lunedì 1 luglio 2013

Al mattino


Julio Cortázar

Questa tenerezza e queste mani libere,
A chi porle al vento?, Tanto disordine
Per l’ebbrezza e nel mezzo della chiamata
L’ansia di questa porta aperta per nessuno.

Abbiamo fatto un pane così bianco
Per bocche già morte che accettavano
Solo denti affilati, il tè
freddo della veglia mattutina.
Abbiamo suonato strumenti, per la cieca collera
Di ombre e di cappelli dimenticati. Ci siamo ritrovati
Con il tempo presente ordinato su di un inutile tavolo,
e fu necessario bere il sidro caldo
nella vergogna della mezzanotte.
Allora, nessuno vuole tutto questo,
nessuno?

(Traduzione di Samanta Catastini).

da qui


Ho trovato la poesia di Julio Cortázar sulla rivista on line Sagarana.

L'ho trovata leggendo il post del mio link Slec, post su Cortázar e il Che. Il pianto di Cortázar per la morte di Che Guevara. Non poteva che essere grandioso nella sua scarna semplicità.
La poesia che pubblico io è diversa, invece, meno grandiosa visto che non si riferisce ad un esistenza, straordinaria,  concreta, come quella del Che.
Però bella.
Un poco il mio pianto.




 foto di bibliomatilda



La foto è stata scattata all'ingresso del padiglione ospitante uno degli  "Eventi collaterali" della Biennale di Venezia del 2013. Il padiglione è quello di Edge of Arabia, un gruppo di giovani artisti provenienti dall'Arabia Saudita. 
Il titolo della collettiva è Rhizoma, antica parola greca, leggo dalla guida all'esposizione, che indica radice che cresce verticalmente e orizzontalmente, capace, dunque, di generare sempre nuove piante e nuove radici pure se viene privata di una o più di una delle sue parti.

La location è quella dei Magazzini del Sale, in 262 Dorsoduro, Fondamenta delle Zattere.

A Venezia, tutto è evocativo, persino il nome delle vie, che possono essere di terra o d'acqua.

Io ho con l'Arte, ma anche con il resto dell'esperienza che mi inserisce nella categoria degli umani, un rapporto istintivo, di fruizione e contemplazione, dove la fruizione sta, credo, nell'essenza stessa del lavoro artistico, una fruizione puramente sensoriale e, necessariamente, intellettuale.

Dalla guida all'esposizione.
"Art plays a significant part in making our lives  infinitely rich. It is an opportunity to express the human creative skill and imagination we treasure and pursue, dear to our hearts."


3 commenti:

  1. sembra un testo a metà fra De Andrè e Jacques Brel, davvero bellissimo.

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  2. Di Cortázar non ho letto nulla, anche se anni fa presi il Bestiario, ancora da leggere...me ne fai venire voglia.

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    1. Buon giorno, All.
      Cortázar è bellissimo, surreale e malinconico, per definirlo con due parole, ma ricco, ricco di profondità, di comprensione, di quella lucidità che a molti potrebbe apparire feroce perché vede oltre quello che ognuno di noi presenta di sé e di quanto lo circonda. Apre quegli usci che in genere teniamo chiusi ma che ci stanno accanto da sempre. Un Kafka contemporaneo, anche se l'America Latina, a volte appare, a noi europei, antica...come se noi fossimo moderni...forse abbiamo solo perduto molti di quei sentimenti che loro ancora coltivano, compresi quelli legati al sogno, alla natura e al mistero...pratico, diciamo così, quello che manovriamo giornalmente senza neppure accorgercene. Chissà se ora ti è passata... la voglia, spero di no! Inizia da Bestiario, proprio lui.
      :-)

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