venerdì 8 marzo 2013

Re/maghi da non prendere troppo sul serio


Sta scritto che il re Salomone parlava con i quadrupedi, con gli uccelli, con i pesci e con i vermi. Anch'io parlo con gli animali, seppure non con tutti, come sembra facesse il vecchio re, e ammetto la mia inferiorità su questo punto. però parlo con alcune specie che conosco bene, e senza bisogno di un anello magico. In questo anzi io sono superiore al vecchio re, che senza il suo anello non avrebbe compreso neppure il linguaggio delle bestiole con cui aveva maggiore dimestichezza. E quando  non ebbe più il suo anello, il suo cuore si indurì verso gli animali: sembra che Salomone abbia buttato via l'anello magico in un accesso d'ira quando un usignolo gli svelò che una delle sue novecentonovantanove mogli amava un uomo più giovane. Così per lo meno, racconta J. V. Widmann nella sua graziosa leggenda Il santo e gli animali.
Questo atto può essere stato assai saggio oppure assai sciocco da parte di Salomone, ma io, per conto mio, trovo che comunque non è sportivo servirsi di un anello magico nei rapporti con gli animali: anche senza ricorrere alla magia le creature viventi ci raccontano le storie più belle, cioè quelle vere. E in natura la verità è sempre più bella di tutto ciò che i nostri poeti, gli unici autentici maghi, possono anche soltanto immaginare.

Konrad Lorenz,
L'anello di Re Salomone,
Adelphi, 1989


Lui, con le sue novecentonovantanove mogli!


3 commenti:

  1. L'ego degli uomini è più forte di qualsiasi cosa! :)

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    1. ....e sappiamo, per esperienza ventennale, che più sono nani, più è forte :-(

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  2. Ahah!! Fantastica risposta! ;-)

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