sabato 13 luglio 2013

L’ultimo Corsaro

Roma, quartiere Pigneto, ore 17.00. “Chiudo”, mi dice rassegnato il proprietario della libreria il Corsaro di via Macerata, “la strada è cambiata, il quartiere non è più lo stesso”. Esco stordito sulla via, sento accompagnarmi il profumo delle vecchie edizioni di letteratura italiana, un senso di vuoto mi attanaglia, penso a tutto questo che a fine luglio se ne andrà per sempre: se ne andrà chissà dove lo scaffale con le prime edizioni, se ne andranno le mensole con la storia del partito comunista, se ne andrà via la sezione cinema e teatro, tutto quanto se ne andrà per sempre via, da un quartiere che di una libreria non sa più cosa farsene. - See more at: http://www.alfabeta2.it/2013/07/13/lultimo-corsaro-2/#sthash.d63RTWQV.dpuf
Roma, quartiere Pigneto, ore 17.00. “Chiudo”, mi dice rassegnato il proprietario della libreria il Corsaro di via Macerata, “la strada è cambiata, il quartiere non è più lo stesso”. Esco stordito sulla via, sento accompagnarmi il profumo delle vecchie edizioni di letteratura italiana, un senso di vuoto mi attanaglia, penso a tutto questo che a fine luglio se ne andrà per sempre: se ne andrà chissà dove lo scaffale con le prime edizioni, se ne andranno le mensole con la storia del partito comunista, se ne andrà via la sezione cinema e teatro, tutto quanto se ne andrà per sempre via, da un quartiere che di una libreria non sa più cosa farsene. - See more at: http://www.alfabeta2.it/2013/07/13/lultimo-corsaro-2/#sthash.d63RTWQV.dpuf
L’ultimo Corsaro

6 commenti:

  1. anche a Milano, librerie e negozi di dischi sono ormai una rarità. Temo anche per le biblioteche, leggevo ieri una notizia sulla mancanza di fondi (cioè i tagli governativi)
    Stanno creando una generazione che vede i libri come qualcosa di vecchio e di inutile, e ormai sono a buon punto. Non mi si venga a dire che ci sono gli ebook, sono comodissimi ma per leggere su un ebook bisogna già essere dei lettori.
    Se si insegna ai bambini a usare il computer già a cinque anni, è facile prevedere che entro vent'anni non ci sarà più una biblioteca aperta in tutta Italia, e vedo male anche le biblioteche storiche e importanti. Anche i monumenti, come ben sai dal mio blog, li vedo già in macerie fra non molto(e non mi sento catastrofista, mi limito a osservare cosa succede in questo momento e poi a fare una proiezione sul futuro - sperando di sbagliarmi, sia ben chiaro)

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    1. Nella mia città non ci sono negozi di dischi, proprio no. Sino a pochi anni fa, qualcuno lo si poteva trovare, ora proprio no. I cd si vendono in qualche libreria, non in tutte e una delle librerie storiche cittadine è diventata Libreria Mondadori. La Feltrinelli è stata aperta in uno di quei centri commerciali enormi che circondano le strade di accesso. Tutte le librerie poi vendono di tutto, cancelleria ma anche ninnoli e gioielli. La conoscenza è mischiata al possesso dell'inutile, magari anche carino, ma superfluo senz'altro sì. I libri tutto rappresentano a parte il superfluo ma, evidentemente, non è così scontato. Le biblioteche? Esistono persone, tu non sai quante, che si chiedono ancora che caspita di lavoro si possa fare in esse e insegnanti che definiscono i bibliotecari "topo di biblioteca". Credi che quegli insegnanti saranno capaci di trasmettere ai loro studenti l'amore per la lettura? per i libri, per le parole? la poesia? le domande, i dubbi? l'arte e le sue funzioni? tra i bibliotecari esistono quelli che si sentono padroni e guardiani e controllori di una professione e di un sapere che non vogliono condividere con nessuno (questi ci sono anche tra gli insegnanti, paradossale, eh?). L'Italia è un fenomeno straordinario, forse, forse non è una democrazia, forse è sul limite. Ecco perché mi entusiasmo quando vedo un libro antico, o anche solo vecchio ma ricco, fondamentale per quel tema che affronta, scampato alle peripezie dell'ignoranza, ecco perché spesso mi sento fuori dal mondo, da questo.

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  2. nel mio piccolo, qualcosa avevo fatto: negli anni 80 e 90 prestavo libri e cassette anche in fabbrica, potevo parlare un po' di tutto, cercavo di far circolare delle idee un po' meno banali. Funzionava, ha funzionato fino all'arrivo di quelli che si erano formati su "drive in". Il resto lo sai anche tu...

