guerre abbiamo visto negli ultimo vent'anni, solo per non tornare troppo indietro. Bene, anzi male, guarda all'economia negli ultimi anni come è andata peggiorando. Quindi le guerre, fanno fare affari ad un tipo di economia malata, che non produce benessere, anzi ...

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    1. Tutto il sistema economico attuale non fa altro che produrre ricchezza per pochi, pochissimi, l'1 % dice Occupy e Chomsky con loro. Quando finirà questo modo di produrre...forse finiranno le guerre...

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  2. Mi vengono i brividi...e mi torna in mente la famosa frase di Einstein: " non so con quali armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma sicuramente la quarta si combatterà con pietre e bastoni".
    Terribile...

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    1. ..e dire che non era uno stupido!!!! :-(

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  3. La guerra è sempre una questione economica. E c'è ancora in chi crede che essa scoppi per delle idee. Ma quando mai?

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  4. Questo papa mi lascia sempre più stupefatta.

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    1. A me piace...e poi, credo sia importante che dica cose così, non sono affatto scontate, anzi, direi che sono dimenticate da molti cattolici. Mi sembra bello che risvegli un poco di umanità e, credo, le sue parole non possano rimanere totalmente inascoltate...ecco, credo che possano servire a creare coscienza, almeno un poco...ora...

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