sabato 28 dicembre 2013

Da uno dei miei amici blogger e in più scrittore

rubo il link a questo bel video e alla dolce canzone

da qui


auguro a todo lo mundo,
felicidad,
justicia,
libertad,
y, siempre,
mucho 



amor y amor


augurando ancora una lunga strada


bibliomatilda's pic

venerdì 27 dicembre 2013

È che poi tutto passa


bibliomatilda's pic

il profumo della casa antica,
le sue ombre e i suoi raggi di sole, vivi in mezzo alla polvere, ad un'assenza remota.
Entri in cucina e ti aspetti di trovare lei, al tavolo, seduta con quella sua aria inconsolabile e risentita.
Ti volti e ritrovi quelle lotte alle quali si fa l'abitudine e che guardi, ora, come ad un tempo di giovinezza e bellezza con nostalgia.
Cammini, comunque, lo devi.
Qualcuno dice che le nostre parole rimarranno comunque, che le nostre parole creano la nostra anima, che le nostre parole trasmigrano di vita in vita, da essere umano ad essere umano, tra i vivi e i morti, anche.
Io so che in me c'è qualcosa di altre donne lontane. So che qualcosa di me resterà in donne future, qualcosa anche in uomini che, piano, divengono.

Ci si aggrappa a volte ad un bagliore di luce, limando l'aria che arriva dall'alto e si perde nell'angolo di buio in fondo alla stanza, entrambi i punti senza fine e senza inizio.


giovedì 26 dicembre 2013

Erotizzazione contro sensualità

 "...ed è una società transitata in pochi anni dal femminismo al bunga bunga e dove l’erotizzazione è massima e minima è invece la sensualità. "

da qui


ogni pensiero che parli di questo tema mi interessa,
ogni riflessione che abbia come soggetto il nostro vivere nell'oggi,
ogni idea che ci inserisca in un mondo di relazioni con "l'altro",
ogni relazione autentica invece che inutile

martedì 17 dicembre 2013

Oggi ho visto


Black Lines
December 1913
Wassili Kandinsky


molte cose belle, belle persone
oggi ho sentito una punta affilata di sofferenza
in ognuna di quelle persone.
Mi sono guardata spesso allo specchio, oggi
temendo che quelle persone belle mi vedessero come mi vedevo io
temevo che notassero la mia.
Preferisco il pallore del volto,
la luminosità degli occhi
la leggerezza del passo.
Vorrei cuori che non si chiudessero
e sguardi pronti al volo in volti che non si nascondono.
Compassione ci vuole e dolcezza,
mai paura se non solo per ricordarci che siamo mortali.

sabato 14 dicembre 2013

Sorpresine

sarà che siamo in clima natalizio, la sorpresina sotto l'albero, per dirne una! Fatto sta che, le sorpresine, in questi bei giorni di vigilia, se le scambiano i politici.
Il primo ad iniziare, mi pare, sia stato ….. il nuovo che avanza, la gioventù al potere, l'incorrotto, lindo, liscio e pulito volto dei trent'anni, (anche quaranta?), insomma di chi stiamo parlando? Guardate, vale un po', per questo nome, quello che ho detto a proposito del nome del nostro paese (Nazione, Stato). Oggi al TG3 delle 14 l'ho sentito ripetere un numero di volte esorbitante. Il nome: "Renzi".
Ma negli anni passati, il segretario di un partito, a parte il Berlusca, riempiva i TG del proprio nome? Che ci sia stato un tempo nel quale la stampa fosse più libera di quella odierna, in Italy? O è potuta essere peggio di così?
Ho pensato, - toh, ecco cosa dev'essere il sistema dei media asservito. -  Ma perché, io mi domando, in Italia si deve parlare, sopratutto da vent'anni a questa parte, di uomini e non di idee? di uomini e non di difficoltà e dei modi per risolverle? Ma soprattutto perché un sistema politico-economico che muore deve avere un alleato talmente sicuro nella stampa?

E quindi, l'avrete capito già, la parola "sorpresina"è stata proprio lui, il Renzi a toglierla fuori per dire di volerla fare a Grillo, con una proposta di legge, partorita dai giovani cervelli in funzione, del nuovo giovane PD, che stabilisse il blocco del finanziamento pubblico ai partiti!
Voleva fregarlo sul tempo, mi pare, o forse sui contenuti o su che cos'altro?

