domenica 21 aprile 2013

Tu sei Comunista?


è stata una delle domande di questo pomeriggio
Io ho risposto - Sì! - 
E così mi è venuto in mente Giorgio Gaber e il suo romantico cinismo




Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no?
Lavoro, la famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, non vado neanche a caccia.
Uh? Ah, voi parlavate di prima. Ah ma prima, ma prima mi sono comportato come tutti.
Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì jeans, maglione, l’eskimo. Perché, non va bene? Era comodo.
Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa contavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì…"Ciao bella ciao". Devo parlar più forte? Sì, "Ciao, bella, ciao" l’ho cantata d’accordo e anche l’Internazionale, però in coro eh, in coro.
Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visto anch’io gli intillimanni, però non ho pianto.
Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
Manifesti? Non mi pare. Forse uno, piccolo però, piccolino: "Che Ghevara". Ma che cos’è un processo questo qui?
No, no, no, io quello no, il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma una volta ma… un pugnettino rapido proprio…
Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh.


Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…


qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre".
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché: "La storia è dalla nostra parte!".
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia - il proletariato - la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché: "Viva Marx, viva Lienin, Viva Mao Zetung".
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il "materialismo dialettico" per il "Vangelo secondo Lienin".
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.


Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

 
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".


E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.


Due miserie in un corpo solo.


Fonte del testo:

http://www.orsocurioso.com/Biblioteca/Gaber%20-%20Qualcuno%20era%20comunista.htm


No, non mi ci sono identificata, ho identificato nel personaggio, di almeno dieci anni più anziano di me, molti degli ex comunisti attuali, vicini e lontani.
Io, lo sono diventata per quel sogno espresso dalle parole che ho sottolineato in rosso, forse, anche, per quel sogno.



14 commenti:

  1. Sì, pure io avrei risposto così ... e non ho altro da dichiarare ;)

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  2. la mia esperienza personale: arrivato a trent'anni, mi sono accorto che gli operai che lavoravano con me in fabbrica facevano vacanze lunghe in bei posti portandosi dietro i bambini, si comperavano la casa facendo un mutuo, vivevano bene. Mi era venuto spontaneo il paragone con la mia infanzia: anche mio padre era un operaio, io ero il terzo di tre figli, ma non si arrivava mai a fine mese (anche se sei un bambino queste cose si capiscono).
    Dov'era la differenza?
    Lo Statuto dei Lavoratori, anno 1970: prima e dopo. Una legge resa possibile dall'avere il PCI al 30-35%.
    E il PCI era un partito di persone serie, soprattutto in Emilia.

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    1. E' vero, Giuliano, quello che dici. I figli degli operai , quelli della nostra età, hanno avuto la fortuna di vedere la propria vita migliorare di giorno in giorno. Forse è per questo che sono grata a quelle idee di equità e di giustizia sociale, di eguaglianza, grata alle lotte portate avanti dai partiti della sinistra italiana.
      Non ho avuto tessere di alcun partito però non rinuncierò mai alle idee che hanno fondato i partiti della sinistra, seppure dovessero sfasciarsi tutti da qui a domani. Quel sogno rattrappito di cui parla Gaber è il sogno di quelli che comunisti temono di dichiararsi, di quelli che hanno rinunciato a far progredire il proprio pensiero per fare spazio a quello omologante della "modernità" e di tutte le stupidaggini che sentiamo ripetere in continuazione.

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    1. Ehi, Linda... qualcuno ti ha chiesto di sposarti? :-)**** Bacioni! Eh, già, invecchiamo! Ma chi? ma figurati!

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    2. No, basta domande di matrimonio, ho già dato grazie... ;-)

      La risposta era al titolo!! :))

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    3. Diciamo che alle cose belle rispondiamo SI SI Si Si e Si! ;)

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  4. un mio amico (operaio) ha due figlie laureate: una in medicina, una in fisica; ha una bella casa sua pagata col mutuo, altre due figlie che studiano. La moglie è maestra d'asilo.
    Questo non sarà più possibile, nessuno potrà più permetterselo perché in questi anni "ma guarda che gli operai votano Lega", detto con il sorriso sarcastico che conoscerai anche tu, come se noi che continuiamo a dirci di sinistra fossimo dei deficienti retrogradi. Io gli rispondo: guarda che io non ho figli, sei tu quello/quella che deve preoccuparsi.
    Mica si preoccupano, si arrabbiano con me e se torno a parlarne magari mi tolgono il saluto.

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    1. La maggior parte della gente è così, sino a che qualcosa non gli viene tolto non si accorgono, né vogliono accorgersi di nulla. Le sofferenze altrui, le difficoltà creano ansia e loro non ne vogliono proprio sapere. E' per questo, forse, anche, che non si riesce a far nulla perché la solidarietà, l'empatia, l'amicizia disinteressata se non per quell'interesse alla vita di un'altra persona, non esistono, ora non esistono per un numero infinito di persone, prima quel numero era più basso. Ora se ci si salva si guarda male quelli che a salvarsi non sono riusciti mica quei farabutti che hanno determinato la rovina di quelle persone.


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  5. Insomma, stare dalla parte del più forte, per alcuni sembra che paghi in tranquiliità, chiaro che devono slegarsi da quelli che non la pensano come loro.

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  6. Sì. Senza dubbi, ma e se.

    Buon 25 Aprile :)

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    1. Proprio così, missi. Ricambio l'augurio per un 25 Aprile buono e sano e bello, nonostante tutto! E il sorriso :)

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