venerdì 8 febbraio 2013

Bottoni

Il bottone è senza dubbio il più importante accessorio del vestiario tradizionale (della Sardegna), sia maschile che femminile. L'argento è il materiale più usato, anche se non sono infrequenti esemplari realizzati in oro, utilizzati soprattutto in coppia per chiudere la camicia sul davanti passando per due asole.


immagini riprodotte dal testo citato in seguito



Per quanto attiene alla forma si possono individuare tipi principali: con calotte simmetriche a forma sferica; con calotte simmetriche a forma sferica leggermente schiacciate (melagrana); con calotta inferiore emisferica e calotta superiore conica; un quarto tipo può essere rappresentato dal bottone a piastra circolare. Circa la diffusione delle forme si può, in linea di massima, constatare che, sia il tipo sferico che quello a melagrana, sono diffusi in tutta l'isola, pur se con aree di maggiore o minore presenza, mentre il tipo con calotta superiore conica ha come area di diffusione soprattutto il Nuorese, tanto che questo particolare bottone viene indicato come "alla nuoresa", a sa nuoresa, ma come si vedrà più avanti questa denominazione viene data non solo per la forma che lo differenzia dagli altri tipi, ma anche per caratteristiche costruttive.


Fatta eccezione per il tipo a piastra, costituito da un dischetto d'argento, quando non direttamente da una moneta con saldato il supporto di sospensioneconsistente in una catenella o un elemento snodato terminante con un gancio a forma di T, tutti i bottoni risultano costituiti dall'unione di due elementi cavi saldati per la base: due semisfere, o una semisfera e un elemento a cono (tipo "alla nuorese").


Quanto a tecnica costruttiva si possono distinguere quattro modelli base: in lamina liscia  (indicato negli inventari "a buccia"); in lamina traforata con motivi floreali e geometrici impressi a cesello (tipo martellato); in filigrana "a giorno" a spirali doppie opposte sistemate all'interno di scafature a goccia o petalo; in filigrana di tecnica mista con calotta inferiore in filigrana "a giorno" e calotta superiore in lamina liscia ricoperta di filigrana "a notte", avvolta a spirale dall'alto verso il basso: tipologia indicata negli inventari e testamenti come "alla nuorese", a sa nuoresa, oppure a guindalu (arcolaio), ossia ad avvolgimento.


...
I bottoni d'argento o d'oro erano un ornamento prezioso del vestiario femminile e maschile sardo, soprattutto festivo, ma anche giornaliero, diffuso in tutta l'isola. Li si ritrova però in altre aree geografiche e sono assai diffusi in Spagna e Portogallo. Arata e Biasi riferiscono che bottoni d'oro o d'argento si ritrovano pure «applicati ... ai costumi del nord Europa, del Caucaso, dell'Ungheria e della Dalmazia», anche se con leggere varianti rispetto a quelli sardi.
Nell'abbigliamento tradizionale sardo sia maschile che femminile il bottone aveva, com'è noto, diverse funzioni: in coppia (bottoni gemelli) chiudeva il collo della camicia (logudorese: buttones de pettorra), in quella maschile a volte anche in due coppie; in alcuni casi era utilizzato per chiudere i polsi della camicia stessa (log. buttones de bultzos), mentre, fatto passare attraverso asole, chiudeva le maniche del giubetto all'altezza del polso. Una serie di bottoni, in numero variabile da sette a dodici per manica, costituiva la bottoniera (log. sa buttonera).


Riferisce Fuos che «la manica del giubetto di un contadino, il quale voglia essere un poco vanaglorioso, deve avere almeno nove bottoni d'argento e sul dinanzi essi si trovano appunto in gran numero». In molti centri bottoni in filigrana o a piastra erano usati per chiudere e allo stesso tempo decorare il giubetto maschile sul davanti; anche in questo caso costituivano la bottoniera.

Testo tratto da
Gioielli. Storia, linguaggio religiosità dell'ornamento in Sardegna
Ilisso, 2004

Le foto pubblicate sono state scattate da me, le prime due sono riproduzioni del testo citato, le altre, invece, dei miei preziosissimi gioielli. L'effetto mancata messa a fuoco dipende dalla scarsa perizia nel manovrare la macchina, dalla luce fioca che entra dalle finestre, oggi è giornata di cielo cupo, e dalla non altissima qualità dello strumento.

from Sardinia, 4.15 p.m.

Questa invece sono io mentre cercavo di fotografare l'orecchino, anch'esso creato su modelli tradizionali sardi, con il corallo al centro di un cerchio a stella in filigrana d'argento, con perline bianche montate a petali di fiore.












e questi gli orecchini

6 commenti:

  1. Sono pezzi MERAVIGLIOSI!! Come bottoni, con il loro valore socio-culturale e artistico, ma anche come orecchini sono stupendi!

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    1. Sì, Linda sono veri gioielli! Devi vedere il tripudio di ricchezza quando sono montati sui costumi tradizionali, spesso, come dice il brano riportato nel post, mostrati per puro ornamento, che voleva dire, però anche ricchezza del proprietario. Se ti capita di poter avere accesso al libro che cito, consultalo, rimarrai sbalordita dalla bellezza.

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  2. Mi piace questa dissertazione sui bottoni e orecchini. Non so se in altre parti d'Italia esista una tradizione così, di sicuro i sardi, vivendo su di un'isola, hanno conservato cose così.

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    1. I sardi straparlano di identità, caro All, non capiscono che basterebbe la loro abilità e la bellezza delle loro creazioni più antiche per definirla. Neppure sulle isole esiste il paradiso...purtroppo

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  3. Adoro questo tipo di orecchini. Però concordo sul fatto che il paradiso non esiste manco qui, in sardegna, soprattutto quando ci diamo all'esterofilia (o continentalfilia) e dimentichiamo ciò che di bello abbiamo.

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  4. Ciao, benvenuta sul mio blog. Siamo entrambe dell'isola, mi pare! I "nostri" gioielli? M E R A V I G L I O S I.
    Tutti, compresi quelli sui quali camminiamo.

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