mercoledì 20 marzo 2013

E' troppo?

La nostalgia, si sa, porta a rivedere eventi passati. Per caso si scorre la rubrica degli indirizzi, dei numeri di telefono, delle caselle di posta, si cercano fotografie, sicurissimi di averle salvate in quel programma e se ne trovano altre del tutto dimenticate, si cerca la ricevuta di un pagamento effettuato e si trova la pagina di un libro che si leggeva in quel periodo, riscritta con l'intenzione di non dimenticarla mai più...
così ho trovato questa:

"Per la prima volta mi resi conto di come era bello stare di nuovo con Joan; riuscire a percepire la continuità che in qualche modo segna la nostra vita, a sentire il passato non come un ignobile segreto da chiudere a doppia mandata dentro di sé ma come un qualcosa carico di stupori e  meraviglie, che si poteva condividere [...] era una sensazione calda, naturale"

Jonathan Coe
La famiglia Winshaw
Feltrinelli, 1998

Io lo lessi nell'estate del 1999 e annotai le righe riportate qui sopra in agosto di quell'anno, con la raccomandazione di parlarne a C.

Forse è anche un poco la funzione della nostalgia nelle nostre vite, una delle sue funzioni, ricongiungerci a noi stessi, alle nostre scelte, a quello che siamo, ai motivi, alla poesia, alle persone, ai sentimenti, alla tenerezza...

Poi mi sono chiesta anche  - ma cos'è il mio blog? un diario, mio personalissimo, un modo per comunicare? un modo per provare la mia abilità di scrittura? un modo per perdere tempo? un modo per sentirmi importante anche solo virtualmente? un riscatto della mia intelligenza? una sfida? un atto di libertà? un modo per passare il tempo? un modo per confondere più che per sistematizzare la mia conoscenza? e la conoscenza a cosa serve?
Vi posso dire, ancora che le pagine del quaderno sul quale scrivevo di Jonathan Coe erano azzurre, di carta riciclata, di quella con i brillantini, o comunque delle particelle che scintillano, la mia scrittura? mi piace più della mia voce.


E visto che in questi giorni si parla parecchio di Papi, ecco qui una foto scattata da me nel solito viaggio di questo autunno...


8 commenti:

  1. Grande Coe (anche se di suo preferisco La casa del sonno...)

    Ma... questa Roma autunnale... non è che ci siamo stati negli stessi giorni senza saperlo, e senza saperlo ti sei purtroppo persa la mia presentazione del 15 novembre? :-))

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    1. Il mio soggiorno romano, M E R A V I G L I O S O, è stato nei primi dieci giorni di novembre, in pratica sono rientrata l' 11 sotto un temporale grandioso! Mi son goduta i fulmini tra le nuvole...che sballo, gente!
      Del resto ancora non ci frequentavamo.
      A proposito, sai che la libreria a cui mi sono rivolta per il tuo libro mi ha detto di avere problemi con il distributore regionale? nel senso che è quello al quale girano le richieste dei lettori ma non hanno avuto risposte certe, cosa dici che posso fare?

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    2. eheh... ci siamo dati il cambio come una staffetta, io sono arrivato la sera del 12 (presentazione il 15) e ho riportato il sole... :D

      mah, queste librerie che danno la colpa ai distributori mi suonano strane (anche perché la Neo ha un ottimo distributore nazionale, che si chiama NdA)
      posso dirti che lo trovi a colpo sicuro nelle Feltrinelli, o se in zona non ce ne sono puoi ripiegare su internet (il sito Neo, oppure ibs o amazon)

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  2. Il tuo blog è un atto di libertà, in primis, e poi tutte le altre cose che hai detto. Mai letto Coen, ma mi piace la frase... e sulla nostalgia, ti rivelo che è da un po' che non la provo, non riguardo indietro, ma, in questo periodo, in avanti (ho sempre il calendario girato al mese dopo). Una sensazione frenentica, strana... un po' ti invidio. Vediamo se imaro a cogliere l'attimo, o almeno a fermarlo.

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    1. La frenesia, è il contrario del prendersela comoda, giusto? :-) In questo, mio caro, sei pochissimo dudeista...lo sono più io, guarda!! ;)

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    2. Ah, ah, ah ... e infatti, sono stato appena conquistato dal dudeismo ;)

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  3. e se il tuo blog fosse tutto quel che hai scritto? sfida, conoscenza, libertà, comunicazione concorrono a fare di noi delle persone migliori e anche più attente, più consapevoli.

    Roma è Roma, sempre, nel bene e nel male. Te lo dice una romana che abita vicino San Pietro e che, nonostante i posti di blocco e il traffico paralizzato in occasione dell'insediamento papale e parlamentare, nonostante maratone, manifestazioni a getto continuo e scioperi, adora la sua città. :)

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    1. Ciao, Linda, è che a volte... riesco a sentirmi fuori posto anche qui... :-( solo a volte, bada, come capita un pò a tutti, forse, quelli che non lo fanno per lavoro, con un fine preciso. Però, però, però grazie a te e ai miei pochi amici di esserci

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