sabato 9 marzo 2013

"Compagni,


Pierre Auguste Renoir

purtroppo la Rivoluzione è fallita. Por ahora"

Ugo Chavez pronunciò questa frase dopo il fallimento della rivolta da lui guidata nel febbraio del 1992. Riportata oggi nell'articolo a lui dedicato su il manifesto, a cura di Geraldina Colotti.

E ancora: «Se "alcune circostanze" dovessero impedirmi di portare a termine il mandato, il mio parere fermo, chiaro come la luna piena, irrevocabile, assoluto e totale è di eleggere Maduro in caso di nuove elezioni", quando ritornando da Cuba, nel dicembre scorso comunicò alla nazione la gravità del suo male.

"Chavez non sono io, è un popolo, siamo milioni" ha detto nell'ultima campagna elettorale.


così che "Siamo tutti Chavez" è diventato lo slogan dei suoi sostenitori, di coloro che lo amavano, di coloro che avevano riconosciuto la sua volontà sincera e i suoi interventi politici pratici per riscattarli da una povertà antica e, apparentemente, senza vie d'uscita.

"Chavez ti amo!" pare sia stato anche il pianto degli uomini, in un paese, come molti altri, in cui non è sconosciuta l'omofobia.

Questo, per ricordarlo, per ricordare l'ideale che Ugo Chavez è stato capace di incarnare ma anche di realizzare nel concreto tra la sua gente.

E' pochissimo, quello che dico, pochissimo, forse, anche quello che so, ma volevo semplicemente esprimere la mia convinzione che ogni vera rivoluzione è poesia e ogni rivoluzionario utilizza, e non potrebbe essere diversamente, un linguaggio poetico; ogni vero rivoluzionario apre la strada alla poesia perché libera il corpo dalla necessità e apre la mente al sogno.



Pensate un pò, qui, da noi, il pensiero verte attorno a: 1) Renzi o Monti, a: 2) più sinistra o meno sinistra a: 3) precarietà, 4) grandi opere, 5) alta velocità, 6) inquinamento si inquinamento no, 7) spread, 8) PIL, 9) FMI, 10) agenzie di rating...


Sarebbe giusto ricordare sempre il motto gramsciano:

"ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione"

per non lasciarsi sopraffare dalla stupidità e dall'angoscia e dalla rabbia o dal risentimento.

20 commenti:

  1. mmm... io non posso evitare di pensare (anche se so che è una debolezza) che gli amici dei miei amici sono miei amici, e VICEVERSA. Se Chavez ha fatto piangere Ahdmadinejad, un porco fanatico omofobo che impicca ragazzini colpevoli di amarsi, difficilmente farà piangere me, anche se riconosco che è stato un grande personaggio.
    Se proprio devo essere politicamente romantico, allora scelgo il presidente dell'Uruguay, meno idolatrato da folle invasate ma vero, umile amico del suo popolo!

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    1. Purtroppo, amico mio, l'omofobia non è un orrore presente in Iran solamente, e in India riescono a violentare bambine di cinque anni e, credo, non soltanto lì e in Afghanistan lapidano le donne adultere. Il mondo è strapieno di schifezze. Ahdmadinejad, forse, riconosceva a Chavez la sua "romantica", perchè fondamentalmente "utopica" volontà che poi è diventata capacità di opporsi ad una organizzazione mondiale che tende a distruggere qualsiasi pensiero e pratica alternativi. Quando Chavez diceva di essere il suo popolo, probabilmente ci credeva davvero e il popolo pare gli desse fiducia sulla base di quanto in concreto lui aveva fatto per loro. Non sono fatta per le statistiche, ma pare che la povertà assoluta sia passata dal 70 al 20 % in seguito alle sue misure di politica economica. E' un poco quello che faceva di Fidel Castro e di Cuba un gigante nella sua forza di resistenza a pressioni americane e internazionali grandiose. Ecco, forse è questo quello che, inconsapevolmente, piangeva Ahdmadinejad, una forza proveniente proprio da un romanticismo che certamente a lui manca.

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  2. Mio zio dal Venezuela se ne è dovuto andare a causa di Chavez. E non è l'unico. Grazie alla conoscenza diretta, ho avuto una visione del dittatore assai meno romantica. Da una parte dico purtroppo. Ma dall'altra per fortuna. (E no, non credeva affatto, te lo assicuro, di "essere il suo popolo" e chiunque sia vissuto o sia stato in Venezuela in questo lungo periodo te lo può confermare).

