martedì 16 aprile 2013

Petizione

Nuova petizione contro la deportazione forzosa dei docenti utilizzati in altri compiti a danno degli assistenti amministrativi




 FIRMATE QUESTA PETIZIONE E PASSATELA AGLI AMICI


riprendo dal blog Docente Bibliotecario, tra i miei link, l'invito alla firma della petizione in questione.


e scrivo alcune mie riflessioni:



Non ci credo molto, però ho firmato anch'io.
Non ci credo perché ho visto chiaro da tanti anni ormai, che il Lavoro, per quanto sia uno dei principi fondanti della nostra Repubblica, riconosciuto e affermato con semplice determinazione nella nostra Costituzione, non è altrettanto semplicemente rispettato nella stessa nostra Repubblica.


Non ci credo perché, nella mia città, sono stata l'unica, circa quattro anni fa, a vedere che quello che si stava tentando di realizzare era la privatizzazione di un bene pubblico, le biblioteche scolastiche, attraverso il loro affidamento a cooperative finanziate e finanziabili con soldi pubblici e in totale dispregio delle persone che dagli anni settanta nelle biblioteche scolastiche di tutta Italia avevano prestato la loro opera, chi in modo efficientissimo, chi meno, come in tutti i settori, come in tutte le realtà lavorative.


Non ci credo perché, ai governi succedutisi negli ultimi vent'anni in Italia, dei beni pubblici non è mai importato nulla. Le biblioteche, tutte le biblioteche sono beni pubblici. Esse sono beni pubblici talmente importanti che, se ben utilizzate, se ben gestite, permetterebbero la realizzazione di un accesso gratuito alle fonti di conoscenza e informazione, contribuirebbero alla diffusione di cultura dando non solo informazione sui contenuti ma offrendo strumenti di metodo per la ricerca, accanto alla possibilità costante di confronto interpersonale che nelle biblioteche diventa inevitabile.


Le biblioteche sono uno strumento di cultura. Quelle scolastiche lo sono, forse, in misura maggiore, se è vero che è la scuola a dover fornire gli strumenti interpretativi della realtà, al di là di appartenenze sociali. Biblioteche scolastiche condotte da docenti dedicati a quell'attività, che curano insieme agli strumenti che gestiscono, se stessi, che stabiliscono ordine là dove regnava solamente disordine e abbandono, che offrono accoglienza a coloro che la richiedono, che sono in grado di comprendere e collaborare là dove la comprensione e la collaborazione risultano più naturali poiché, a differenza della classe e della lezione frontale è assente il giudizio e la valutazione insieme all'ansia che essi generano. Le biblioteche scolastiche promuovono e rafforzano il senso di sé attraverso il senso di  indipendenza che la realizzazione di percorsi di studio individuali e, a volte, scelti autonomamente può generare.


Non credo molto che la gente comune possa capire. Credo, purtroppo, che la gente comune, soprattutto in questo periodo, abbia perduto fiducia nelle proprie capacità interpretative, abbia perduto consapevolezza della possibilità che ognuno possiede di modificare l'esistente. La conoscenza non sfama! E' questa l'idea che siamo abituati a sentire ripetere. La scuola, come ogni altro servizio pubblico, crea fannulloni e incapaci e semianalfabeti. Figuriamoci le biblioteche! Figuriamoci quelle dentro  le scuole!


Io firmo.
Se volete firmate anche voi.
Per salvare le Biblioteche Scolastiche italiane e il personale docente che in esse lavora dagli anni Settanta ad oggi.
Per affermare che se merito esiste è quello di coloro che resistono nella difesa di principi e diritti che oltre a tutelare ogni essere umano sono capaci di salvaguardare il mondo nel quale ognuno è inserito. La cultura e la conoscenza sono quanto di più condivisibile possa esistere. Sono l'unico terreno sul quale costruire comunità senza competizione e dove il merito può nascere solamente dalla capacità di ognuno di rapportarsi all'altro.

2 commenti:

  1. petizione sulla (s)valutazione:
    http://coordinamentoinsegnanticagliari.blogspot.it/2013/04/firma-la-petizione-abrogazione-del.html

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