lunedì 10 giugno 2013

Il dono delle piccole fate


Oggi è il mio compleanno. Tutti ne abbiamo uno. Non tutti trovano la necessità di farlo sapere al mondo. Io sì. Forse perché il 10 è un numero completo, sintesi tra i numeri formati da una sola cifra e quelli a due... voi direte...i numeri possono avere cifre più o meno infinite... è vero ma chi non sa che se non ci fosse il raggiungimento di quel traguardo, anche nell'imparare a contare, ad esempio, non si andrebbe da nessuna parte? E poi il 10 è bello in quanto formato da un segno che è quasi una linea, un'infinitesima parte di una linea e un cerchio che potrebbe essere considerato un punto. Il punto e la linea sono due degli elementi fondamentali della pittura. Il punto è statico, dice Kandinskij, la linea dinamica. Questi due elementi basilari della potenzialità della bellezza stanno nel numero 10. (Altri motivi verranno illustrati al prossimo compleanno).

Il mese, Giugno, come non essere innamorati di Giugno?
Fra primavera ed estate, fra il verde e il giallo e la luce che quasi ci accompagna anche nel sonno...non si dovrebbe neppure dormire...o forse dormire anche di più perché intanto si sa che al risveglio ci sarà ancora. Se infili la mano nel buio non la vedi più, se la allontani dal corpo nella luce la vedi quasi amplificata, cambia forma e diventa sempre qualcosa di diverso...

Il primo regalo ricevuto oggi è da parte delle piccole fate di Maria Lai, attraverso un libro dimenticato e ritrovato oggi tra i miei.

Il dono delle piccole fate è proprio il titolo del libro




Si parte da un cielo stellato


C'era una volta un dio che vagava da sempre nella vastità dei cieli,
ma era triste ed annoiato. L'infinito è innafferrabile e l'eternità insopportabile.

Il dio era onnipotente ma infelice: non riusciva a dare un senso alla sua vita.
Invidiava la condizione umana: l'unica capace di rendere felici.
Decide di avere un tempo limitato.
Cerca un piccolissimo pianeta, tra le galassie, quasi un granellino di sabbia.

Dall'alto vede che gli uomini non hanno ancora imparato a sognare.
Come formiche indaffarate, si affannano tra vanità, rancori e guerre interminabili.
Non sono ancora umani, pensa il dio, non sanno sognare.

Cerca un isola disabitata per essere libero di sognare. E si fa uomo.
Diventare uomo è una gran fatica anche per un dio che deve raccogliere in un piccolo spazio
tutta la sua vastità e impegnarsi a trattenere i poteri divini.

Il dio nasce vecchio, perché , i giovani rischiano di vivere come animali.
La condizione umana impone di reggersi in piedi, cercare continuamente equilibri, camminare.

Comincia il suo percorso in salita su una montagna, ha fame e sete.

Uno sciame di api lo segue tra sassi di e tronchi di sughero.

Il dio con semplici arti umane costruisce un alveare e diventa goloso di miele.

Si esercita a sognare ad occhi aperti, a immaginare cose impossibili.
Spesso i suoi occhi di vecchio si chiudono per una pennichella.

Un giorno mentre sta tra la veglia e il sonno un' ape lo disturba.
Il dio fa un gesto incontrollato per allontanarla, e gli sfugge di mano una scintilla
di quel potere divino che aveva deciso di trattenere.

Avviene un prodigio: le api si trasformano in una tribù di piccolissime divinità femminili.
Nascono le Janas, fatine dolci come il miele, operose come le api,
munite di aghi, battagliere come soldati.

Ereditano dal dio il potere sull'isola, ma anche il disperato desiderio di essere umane.
Però, essendo divinità minori, possono solo sognare di essere donne,
giocare ad essere donne: vivere in una condizione di attesa che è pure un modo di essere umane.

Conoscono le profezie, sanno che all'isola arriveranno le donne.

Le aspettano con ansia mentre scrutano l'orizzonte.

Scavano case nella roccia e le arredano.
Usano fusi e telai d'oro, inventano tessiture, pizzi e ricami:
doni per le donne che arriveranno.

Finalmente dopo migliaia di anni.

La prima imbarcazione appare all'orizzonte.

Approdano i sardi, uno strano  popolo di fieri e irsuti guerrieri,
sagome vagamente minacciose, che con i sassi dell'isola progettano fortezze che chiameranno nuraghi.

A trasportare i sassi sono le donne, ma le Janas volano amiche sulle loro teste.
Ronzando danno consigli, mettono pulci nell'orecchio
per convincerle a liberarsi della schiavitù maschile.