E così, il Renzi l'ha annunciata, il Letta ha bruciato sui tempi entrambi e  l'ha fatta all'uno e forse anche all'altro, la sorpresina, annunciando il decreto che stabilisce l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ora? Qualcuno dice dal 2017, altri dal 2018. Un'altra piccola sorpresina, nel frattempo, sarà la possibilità data al buon contribuente di donare il 2‰ proprio a quei partiti impoveriti dalla suddetta abolizione. Invece di togliersene, mi pare, stiano scovando altre fonti di lucro.  Però mi sbaglio certamente.

Fatto sta che, gli unici a non essere sorpresi da questi personaggi siamo noi, quelli che riconoscono la ridicola malafede, gli indegni teatrini.



immagine tratta da internet

venerdì 13 dicembre 2013

A -ngolo di luce


foto di bibliomatilda


no…, cioè, sì, volevo dire che quest'angolo di luce, quando in dicembre il sole tramonta sulla mia casa, io l'ho sempre amato, ma tanto però.
Così, lo fermo qui, per me, perché il poeta, l'artista, lo è, sempre, innanzitutto, per se stesso.

Se a qualcuno piace, prego, lo dica pure, non può che farmi piacere.
Diciamo che è dedicato al solstizio d'inverno che è ancora di la da venire.

martedì 10 dicembre 2013

Logica sì o ansia no?

a volte cercare una logica in quello che accade è semplicemente da stupidi.

Alcuni leggono e rileggono testi di legge o circolari o disposizioni legali e si convincono di aver capito, magari anche correttamente le parole lì sopra scritte e quindi le intenzioni del legislatore e quindi il quadro più vasto all'interno del quale inserire le proprie conclusioni e sulle quali, magari, basare le proprie azioni. Poi, però, un'ulteriore circolare o dispositivo di legge cambia di nuovo quanto detto in precedenza, quelli che avevano applicato alla lettera la prima disposizione scoprono di avere agito non in base all'unica scelta possibile ma in seguito ad un fraintendimento, o meglio, ad una, tra le tante, possibilità di interpretazione… se questi qualcuno hanno tanto cervello da accorgersi dello sbaglio e soprattutto ammetterlo, sia pure solo a se stessi.

Discorso immensamente difficile, questa Italia, la politica e la politica amministrativa di questi anni di follia, Berlusconi a capo dell'intera Gang avrebbe detto Bukowski, "banda" diremmo noi italiens.

Ma sì, stamane ricevo la telefonata di una collega, in fondo anche più fortunata di me, in quanto a sistemazione lavorativa… lei, per dire, sta per finire un dottorato, io dalla scuola secondaria non mi sono mossa, per amore, forse all'inizio solo per amore, dopo ugualmente per amore… ma si sa, io attribuisco a questo termine un valore e un significato talmente ampio che diventa, certo, di difficile comprensione, forse anche per chi mi conosce bene (chissà, magari proprio per questi ultimi, relatività dell'apparire e della realtà come la interpretiamo).
Insomma questa mia collega è angosciata, e io lo sapevo che lo sarebbe stata, angosciata, perché dalla stravagantissima Spending Review, (la ricorda ancora qualcuno?) dell'amatissimo Monti (che a dire che è intelligente è dire cosa da poco) e del suo collega commissario Enrico Bondi (vedetelo anche nel coinvolgimento  con il disastro dell'ILVA di Taranto, per dirne una) che avrebbe voluto, e potuto, metterci fuori dalle Biblioteche Scolastiche del regno italo-napolitanico, si sono succedute una serie infinita di leggi e leggine, aggiustamenti e proposte, circolari e disposizioni, ingiustizie personali e drammi esistenziali, abbandoni di patrimoni culturali esistenti (ma questo è nulla in Italy, o meglio in Italy si distrugge quanto è stato creato e se quello che si vorrebbe distruggere è talmente resistente che non soccombe immediatamente, allora si inventano tutta una serie di misure e contromisure per non mollare l'osso ma per renderlo alla fine tanto indigesto che uno dice addio al passato, spesso con un vaffanculo), constatazione del fatto che i soldi spesi sono inutili e sprecati, che la cultura e l'istruzione un optional, la lettura un privilegio per pochi, tutte, queste leggine e circolari con obiettivo di rendere, appunto, indigesto il lavoro che svolgiamo, alcuni/e di noi male (lapalisse) altri/e bene (lapalisse due).
Così la mia collega stressata e ansiosa, nonché, appena appena ansiogena, voleva sapere da me quale fosse l'ultima circolare alla quale avremmo dovuto prestar fede, ma già lei lo sapeva quale, e quindi mi chiedeva cosa avremmo dovuto fare in caso che… perché certamente a dar fede a quella circolare che lei aveva in mente quel fatto tanto temuto si verificherà da qui al 20 di dicembre!!!!!!!!!!!

