giovedì 28 febbraio 2013

Ricordi

di una poesia
che qualcuno dirà orrenda,
mi ricordo che prima dei miei venticinque mi aveva fatto piangere "a fontanella", si dice?
Mi è ritornata in mente stasera, può essere anche per quello che qualcuno chiama "depressione del dopo elezioni"


    I colloqui


                    ...reduce dall'Amore e dalla Morte
                    gli hanno mentito le due cose belle...
    
    I.Venticinqu'anni!... sono vecchio, sono
    vecchio! Passò la giovinezza prima,
    il dono mi lasciò dell'abbandono!
    Un libro di passato, ov'io reprima
    il mio singhiozzo e il pallido vestigio
    riconosca di lei, tra rima e rima.
    Venticinqu'anni! Medito il prodigio
    biblico... guardo il sole che declina
    già lentamente sul mio cielo grigio.
    Venticinqu'anni... ed ecco la trentina
    inquietante, torbida d'istinti
    moribondi... ecco poi la quarantina
    spaventosa, l'età cupa dei vinti,
    poi la vecchiezza, l'orrida vecchiezza
    dai denti finti e dai capelli tinti.
    O non assai goduta giovinezza,
    oggi ti vedo quale fosti, vedo
    il tuo sorriso, amante che s'apprezza
    solo nell'ora trista del congedo!
    Venticinqu'anni!... Come più m'avanzo
    all'altra meta, gioventù, m'avvedo
    che fosti bella come un bel romanzo!

    II.
    Ma un bel romanzo che non fu vissuto
    da me, ch'io vidi vivere da quello
    che mi seguì, dal mio fratello muto.
    Io piansi e risi per quel mio fratello
    che pianse e rise, e fu come lo spetro
    ideale di me, giovine e bello.
    A ciascun passo mi rivolsi indietro,
    curioso di lui, con occhi fissi
    spiando il suo pensiero, or gaio or tetro.
    Egli pensò le cose ch'io ridissi,
    confortò la mia pena in sé romita,
    e visse quella vita che non vissi.
    Egli ama e vive la sua dolce vita;
    non io che, solo nei miei sogni d'arte,
    narrai la bella favola compita.
    Non vissi. Muto sulle mute carte
    ritrassi lui, meravigliando spesso.
    Non vivo. Solo, gelido, in disparte,
    sorrido e guardo vivere me stesso.
Guido Gozzano

Non avendo a disposizione in questo momento il testo e non ricordandola a memoria, almeno non interamente, l'ho recuperata da internet.

Un ricordo bello, però, lo voglio abbinare a quello malinconico rappresentato dalla poesia.
Una foto non scattata da me ma che ritrae me, nel 1999, in un pub di Camden Town.
Mi trovo bella e lo voglio dire.




8 commenti:

  1. Bello quando i bloggers svelano il loro viso: era un viso che parlava di intelligenza e simpatia. Adesso, a qualche anno di distanza, ci saranno ancora, con l'aggiunta di ulteriore saggezza...
    Ciao! :)

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    1. Grazie, Nick! Ebbene, sono simpaticissima, sempre :-) e anche più bella!!!!

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  2. io sono quell'anonimo che ha fatto la foto, cribbio se sono io!!

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    1. No, scusa, io chi? Io, tu? Quello che inizia con la " "? Un indizietto, sù, anche perché io pensavo che l'autore fosse E :-)
      Se sei tu, BACIIIIIIIIIIIIIIII
      Quasi quasi mi passa la depressione...:-)

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  3. Deliziosa, la mia cara Mat! E che espressione intelligente e spiritosa! :))

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    1. Linda, ciao! Sei rientrata? Lo so, è durissimo questo tempo e questa delusione che si espande un pò a ..."macchia d'olio" o a "pelle di leopardo"? Oh...mamma mia! :-)

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  4. su Gozzano avevo quasi pronta una serie di post...
    :-)

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