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  3. Siamo sull'orlo di una trasformazione epocale... un pò quello che accadde nel passaggio dalle pergamene (realizzate e custodite in pochi conventi) al libro stampato.
    Oggi passiamo dal libro cartaceo a quello elettronico. Le Biblioteche in questo senso sono e sono state per tanto tempo degli autentici baluardi, dei presidi sul territorio per battere prima di tutto l'analfabetismo e poi la pochezza culturale in epoche in cui la cultura era appannaggio di pochissimi.
    Oggi è tutto cambiato, cultura e informazione transitano su più strade. La funzione classica delle Biblioteche è in rapido declino e probabilmente una Biblioteca nel tempo futuro potrebbe diventire uno spazio di tipo diverso, uno spazio per una fruizione molteplice di informazioni e contenuti. O semplicemente un sussidio per chi fa ricerche bibliografiche e supporto informatizzato per reperire fonti. Tutto cambia rapidamente e mi auguro che nonostante il mio grande amore per il libro come oggetto, nella trasformazione epocale in corso si perda magari il libro ma non il senso della lettura come funzione indispensabile per lo sviluppo umano. Non mi piace essere catastrofista per cui sogno che cambino i supporti ma non vengano meno i processi che la lettura sottende.
    La crescita personale che la lettura e la curiosità esistenziale permettono, in futuro è probabile che possano essere garantite anche in contesti tecnologici e organizzativi diversi ma di questo qualcuno dovrebbe già farsene carico ora...Adesso.
    Invece nel nostro paese vedo soltanto il desiderio di disfarsi delle Biblioteche viste come centro di costi inutili ma senza nessuna preoccupazione di sostituire ciò che garantiva il vecchio sistema con qualcosa di più moderno ma altrettanto funzionale. E allora che si fa? creiamo un vuoto e non lo riempianmo con nient'altro? Questo l'interrogativo di oggi.
    E poi mi accuseranno pure d'essere romantico ma cosa sostituirà mai quel bellissimo gesto d'amore di regalare o prestare un libro ad un amico/amica. Chi non comprende questo non afferra il grande valore che è stato per tanto tempo racchiuso nel libro in quanto oggetto materiale.
    Questo in futuro mancherà sicuramente... e per quello che è il mio modo di vedere e sentire non è una perdita da poco!

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    1. Io credo invece che il libro è il libro e così dovrebbe rimanere. Di carta e pagine da sfogliare. Ci sono le pergamene che arrivano sino a noi da un passato lontanissimo, ancora prima abbiamo scoperto che esistevano modi di raccontare il proprio passaggio sulla terra attraverso disegni sulla pietra o sulle grotte. Guarda un pò, mi viene da pensare, sempre segni stampati su supporti materiali, capaci di resistere al tempo. Chissà se lo saranno, altrettanto capaci, i mezzi digitali odierni. Esistono teorie che dicono che sì, altre che non esprimono altrettanta certezza. Ma il punto non è neppure questo. Le biblioteche dovrebbero servire, a mio parere e a parere di molti, ma ancora troppo pochi, a diffondere gratuitamente tutti i mezzi informativi possibili, nel momento dato, a tutti coloro che lo richiedono. Dovrebbero servire per diffondere conoscenza e metodi per raggiungerla. Dovrebbero essere luoghi accoglienti e aperti, dovrebbero poter far pensare che conoscere è utile e funzionale alla propria vita nel mondo, alla vita quotidiana, a quella che richiede costante cura e attenzione e responsabilità. Certo che non si entra in una biblioteca per distrarsi, figuriamoci... si entra in una biblioteca per conoscere oltre che se stessi anche il mondo che ci circonda e che ci ha, da sempre, circondato. Guarda, io lavoro nelle biblioteche scolastiche, bene, su 80 docenti di una scuola, forse due, ne capiscono l'importanza, dico - forse -. La spiegazione? Siamo in Italia!!! L'ignoranza ha sempre dato dei "buoni" frutti al "Potere" meglio, ai "Poteri". L'ingresso in una biblioteca, fatto per scelta, è il primo passo verso l'autonomia di pensiero e di azione, di metodo per formarsi, è il primo passo di quello che potrà diventare un percorso. Ecco la MIA biblioteca. Ecco che mi assoccio a chiunque pianga la perdita di un'oasi di pace come può essere quella rappresentata da una buona libreria per sostituirla magari con quei vicoli ciechi aperti 24 ore che distribuiscono bibite e patatine e pop corn. Nella mia città stanno sorgendo come funghi. Luoghi ciechi, a me ricordano i buchi dei peep show, come per la prima volta li vidi a Londra 30 anni fa. Perché non si può fare a meno di cibo e di pornografia. Di libri? Alla grande!!!!

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  4. io ho sempre qui i miei sei cd-rom della Zanichelli con tutta la letteratura italiana, ma proprio tutta tutta. Dopo tre anni, erano da buttare: col nuovo windows non funzionavano quasi più. Dopo dieci anni, i cd-rom sono considerati una cosa ridicola e sorpassata. Siamo sicuri sicuri che fra dieci anni i supporti attuali, tipo tablet e ebook, saranno ancora leggibili? (idem per i registri scolastici, certificati e documenti, eccetera)
    Di una cosa sono sicuro: che se da bambino avessi avuto fra le mani un tablet o una playstation (o magari internet) non avrei mai iniziato a leggere.
    Per mia fortuna, erano gli anni in cui gli adulti ti insegnavano ancora che leggere è una cosa buona.

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