martedì 16 luglio 2013

Kreupelhout-Cripplewood

Sembra di entrare nella stanza di un malato, da subito, è la prima impressione, forte, che si prova nell' oltrepassare la tenda nera e pesante che fa da ingresso al padiglione del Belgio .
L'artista è Berlinde De Bruyckere. Ha collaborato con lei lo scrittore J. M. Coetzee, autore di romanzi quali Aspettando i barbari, Vergogna e Slow man .
Sembra un vero albero sradicato, con l'intero ceppo di radici e i rami secchi, il tronco dal quale nacquero e sul quale ormai appaiono morti, la fragilità di quelle diramazioni. Però è enorme. Può un albero sradicato conservarsi così intero?
Avvicinandosi e scrutando le rughe e i tagli della corteccia si potrebbe scoprire certamente di più, ma quasi non si osa, potrebbe essere come scrutare dentro le ferite di un malato, si ha paura di trovarsi di fronte a qualche visione insostenibile e si è frenati dal rispetto che si deve alla sofferenza altrui.
Ci giro intorno, a distanza, l'ambiente è in ombra, dev'essere in funzione qualche impianto di refrigerazione, perché l'aria è quasi gelida. Girandoci intorno si notano venature rosate che al primo sguardo non appaiono, anche le superfici dove sono stati effettuati i tagli sono troppo rosee per del legno secco, si intravvedono anche delle zone umide, allora realizzo che è cera. In fondo mi sento sollevata, non è un dolore reale quello a cui assisto, i brividi sulla pelle però continuano.



Perché per tutta la lunghezza dell'albero che fu, dell'idea che vuole essere, vi sono in alcuni punti di congiunzione, teli, garze, qualcosa che ricorda le fasciature dei soldati feriti in guerra visti nei film, nei dipinti, nelle fotografie, no, mai dal vero, rifletto, che fortuna la mia!


Anch'io avevo provato tenerezza e partecipazione per le radici portate dal mare della mia spiaggia.
Anch'io avevo trovato la congiunzione tra vite appartenenti a diversi regni. Forse è per questo che la scultura di Berlinde De Bruyckere mi ha parlato così a fondo, così a lungo credo mi parlerà, ancora.


each photo by bibliomatilda

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