Le donne lasciano finalmente i lavori pesanti agli uomini
ed entrano nel mondo delle Janas, dei fili, dei telai.

L'operosità delle fate passa nelle mani delle donne
che imparano a filare e tessere. Si incontrano ordine e pacatezza.

Sui telai delle Janas, eredi della cultura geometrica delle api, le donne,
educate da millenni alla pazienza, producono ritmi rigorosi e immagini misteriose:
elementi indispensabili alla creatività.

Segni che suggeriscono la possibilità della comunicazione.
Le donne producono tessuti con immagini costruite nell'ordine di un ritmo,
e insieme ricche di forme e di colori.

Queste opere tessute cambiano la storia del mondo.

La creatività femminile contagia il maschile: segni che passano dai fili alle pietre,
dai simboli ai significati, all'alfabeto, alla scrittura, alla memoria.

Con la memoria l'essere umano si trasforma, nasce il Poeta:
punto di arrivo di quel cammino che il dio aveva avviato.

Un concentrato di uomo, donna e divinità.

Concreto come un sasso

ma anche polvere di stelle.

Capace di contenere nel piccolissimo spazio della coscienza

la vastità dell'Infinito.




Foto e testo del libro:

Il dono delle piccole fate
The gift of the young fairies

A. D. Arte Duchamp, 2006

11 commenti:

  1. Sempre originale nelle scelte, anche per il tuo compleanno!
    Ma tu sei una fata, una fata che tesse parole e immagini, per farne dono agli altri. Non lo sapevi?
    :)

    Tanti auguri carissima, di cuore.

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  2. Dall'altra parte del mare, tanti auguri di cuore.

    www.youtube.com/watch?v=oNx2rH6hHog

    Questa te la dedico tutta tutta! :*

    "May God bless and keep you always,
    May your wishes all come true,
    May you always do for others
    And let others do for you.
    May you build a ladder to the stars
    And climb on every rung,
    May you stay forever young.

    May you grow up to be righteous,
    May you grow up to be true,
    May you always know the truth
    And see the lights surrounding you.
    May you always be courageous,
    Stand upright and be strong,
    May you stay forever young.

    May your hands always be busy,
    May your feet always be swift,
    May you have a strong foundation
    When the winds of changes shift.
    May your heart always be joyful,
    May your song always be sung,
    May you stay forever young."

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    1. Fata più bella non poteva farmi visita!
      Ti abbraccio forte.
      T.

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  3. Ho visto e sentito il video, Maria Laura e ti voglio bene! Perché fai volere bene anche a quella me così giovane! Un bacio

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  4. Auguri dal cuore Dal sentimento che è nato nel tempo. Dalla stima e dalla condivisioni che man mano ci sono state Auguri per ogni giorno e per ogni istante. Auguri per riuscire a vincere questo tempo scabro e pauroso. Auguri come li sanno fare i bambini. Un bacio sulle guance e di nuovo a correre e a giocare nel sole.

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  5. il libro parla una lingua familiare. Segreti forse sempre saputi o intuiti. Ahh le Janas... che ricchezza! le avevo incrociate un paio d'anni fa facendo ricerche sulla musica popolare Sarda.
    E chissà se sono parenti della Janare campane

    Mi hai fatto venir voglia di prenderlo il libro e leggermelo tutto d'un fiato ;-))

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  6. Grazie, Carlo, della tua costante attenzione e gentilezza.
    A proposito del mio libro, molto bello, molto curato nell'edizione, riporto quanto sta scritto, ad opera dei curatori stessi:
    "Il dio distratto è una interpretazione per immagini di un racconto che lo scrittore Giuseppe Dessì,
    suo dirimpettaio di casa a Roma, scrisse guardando lavorare Maria dalla finestra di fronte.
    La versione originale è stata pubblicata in un volume postumo Un pezzo di luna.
    Questa, invece, la riprendiamo direttamente dalla voce di Maria che dice di essersi consentita qualche libertà."

    Si dovrebbe cercare il testo di Giuseppe Dessì, che non ho, e la versione integrale di questa opera.
    Già. Grazie ancora. :-)

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  7. Ciao BiblioMat' e tantissimi auguri!
    Ti auguro di continuare a conservare nel tuo cuore e nella tua mente quella... serena inquitudine (viva gli ossimori!) che rende i tuoi scritti sempre così stimolanti ed originali.
    Ho "Un pezzo di luna" ma non ho presente il testo che citi.
    Comunque, adesso vado a cercarmelo.
    Grazie per la segnalazione e di nuovo auguri.
    Salludi e trigu!

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