martedì 5 marzo 2013

Amore/Donna 1

Quelli e quelle nati e nate nel 1959, nel 1979 avevano la bellezza di vent'anni.
Tra il '77 e il '79 erano lì, alla fine dell'adolescenza.
A seconda della terra nella quale gli era toccato in sorte di nascere, potevano trovarsi al centro della grande città, ricca di proteste colorate, entusiastiche e strazianti, a volte, nelle loro conseguenze, oppure in città periferiche, dove l'eco arrivava di molto smorzata, sia del bene che del male.
A seconda dell'appartenenza sociale, veniva più o meno facile capire, acquistare consapevolezza della propria esistenza e, di conseguenza, partecipare a quei fondamentali momenti nella storia del nostro paese.
Solo due elementi, tra i tanti, quelli appena elencati,  ma nient'affatto secondari.
Alcuni, alcune si tenevano in disparte proprio per timore di non essere all'altezza della rivoluzione che la giovinezza e il desiderio di cambiare preannunciavano, in disparte però non significa che non guardassero o non partecipassero con la presenza silenziosa, punteggiata da sprazzi di affermazione e di voce che stupiva prima di tutto se stessi.
Capitava che nel bel mezzo di una riunione di "donne" (tanto ragazze, quasi bambine) nella quale ci si provava ad analizzare i meccanismi alla base del rapporto uomo/donna, e molte, nonostante giovani avessero già "assimilato" gli schemi all'interno dei quali inserire il femminile e il maschile, la competizione tra i sessi, la discriminazione sessuale nella società, qualcuna invece si stesse chiedendo, "leopardianamente", quasi,  e osasse esprimere questo pensiero, scandalizzando le astanti, cosa fosse e come dovesse essere gestito quel rapporto sul quale gli uomini e le donne basavano le loro unioni, cosa fare di fronte alla fine di esse, ai nuovi inizi, se sarebbe stato mai possibile normare elementi tanto imprevedibili e innumerevoli come quelli delle affinità fra gli esseri umani, quanto l' "Amore" fosse alla base di ogni nostro atto.  No, non erano approcci gli uni giusti e gli altri sbagliati, penso che avrebbero dovuto incontrarsi di più, intrecciarsi maggiormente, per portare flessibilità in convinzioni che spesso si sono trasformate in apparenze e dare più spazio a visioni eccessivamente marginalizzate.

Così, al di fuori delle stanze antiche delle sedi dei piccoli partiti extraparlamentari, procedevano le stagioni meravigliose della giovinezza, con giornate gelide e tramonti infuocati, con lo scoprirsi più che "donna", "corpo" capace di meraviglie perché sano, perché bello nel suo nascondersi agli occhi curiosi degli uomini, perché indipendente dal loro apprezzamento.
"Io sono mia" diceva Lucy nel manifesto appeso alla parete della mia stanza.


La mia Lucy era su sfondo arancione. Questo è quello che sono riuscita a trovare su internet.

10 commenti:

  1. La mia parte maschile (Nick) ti sostiene col pensiero, quella femminile (Véronique? il Vero Nick?) con tutta l'anima, asessuata e/o bisex. :D

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    1. Bellissimo! Grazie, Nick! Tanti significati avrebbe questo "incontro"...
      però, hai visto? Ho numerato il post (1) . Voglio continuare in questo mese di feste e ricorrenze e cambiamenti, non ultimo quello dall'inverno alla primavera. e l'amore, risvegliato da quello bello del post precedente. dimmi, tu che te ne intendi, c'è una piccola vena di scrittrice in me?

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    2. Di sicuro ti leggo con assai più piacere e interesse di quanto non succeda leggendo la tamaro: ma forse fare paragoni simili è uno sparare sulla croce rossa?

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    3. Glab....-(
      beh...tanto per iniziare...
      Così imparo a fare domande simili!
      :-)

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    4. Forse l'ho detto male: mi piace leggerti, ERGO la vena c'è! :-))

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    5. Baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ...oh mamma mia, sembrano soldatini tutte quelle i
      :-)

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  2. Se non ora quando? ... ma sempre, sempre!

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    1. Ecco...quello volevo dire, tra l'altro :-)

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  3. abbiamo 4 anni di differenza... e noi ragazze del '63 eravamo già diverse, sicuramente abbagliate dalle nostre amiche più grandi che di femminismo se ne intendevano, ma non in gamba come loro. Noi abbiamo vissuto tutto troppo in ritardo, un po' all'ombra delle generazioni precedenti, ma, in compenso, ancora non abbiamo ceduto. :)

    Ti abbraccio Mat.

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    1. Chissà, Linda, se fosse, se fosse che tra le più giovani, di allora, dico, proprio perché meno coinvolte, la si sia tenuta nel tempo una coerenza più profonda? Coerenza tra atti giornalieri e convinzioni, dico... ma può essere anche che non sia per nulla legato all'età, il comportamento di ognuno, ma ad altro, tipo...

      Abbraccio, Linda, a te.

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