giovedì 16 maggio 2013

Da Guccini a Pavese

passando per una strada provinciale stretta e dissestata, con il mare all'orizzonte che oggi si confonde in un grigio azzurrato, l'erba nei campi tanto rigogliosa da far male, con questa luce non appare nel suo scintillante verde, piuttosto un colore tendente al bianco (un maggio bianco e piovoso e di vento).
Di tanto in tanto intravedo piccole adunate di papaveri, rossi.
Ascolto Guccini antico, da un cd ancora più antico, dono di un amore più antico ancora.
Ricordo tutto, rivivo tutto, sempre. Amo tutte le persone che ho amato, non potrebbe essere diversamente, altrimenti non le avrei amate. Amo quelle che amo oggi. Parlo troppo di amore, secondo alcuni, alcuni mi dicono anche che penso troppo, altri continuano a dirmi che sono bella, nonostante l'età, altri non mi guardano neppure. Quelli che sanno sorridere, in genere, mi sorridono. Io sorrido spesso e mi capita anche di mandare affanculo qualcuno, a volte persino persone che amo, in quei casi, forse, a volte, l'affanculo vorrebbe essere un abbraccio. Più spesso l'affanculo è senza amore. (Chissà come lo fanno i grillini!? Loro che sono tanto esperti in questo genere di cose).

Ascoltavo Guccini, dunque, Incontro è tra le canzoni del cd in questione. Ho ricordato la camminata per le vie di Londra, in lacrime per un addio definitivo. Ho ricordato gli anni che ancora avevo da pensare ai tanti anni davanti. Ho pensato alla giovinezza e alla sua sensazione di eternità, alla tenerezza provata nei miei innamoramenti di quel tempo, alla felicità e al timore di tutto. Alla fortuna avuta a quella sprecata, forse.
Insomma, poi, ma era da ieri che mi circolava per la testa questa poesia, rientrata a casa ho cercato il mio libretto di 37 pagine di allora, (Einaudi, sesta edizione 1974; collezione di poesia, 31)

The cats will know

Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.

Farai gesti anche tu.
Risponderai parole -
viso di primavera
farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di primavera.

10 aprile 1950

Cesare Pavese





2 commenti:

  1. arrivo qui un po' per caso, mi ci trovo bene, piacere di conoscerti!

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    1. Grazie mille! Il piacere è tutto mio! :-)

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