mercoledì 13 marzo 2013

"Alla fine del mondo"


Abbiamo un Papa argentino. Un Papa del Sud del mondo. Un Papa che arriva dall'America Latina, forse non ha niente a che vedere con gli eroi dei romanzi dei grandi scrittori, con i rivoluzionari che ho amato e che amo. Eppure è da lì che arriva, finalmente sentiamo quell'accento e quell'inflessione della voce, si chiama Francesco I. Insomma è un segno di qualcosa, di cambiamento? forse si parlerà con più rispetto e ammirazione della storia di quelle terre infinite, almeno nel pensiero e nelle suggestioni.

"Ero molto giovane allora, quasi un bambino, e sognavo avventure che mi dessero una vita lontana dal tedio e dalla noia.
Non ero solo nei miei sogni. Avevo uno Zio, così, con la maiuscola. Lo Zio Pepe, che aveva ereditato più il carattere indomito della mia nonna basca che il pessimismo del nonno andaluso. Lo Zio Pepe. Volontario nelle Brigate Internazionali durante la guerra civile in Spagna. Una fotografia al fianco di Ernest Hemingway era l'unico patrimonio di cui si sentisse orgoglioso, e non smetteva mai di ripetermi che era necessario scoprire la propria strada e mettersi in cammino."

dal secondo capitolo di
Il mondo alla fine del mondo
Luis Sepúlveda
Guanda, 1995


10 commenti:

  1. Lo dico anche qui da te, perché pur essendo io agnostico, apostata, miscredente, antireligioso (scegline tu una che vada bene) ho ricavato da questa cosa delle belle (forse illusorie?) sensazioni. Forse perché, ad auspicare da sempre un papa Francesco, è da sempre in prima linea proprio l'insospettabile... Zio Scriba!!

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  2. Guarda, dire che non sono esperta di cose di chiesa, a nessun livello, è dire poco, neanche il catechismo ho frequentato...ieri aspettavo blob mentre preparavo un risotto agli asparagi e invece, in diretta, ho assistito alla celeberrima cerimonia del "Habemus Papam" ho sentito il nuovo Papa pronunciare quella frase nella quale diceva di essere venuto da lontano e di come siano dovuti andare a prenderlo "alla fine del mondo"... non ho potuto fare a meno di ricordare che quelle parole erano già state pronunciate da un altro latinoamericano che negli anni Novanta mi aveva affascinato con i suoi racconti di quei luoghi e di quelle terre. E poi, per quanto poco ne sappia ho pensato che questa è la prima volta che un Papa della chiesa cattolica non viene dall'Europa... sul nome, poi, bella responsabilità, se lì, nella chiesa di quei livelli la responsabilità esiste. Certo non dev'essere un prete della Teologia della LIberazione... comunque, Zio, grazie dell'affetto con il quale mi segui... :-)

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  3. “Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L’ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l’uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell’uomo, ma niente più di questo”. (2007 - parole dell'allora arcivescovo di buenos aires e oggi papa Francesco riguardo la candidatura di Cristina Kirchner alla presidenza della repubblica argentina).

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    1. Un "peccato", (stiamo parlando di chiesa, o no?) che sia un commento anonimo, rende meno credibile quanto sta scritto... a meno che l'anonimo non sia il solito (?!) anonimo, se trattasi di lui, lo informo che quella commissione in Via Napoli è stata condotta a buon fine ;-)...comunque, quanto scritto qui sopra è assolutamente possibile, forse anche peggio di così, a giudicare da quanto scritto sul sito segnalato nel commento successivo! Infatti non ho detto che credevo fermamente, o peggio, per fede, che non ho, non quella intesa come fede nella chiesa, in questi pochi segnali. Quelle suggestive parole da lui scelte hanno creato una piccola illusione, una piccola fuga del cervello sulle ali del... sogno? del desiderio? della necessità?

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  4. se poi ti fai un giretto... giusto per iniziare http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55115&typeb=0

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    1. Il giretto l'ho fatto, sulla sua adesione o meno alla Teologia della Liberazione, non avevo dubbi!!!!!
      Chiesa e Teologia della Liberazione sono due mondi distanti e separati che non credo si toccheranno mai, ora come nel passato. L'America Latina meriterebbe molta più attenzione e rispetto di quelli avuti sinora dal mondo cosidetto "occidentale", questo ho pensato, soprattutto. Che poi come vescovo, il nuovo Papa sia vissuto in Argentina negli anni della dittatura non mi era sfuggito ma non ho fatto in tempo a rispondere a quel piccolo dubbio insinuatosi nel mio pensiero mentre ripercorrevo il sentiero aperto da quelle parole. Grazie, comunque!

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  5. il nome è bellissimo, per il resto vedremo...

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    1. Grazie franz, credevo di aver peccato di grande superficialità :)

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  6. Dobbiamo cominciare a guardare in avanti e a cogliere il bello di ciò che la vita ci dà. Mi è sembrato dolce, umile ed intenzionato a dare qualcosa e a fare qualcosa per la sua Chiesa.
    Sul suo passato ti invito a leggere quanto scrive Missi (italo-sudamericana e NON di destra) nel commento al post di Pyperita.

    Un abbraccio

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    1. Grazie Linda dell'informazione, conosco Missi, la leggo spesso. Credo ci sia da fidarsi di lei, molto, per sensibilità, che è quello che conta ;)
      Sì, anch'io ho ricevuto una buona impressione vedendolo per la prima volta, sentendo quelle parole che mi hanno riportato ad un terreno conosciuto (attraverso pagine meravigliose della letteratura di quei paesi). Comunque...il bello lo abbiamo colto, alcuni ne hanno sottolineato le contraddizioni o, forse, le inevitabilità... Io non sono "credente" nel senso che la maggior parte del mondo dà alla parola, quindi non credo che influenzerà di molto la mia vita, spero, non "credo" nel senso di essere certa, che influenzi in modo positivo la vita di credenti e non, spero che non continui a nascondere o "tappare" come molti dicono i guai e le mancanze e i vuoti lasciati da anni e anni in cui anche la chiesa non è stata esente da fenomeni di corruzione.

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