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    1. Io, se potessi, se sapessi, anche, mi dico spesso, perché so i miei limiti e, talvolta, li esagero, me ne andrei dall'Italia. Sai perché? Perché in Italia, negli ultimi dieci anni hanno tentato, in tutti i modi di disconoscere quello che trent'anni fa ho, con fatica, costruito. E ancora, purtroppo, non hanno smesso e perché ho paura che non smetteranno mai. Sai cosa mi sta facendo pensare l'Italia e i suoi governi e i suoi politici? Che a molte delle persone appartenenti ai ceti, chiamiamoli così, meno abbienti, ai lavoratori senza patrimonio se non le proprie mani e il proprio cervello, stiano, volontariamente, negando la possibilità di vivere una vita dignitosa perché una vita dignitosa permette di pensare, permette di desiderare, permette di amare se stessi e quello che ci circonda; perché una vita dignitosa permette di prendersi cura di sé e del proprio lavoro, ad esempio, e il nuovo liberismo non ha necessità di persone con passioni ha necessità di individui obbedienti.

      Esiste una comunità grnade e potente in Florida di "esuli" cubani. Molti di loro rimpiangono o rimpiangevano il dittatore Fulgencio Batista, molti di loro hanno finanziato in tutti i modi, illegali, la lotta al governo di Fidel Castro. Forse nella Storia si ripete spesso lo stesso meccanismo di conflitto tra opposti interessi. Tutto sta ad esserne coscienti e non sentirsi mai portatori di verità assolute. Chavez stava dalla parte dei più poveri. Per questo l'ho sempre ammirato.

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  3. Mio zio se ne è andato perché rischiava la vita. Sua moglie anche. La loro famiglia pure. Tutta quanta. E non hanno finanziato proprio niente del prima. Semplicemente, sapevano, e sanno, che Chavez era 'uguale' a prima, o peggio, senza soluzione di continuità. Perché c'era una società del controllo, perché quello che si legge fuori dal Venezuela su Chavez positivo è pura propaganda.
    Ho presente la comunità di cui parli, e anche tante letture che per ragioni di famiglia ho sempre, ovviamente fatto. Chavez NON stava dalla parte dei più poveri. Stava dalla parte di se stesso, ed era un DITTATORE. E prima o poi verrà fuori anche sugli attardati media italiani.

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    1. Conosci Edoardo Galeano? Hai mai letto il suo "Le vene aperte dell'America latina?" non è stato mai testo granché pubblicizzato sui media italiani, come mai si è parlato granché di America Latina. Ti consiglio di leggere "le Monde Diplomatique" che non è italiano; lì parlano diffusamente dei nuovi, davvero nuovi modelli di Stato che stanno nascendo in quel continente, delle difficoltà enormi che hanno dovuto affrontare avendoci i potenti vicini "non propensi" ad una indipendenza di quei, ricchissimi paesi, ricchissimi di materie prime fondamentali per il ricco e civilizzato occidente. Ma non ti voglio convincere della giustezza del mio pensiero, vorrei non tentassi di convincermi della giustezza del tuo.
      Ecco cosa dice Edoardo Galeano, in breve, di Ugo Chavez:

      Hugo Chavez è un demonio. Perché? Perché ha alfabetizzato due milioni di venezuelani che non sapevano né leggere né scrivere pur vivendo in un paese che possiede la ricchezza naturale più importante del mondo che è il petrolio. Io ho vissuto in quel paese per qualche anno e so molto bene come era. Lo chiamavano "Venezuela Saudita" a causa del petrolio. C'erano due milioni di bambini che non potevano andare a scuola perché non avevano i documenti. Poi è arrivato un governo, questo governo diabolico, demoniaco, che fa cose elementari come dire: "I bambini devono essere ammessi a scuola con o senza documenti." Era la fine del mondo: ecco una prova del fatto che Chavez è un cattivo, cattivissimo. Visto che possiede questa ricchezza, e che grazie al fatto che a causa della guerra in Iraq il petrolio è carissimo, lui vuole approfittarne a fini di solidarietà. Vuole aiutare i paesi sudamericani, specialmente Cuba: Cuba gli manda i medici, lui paga con il petrolio. Ma anche quei medici sono stati una fonte di scandalo. Dicono che i medici venezuelani erano furiosi per la presenza di quegli intrusi che lavoravano nei quartieri poveri. Al tempo in cui io vivevo là, come corrispondente di "Prensa Latina", non ho mai visto un medico. Adesso invece i medici ci sono. La presenza dei medici cubani è un'altra prova del fatto che Chavez sta sulla terra di passaggio, perché appartiene all'inferno. Per questo, quando si leggono le notizie bisogna tradurre tutto. Il demonismo ha quest'origine: per giustificare la macchina diabolica della morte.
      Eduardo Galeano (tratto dal n. 121 di "Latinoamericana")

