sabato 27 aprile 2013

Possiamo

non guardare più la TV;
non provare a condividere la nostra indignazione o rabbia neppure con una o due persone in grado di capire, che siano esse sul web o nella nostra stessa città;
smettere di leggere i giornali, perché poi, alla fine, non fanno che ripetere quanto detto dalle televisioni;
goderci la buona cucina
o la musica;
leggere solamente libri di svago che ci fanno sentire allo stesso tempo impegnati e leggeri dal peso della comprensione della realtà;
bricolage;
giardinaggio;
niente politica, per carità;
solo qualche preghiera di tanto in tanto;
non bestemmiare;
fare le corna quando qualcuno ci chiede - ti sei ripreso? - stai meglio? - ;
fare qualche regalino perché così siamo convinti di tenere tra le mani la riconoscenza degli altri;
non fare nessun regalino perché nessuno ne fa a noi;
frequentare regolarmente la chiesa, la giornata scandita dai riti aiuta;
salvaguardare la nostra reputazione, convincersene, di avercene una, che a qualcuno importi, che è fondamentale senza sapere bene per chi o per cosa;
millantare meriti che non si hanno;
sentirsi, all'occasione, vittime del mondo e dichiararlo a chiunque abbia voglia di ascoltare (poveretti quelli che hanno orecchie);
rubare, rubare, rubare, rubare, rubare, rubare! Credo sia questo il verbo più realizzato in questo periodo, rubare soldi, se sono pubblici è meglio, rubare tempo, rubare fiducia, rubare attimi, parole, immagini.
Rubare per appropriarsi individualmente di ogni cosa, proprio per sottrarre, la cosa o l'entità rubata, agli altri, al mondo, appropriarsi e buttare tutto in un buco nero che non restituirà nulla.
Non ammettere mai i propri errori. Non per cattiveria, ma perché si è convinti di non farne mai, ma proprio mai di errori. INFALLIBILI sempre!

In questo modo neppure la perdita di persone, di sentimenti, di felicità viene vissuta come tale.
Perché l'unica cosa che conta siamo noi stessi. Non perché ci amiamo ma perché ci detestiamo ma detestiamo di più gli altri, quelli che non sono come noi e quelli che sono a noi troppo simili.

So che non è proprio così, so che esistono persone ancora capaci di comprendere e di lottare.
So che il terreno non è possibile non si stia preparando per nuove cose, perché dalle macerie non può non nascere qualcosa di meglio.
E' vero?


Edvard Munch
Eye in eye
1894

8 commenti:

  1. pessimismo cosmico?

    io ho messo una poesia di JLB, per l'ottimismo della volontà

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  2. A molte di queste riflessioni ammetto di esserci arrivato semplicemente guardandomi attorno in questi ultimi mesi. Eppure io mi intestardisco a sperare/sognare/volere un futuro diverso da questa specie di "eutanasia buonista". Ciao Matilda, sempre penetrante il tuo pensiero.

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    1. Grazie, Carlo. Sempre contenta di averti qui.

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  3. nessuno che frequenti questo blog potrebbe mettere in atto niente di quanto scritto. qui condividiamo, ci incazziamo, ci confrontiamo, ci documentiamo, doniamo, amiamo: come nella vita vera. Te per prima.
    Bello Mat, bello davvero. Un abbraccio

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    1. Grazie, Linda, del dono bellissimo che sono le tue parole.
      Bacio.

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  4. Che dire? La tv la guardo sempre meno, il meno possibile (qualche tg mentre ceno, qualcosa, minima, di sport). I giornali, anche quello, non li leggo più (a parte il manifesto, che compro pochissimo, dopo decenni di abbonamento). Leggo molto sul web, libri meno che vorrei, al cine almeno una volta a settimana ... non vado in chiesa, a parte i funerali. Ma forse non era questo che volevi sapere ;)

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    1. Sì, sì, è tutto! Questo pomeriggio una mia nuovissima conoscenza, a woman from Belgium, ha detto che gli italiani sono così... mentre faceva il gesto con la mano dei picchi e delle valli di un paesaggio ipotetico. Allegri e felici e un momento dopo tristi e scoraggiati. Un poco mi ci sono riconosciuta, nell'amore per la vita, per la bellezza, e allo stesso tempo nella malinconia... chissà poi se è proprio questo che voleva dire!? :-))))

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