10 giorni di agonia… mentre tutti, dico tutti aspettano felici (non ci credete, forse non sono riuscita nella voluta ironia) il Natale! Ma vi sembra possibile?

E io che potevo dire?

Mia cara amica, non c'è logica!
Se quel fatto avverrà non sarà per via di una circolare ministeriale, sarà per caso, come tutto quello che avviene in Italy. In alcune regioni italiote quel fatto tanto temuto dalla mia interlocutrice mattiniera è già avvenuto, alcuni uffici scolastici più solerti di altri, più zelanti, più ottusi, più efficienti? Può essere, se efficienza significa distruggere un profilo professionale "di fatto", esistente dagli anni settanta.
In molte altre regioni invece no. Così che sicurezza avrei potuto dare? che informazione veritiera e inconfutabile? Il caso, l'intelligenza della persona che si trova a gestire la pratica, la sua lungimiranza, a volte l'esperienza di cui si è fatto tesoro.
Il burocrate, d'altro canto, agirà sempre nel rispetto della legge, di quale sono solo fatti suoi… e di quelli che si trovano a subire le conseguenze del suo zelo.

Questo è quanto. Ma non solo per noi, Io credo che sia l'Italy (non riesco a dire più il nome in italiano, l'ho sentito troppo da tipi come Berlusca e compagnia e ultimo Renzi) a funzionare in questo modo.
E banale più che banale dire - mai come in questo periodo - eppure è semplicemente così.

(così…un suggerimento, vedete un po' la vicenda IMU e Porcellum e intese sì e intese no, ecc. ecc.).

Ecco, sarà la mia collega, ma sono piuttosto in ansia!


Ai Weiwei
Biennale di Venezia
giugno 2013
bibliomatilda's pic

lunedì 9 dicembre 2013

È arrivato anche per me

certo, se dovessimo paragonare gli accessi al mio blog al numero dei voti ottenuti da Matteo Renzi nelle primarie di ieri, il silenzio assoluto e dolce, sarebbe l'unica soluzione possibile a questa mia esperienza on line, internettiana, bloggista, inutilmente ambiziosa, ferocemente narcisista, serenamente, col tempo, noncurante…
Insomma, quello che voglio comunicare al mondo intero è che ho superato i



30.000

accessi

sono su blogger dal novembre del 2011 e, se pensate che, nella vita reale,  ho un amico e qualche conoscente… potrete farvi un 'idea di cosa voglia dire per me esser "ascoltata" da un numero di orecchie talmente grande!!!!!
Sono contenta del traguardo, sono contenta degli amici coltivati nel tempo e sono contenta della possibilità che ho dato, anche a chi non l'avrebbe avuta diversamente, di conoscermi un poco meglio e di esercitarsi con me nel gioco delle parole.

Insomma grazie a tutti, a quelli che capitano qui dagli Stati Uniti, dal Messico, dalla Cina, dalla Germania, dalla Francia, dalle steppe russe e dalle tundre ucraine, dal Nord Europa e da Israele, dalla Spagna e a volte persino dal Giappone e poi ancora da più o meno lontano,

e grazie a me.

Per l'occasione vi regalo un altro dei miei cartoncini magici



serie 
Collezione dei pensieri
Disegno di Claudio Corrivetti
www.postcart.com
foto
bibliomatilda

giovedì 5 dicembre 2013

Avevo meno di vent'anni

L'origine della domanda  


Mi ami?


