sabato 20 luglio 2013

Al mio amico scrittore

 Nicola Pezzoli

e al suo ultimo libro pubblicato nel 2012 da Neo Edizioni.



L'ho portato con me, sulla spiaggia delle meraviglie.
L'ho riletto, e lo consiglio a tutti i miei lettori e amici e persino nemici, che è peggio per loro se lo sono, no, non sto minacciando, sto consigliando di smetterla, di respirare a lungo e leggere, muoversi, nuotare, camminare, farsi accarezzare dalle onde del mare (rima!), immaginare un mondo diverso, amare e amarsi, leggere il libro di Nicola, Nick, può essere un buon inizio per sentirsi più... umani.
Su proposta di All, il mio amico grande musicologo (o musicologo grande?), partecipo volentieri all'iniziativa che vorrebbe promuovere, ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, la lettura del bel libro che appare, nelle mie foto, anche più bello! Come copertina, dico.


Un divano fatto di legni e canne lavorate dal mare.

E uno dei brani belli che ho sottolineato  tra le pagine di Quattro soli a motore.

"Parlava a scatti e si muoveva a strappi, come un robot con i circuiti compromessi perché preso a sprangate da una squadriglia di teppisti tecnofobi.
Ecco cos'era a sconvolgermi: oltre che paura mi stava facendo pietà. No, non era pietà. Era che mi spaventava il doppio, nel senso che avevo paura per me e paura per lui. Ebbi la netta sensazione che fosse stato appena picchiato dal padre, e che dovesse rifarsi su qualcuno. Aveva spasmi al collo, bestemmiava, si torceva in smorfie assurde che deformavano il suono delle vocali, aveva tic peggiori dei miei e le difficoltà a parlare lo rendevano grottesco, come grottesca era questa nuova sensazione di terrore e pena, terrore nero e assoluto, sì, ma di qualcuno che mi stava facendo pena al solo vederlo.
In me cresceva un coraggio incosciente, insospettato. perché tutto si svolgeva sotto gli occhi della mia principessa. La mia Donna. Ma il coraggio non esclude la paura. Il coraggio interviene solo a deformare le reazioni, alla paura."



L'altro personaggio meraviglioso è il mistero, il vecchio K.

"I suoi occhi sembravano indovinare quello che uno aveva dentro, ma era come se fossero stanchi di farlo, e pure stanchi di poterlo fare. Per quello, si teneva in disparte dalla gente? Per non morire d'orrore, o di delusione, o di noia?"

Buona lettura e buone vacanze.

4 commenti:

  1. Che meraviglia di posto per portarci il mio libro! Idealmente sono stato lì anch'io.
    Per me è un periodo difficile, ma post come questo mi risollevano il morale.
    Grazie, cara Amica!

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  2. Grande citazioni, gran libro, grandi foto e un gran bel posto dove portarsi questo grande romanzo del nostro amico. Grande perché lo è veramente, non solo per l'amicizia con noi, sincera come quello che scrive. Zio, ti siamo vicini :)

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    1. Guarda All, per me la letteratura, quella importante, bella, è quella che, tra le sue funzioni fondamentali, ha quella di aiutarti oltre che a capire il mondo nel quale si vive, ti aiuta a sopportarlo, a riderne, anche, o a piangere per una solitudine che all'improvviso scopri non è solamente la tua. Alcuni scrivono soltanto per autocelebrarsi, per parlare sempre e solo di se stessi o per parlare alla superficialità del pubblico che sanno di trovare. Non ho nulla, ad esempio, contro i lettori di Camilleri o quelli di Serena Dandini... o quelli che ti chiedono sempre e solo di leggere il n.1 delle classifiche sui più letti...però che colpo ogni volta che senti quegli stessi lettori dire - no, quello non l'ho letto, non sono riuscita ad andare avanti, mamma mia, che pesante, scava troppo, ho bisogno di rilassarmi, la vita è già talmente difficile!!!! - e lo dicono per Dostoevskij così come per Munro, per Philip Roth, per J.M. Coetzee, Saramago o P.P.Pasolini!!!!
      ... che colpo di solitudine, senti di non poter parlare di nulla, perché in quelle pagine c'è tutto, quello che c'è dentro e quello che c'è fuori di noi. Ti fa pensare che chi legge solo ed esclusivamente alcuni scrittori, sempre in cima alle classifiche non ne sa né vuole saperne nulla, del dentro e del fuori di sé. Ecco, Nicola Pezzoli appartiene a quella categoria di scrittori che il dentro e il fuori l'hanno guardato parecchio e in questo libro è riuscito anche a raccontarla quella sua visione. Grazie Nicola!
      e grazie a te e all'ammirazione che ti unisce a lui.

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