venerdì 7 giugno 2013

"Gara democratica"

Parole di Alfano, ministro agli Interni della Repubblica Italiana.
La "gara democratica", di cui il ministro cantava le lodi, sarebbe quella  alla quale tutto il valente popolo italiano parteciperebbe felice se, per merito del Presidenzialismo, gli venisse permesso di eleggere direttamente il suo Presidente con poteri, finalmente meno limitati di quelli odierni.
Chissà chi aveva in mente, Alfano, come Presidente della Repubblica. Chissà chi, votato dal popolo italiano riuscirebbe a diventare Presidente. Io credo di saperlo. Però sicuramente mi sbaglio.


Poche settimane fa il ministro Alfano manifestava, insieme all'intero gruppo dei parlamentari del PDL, mancava solo Ruby rubacuori, ma non l'hanno voluta, con loro in piazza, meglio nella tavernetta di villa Certosa o in qualche altro postribolo "raffinato" dell'alta borghesia milanese, tanto quello che viene richiesto a lei non è ancora proponibile sugli schermi televisivi del popolo italiano... per dire, anche lei ha fatto una piccola performance ad uso dei media nazionali, anche lei sulle scale del Tribunale di Milano (ma era l'ingresso principale?), del resto era sola come un cane. Lei e i giornalisti pecore a riprendere il suo tristissimo "J'accuse"...(nei confronti della magistratura, ovvio).

6 commenti:

  1. mi viene da vomitare. Ma quando finirà?

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    1. Linda, anche a me!! :(
      Quando finirà? Ho paura che, se non lo condannano prima, e se dovesse, dunque, dipendere solo da Napolitano e PD, finirà proprio quando ci diventa Presidente!!!! (Sono certa che se si dovesse arrivare al punto di votare direttamente per la Presidenza della Repubblica, sarebbe lui l'eletto!! Queelo che n on riesco a capire bene e se il PD lo faccia con coscienza oppure se, davvero, non è in grado di capire il pericolo...ma poi penso anche..- pericolo per chi? -)

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    2. ...forse non per i politici del PD...solamente per gli elettori del PD... ma degli elettori del PD...a chi importa? e la maggior parte degli elettori del PD ha qualcosa di più caro di sé?

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  2. Secondo me dobbiamo stare bene attenti perchè (anche se non dovesse avverarsi l'infausto presagio dell'attempato miliardario-playboy al Quirinale), comunque andremmo incontro ad una pericolosa deriva antidemocratica.
    Il parlamento finirebbe per essere (di fatto e forse anche di diritto) esautorato, al massimo potrebbe esprimere un parere solo consultivo... e ben poco deliberativo.
    La nostra è una repubblica parlamentare, non presidenziale.
    Capovolgere tutto questo significa snaturare la COSTITUZIONE.
    Mi pare che non possa esserci niente di peggio, se non il fascismo... più o meno camuffato.
    Ciao, Matilda!

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    1. Anche per me non potrebbe esserci niente di peggio, ma proprio niente! La Costituzione ha, evidentemente, sino a questo momento storico, permesso, attraverso il bilanciamento dei poteri dello Stato, un argine a quella propensione autoritaria insita negli uomini politici italiani. Quell'atteggiamento familistico, di "clan", quel porre al primo posto di ogni valore il proprio interesse e il proprio benessere identificato con quello della famiglia di appartenenza, ha fatto sì che si è nutrita sempre una grande diffidenza per lo Stato e il progresso comune della Nazione. La famiglia borghese italiana è avida, vile, mediocre, servile...(Pasolini insegna, sempre), dalla ricca borghesia arrivano le classi dirigenti. Non sono mai, nella generalità dei casi, state superiori alla loro provenienza sociale e culturale. Quello che nel privato è semplice individualismo diventa presto corruzione nella vita economica e politica (o no?)
      Forse coloro che hanno scritto la Costituzione avevano presente anche questi poveri fattori da me individuati, forse avevano in mente una società ideale, da raggiungere in un futuro più o meno lontano, forse pensavano che gli Italiani potessero essere in grado di avere una qualche visione unificante e lungimirante lontana dalla carità del ricco verso il povero o dall'elargizione del padrone verso il servo.
      Questo è parte di quello che penso.

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  3. Condivido in toto.
    Inoltre, condivido con una certa rabbia!
    Forse proprio quella parola ("rabbia) e la sua pratica andrebbero riscoperte, non credi?
    Mi spiego.
    Nel corso degli ultimi 2-3 decenni, noi che ci rifacciamo all'antifascismo e se Dio vuole anche alla sinistra, abbiamo avuto un atteggiamento troppo morbido verso i mali del Paese.
    Mali che derivano da un complesso-perverso mix di disprezzo per la cultura, militarismo, bigottismo, odio per i diritti dei lavoratori, familismo ecc. ecc.
    Il tutto, se ci pensiamo, non è altro che un residuo del fascismo se non della Controriforma... tragedie che da noi, a quanto pare, non muoiono mai...

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