martedì 18 giugno 2013

Buona notte

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"Al principio cosa c'era?" Le cose si muovevano per così dire liberamente, con andamento né retto né curvo.
Dobbiamo immaginarcele dotate di movimento originario, che vanno dove vanno, tanto per andare, senza meta, senza volontà, non soggette a nulla: come stato naturale del muoversi, originaria condizione di moto. 
Ciò è dapprima solo un principio: muoversi e basta, nessuna legge dinamica quindi, nessuna peculiare volontà, niente di specifico, niente di inserito in un ordine.
Caos e anarchia, un oscuro peregrinare. Inafferrabilità, assenza di peso, assenza di leggerezza (gravileggerezza, si potrebbe dire), non bianco, non nero, non rosso, non giallo, non blu, soltanto grigio, press'a poco.
Ma anche non grigio netto, anzi, in generale, nulla di netto, di preciso, solo l'indeterminato, il vago.
Nessun qui, nessun là, solo l'ovunque. Né lunghezza né brevità, soltanto l'ovunque. Né lontananza né prossimità, né oggi né domani, ma solo l'indistinzione: l'oggi-domani.
Non il fare, sibbene l'essere.
Non quiete esplicita, né esplicito movimento, soltanto un divenire "umbratile."
Un "qualcosa", null'altro, e la mobilità come premessa all'uscita da tale condizione originaria.
Che fosse così non è provato; è presumibilmente vero, concepibile comunque, e l'essere concepibile equivale a una realtà di fatto, ed è quindi utilizzabile: utilizzabile come antitesi concettuale a quanto può essere accaduto in seguito: il cambiamento, lo sviluppo, la comprensione, la determinazione esatta, la misurazione, la classificazione.
Forse fu quanto meno una pausa nell'accadere, una cesura nel cosmico, il quale invero non conosce né principio né fine, ma solo pause, cesure, allentamenti. Utilizzabile ancora perché è figurabile come contrario.
Non del caos dunque si tratta, del caos indecifrabile, ma del caos come concetto, come logos.
Voglio dire che il caos come concetto non sta di per sé, Così come non è concepibile il cosmo separatamente dal caos. Entrambi, caos e cosmo, sussistono come binomio di concetti relati. Sono nozioni con cui è possibile operare, facendo leva tacitamente o esplicitamente sul termine antitetico.
Gravitazione (forza di gravità)
"In principio": cosa avveniva?
Degli oggetti, probabilmente condensazioni gassose, si concentrarono per l'ammassarsi e il ravvicinarsi delle loro particelle. Alcune di queste, in un processo di attrazione reciproca, vennero costituendosi in gruppo, a loro volta ponendosi come focolaio di ulteriori attrazioni. In tale stato di aggregazione, presero a far valere una loro sovrana autonomia, per sé e rispetto ad altre parti che entravano nel loro campo d'attrazione. Quanto più questo raggruppamento aumentava, tanto più articolata si faceva la gamma dei ruoli gerarchici delle sue componenti.
Il nucleo principale (centro) fu il regolatore di tale graduato esercizio del potere di attrazione, dominando così la totalità.
La mobilità originaria persiste e il nucleo rimane sede originaria del movimento, e mobili permangono gli strati periferici come in principio, ma non autonomamente, bensì come compartecipi del movimento. Non camminano, "viaggiano". Rispetto al nucleo sono immoti, ma essendo quello dinamico, partecipano del suo dinamismo."

da Paul Klee
Teoria della forma e della figurazione
Volume II  Storia naturale infinita
Feltrinelli, 1970

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