giovedì 25 aprile 2013

Imbocca la strada che sale in collina

Gli occhi,
addolciti da tulle di lacrime.
Mio padre,
a me bambina,
racconta.
L’aereo in fiamme
affondare nel buio
di una notte.
Magiche,
luminose
scie di bengala
al posto di stelle.
E i sogni,
misteriosi presagi
da origini antiche,
allontanano l’immobile morte,
il suo gelo ed il sangue.
“Se sopravvivo
darò il suo nome alla mia
prima bambina… .
Sono brutte la guerre,
fa male, anche solo pensarci,
rubano la giovinezza, 
costringono ad odiare.” 






2 commenti:

  1. Sottoscrivo, e chi partecipò alla Resistenza, lo fece anche per questo: basta guerre.

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    1. Grazie, All! Mio padre lo diceva sempre, vedendo scritte o atteggiamenti inneggianti al fascismo, anche a me lo diceva, che ero bambina - Non hanno idea di cosa sia stato! Non hanno idea di quanto dolore e di quante ingiustizie, dopo le colonie per tutti, anche i per poveri, dopo le bonifiche di territori non abitabili, alla fine avevano rubato persino le fedi di matrimonio, dando in cambio un cerchietto di ferro o di quel che fosse, sempre ai poveri, mica ai ricchi, e avevano costretto i giovani a dedicare dieci anni della loro vita, i migliori, alla patria! - Già! Ricordi che non dovrebbero perdersi mai!

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