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    2. viva il demonio, allora:)

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  4. Condivido ogni tua parola amica mia, e ti segnalo anche un ottimo articolo di Gianni Minà, che di America Latina ne sa più di ogni altro. Se vuoi leggi qui http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2013/3/7/31775-il-sogno-di-chavez/

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    1. Devi ... magari anche un bel bacio, mentre gli altri si leggono tutto questo materiale ;)*

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  5. questo succedeva prima di Chavez, ora non più, meno male.

    Un documento desecretato della Cia, datato 23 giugno 1976, rivela che nei primi mesi del 1974, agenti della sicurezza ed emissari delle dittature militari del Cono Sur (Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay e Bolivia), si riunirono a Buenos Aires per preparare azioni coordinate contro “obiettivi sovversivi”: era l’inizio del Plan Cóndor, sostenuto apertamente dagli Stati Uniti, che approvavano la pulizia nel loro cortile di casa. Più tardi avrebbero partecipato al piano di sterminio anche Brasile, Ecuador e Perù. Il 5 marzo scorso, sempre a Buenos Aires (nel tribunale federale situato nel quartiere di Retiro), si è aperto il processo contro venticinque ex-militari che hanno dato impulso al Plan Cóndor in tutto il continente latinoamericano. Si tratta di un avvenimento di portata storica: finora, soprattutto in Argentina, erano stati processati alcuni responsabili per casi specifici, ma è la prima volta che gli ideatori del Plan Cóndor vengono sottoposti a giudizio...(http://danielebarbieri.wordpress.com/2013/03/11/america-latina-il-plan-condor-sotto-processo/)

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    1. Grazie Franz, seguendo la tua indicazione ho trovato anche questo, molto interessante, per chi queste cose vuole per forza dimenticare : http://www.peacelink.it/latina/a/37870.html

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    2. una canzone davvero bella (e commovente, per me) che ricorda/racconta queste cose:

      http://www.youtube.com/watch?v=V4gGOJ9KauQ

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    3. E' vero, sì, sono andata a vederlo. Avevo sentito parlare della vicenda, troppo poco però! Si impara da te. Grazie.

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  6. Che dire Matilda? Era un pò che non passavo di qui e ora sto provando come una specie di vertigine...un eccesso di sana emozione...come quando ti ritrovi in una mostra di pittura proprio davanti ai capolavori che avevi da sempre ammirato sui libri... E' un troppo, un di più che fa bene e ti attraversa da parte a parte.
    I tuoi ultimi post sono tutti ispirati, tutti vibranti, irradiano energia. Davvero bello arrivare quà un lunedì mattina e ricaricare le batterie mentali. E' un luogo di armonia il tuo sito. Armonia attraverso i contrasti, un pò com'è la Vita che attraversiamo. Una buonissima giornata, amica mia! Carlo

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    1. Che dire Carlo? I tuoi commenti mi lasciano sempre senza fiato!! Davvero, mi gratificano e mi ... piacciono... un grande abbraccio

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  7. Conosco Galeano che ho letto in lingua originale credo prima che arrivasse in Italia. Lo stesso dicasi del Monde Diplomatique, che leggevo prima che il Manifesto ne facesse un inserto (parlo degli anni Novanta), quando vivevo a Parigi. Che dire? Aliquando etiam dormitat Homerus...

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  8. ps. Il mio pensiero si parla di quello che ho VISTO in Venezuela, in questi ultimi 15 anni, e non da turista. Si basa su quello che ho sentito raccontare da parenti molto prossimi. Ma, soprattutto, si basa sul fatto che io (a differenza di Chavez e di qualsiasi modello di partito unico, sia esso nato in nome, o contro, modelli tradizionali di sviluppo) non voglio convincere nessuno.

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