è antica. Proviene, tra le tante strade, da un "libriccino", 84 pagine in tutto, intitolato proprio così.
Il sottotitolo recitava: Nuove situazioni intrapsichiche e interpersonali
Copyright del 1978 per Einaudi. Collana del Nuovo Politecnico. Le edizioni con quel bel quadrato rosso su copertina bianca.

Faceva parte del mio primo, e forse unico, acquisto di libri in stock, ve lo ricordate?
La filiale dell'Einaudi, qui da noi, in via Usai, quando io ero ancora adolescente,  dava la possibilità di acquistare grosse quantità di libri pagandoli in rate mensili. Il primo nucleo, e fondamento, della mia piccola biblioteca è nato così, con l'acquisto di quel considerevole, per il denaro a disposizione, soprattutto, numero di libri "a rate".
Non è grande, neppure ora, la mia biblioteca personale, primo motivo è che vivo in una casa, decisamente piccola, più di tanto non ci può stare; secondo motivo, è che ho avuto la fortuna di lavorare in bilioteche pubbliche (scolastiche) e così tra i libri ci vivo, trovandone tanti, tra i più belli da me mai letti, proprio in queste biblioteche, trovandone e acquisendone tanti altri altrettanto belli, devo sottolineare a mio merito.

Tra il nucleo "storico" si trovano appunto, tre libri dello stesso autore, tra i quali il già citato  Mi ami?.
L'autore di cui parlo è R.D. Laing . Gli altri due libri sono: Nodi e L'Io diviso. Sempre pubblicati nel Politecnico.
Un'altro testo presente nella mia libreria, scritto da Laing in collaborazione con Aaron Esterson si intitola Normalità e follia nella famiglia. Entrambi gli autori erano psichiatri. Laing scozzese e Esterson inglese.
R. D. Laing viene spesso annoverato tra i fautori dell'anti-psichiatria, anche se, come ogni vero artefice, lui stesso avrebbe faticato a riconoscersi dietro un'etichetta. Un altro libro ancora, però mai letto interamente, è I fatti della vita.

Quanto è scritto in questi libri è rimasto profondamente impresso nella memoria e, credo, abbia influito molto nella mia formazione. Sopra ogni altra cosa ricordo l'importanza data dalle teorie di Laing ai fattori esterni alla personalità individuale, che incidono sui comportamenti umani e su quelle condizioni esistenziali che portano a definire un individuo come "malato di mente". Non esistevano, dunque, secondo Laing, caratteri innati o genetici che determinerebbero lo stato mentale alterato di un individuo. Tra i fattori fondamentali atti a fare di quella persona un essere umano dal comportamento "equilibrato" o meno, Laing annoverarava la famiglia, i rapporti che in essa si instaurano, le dinamiche interpersonali alle quali ognuno è, più o meno inconsapevolmente, soggetto. Il rispetto per la sofferenza e l'attribuzione di dignità a qualsiasi espressione, apparentemente incomprensibile, della mente umana.
Insomma, non ho continuato con studi di psichiatria (anche se l'ho desiderato) e quindi non posso addentrarmi troppo nell'argomento, no, voglio solamente ripercorrere il percorso di quella domanda ripetuta un'infinità di volte, in innumerevoli modi differenti, in diversi contesti, con diverse aspettative e con, sempre, uno sfondo lirico e poetico, un'ansia inesauribile di conoscere l'inconoscibile, la gioia di sentire il cuore che batte e la fiducia ultima che alla fine qualcuno può capire il desiderio umano di armonia.
Ecco, ricordo Laing e i suoi libri e le domande dei suoi pazienti, le loro parole da lui raccolte e pubblicate in forma di poesia, come uno di coloro che mi ha aiutato a coltivare la fiducia nell'umanità, spesso anche contro le prove fornite dall'esperienza.

Riporto qui l'ultima delle poesie di  Mi ami?

Niente paura... sono solamente parole che gravitano, comunque, ancora una volta, intorno ai libri e alla vita di coloro che li leggono

LEI   mi ami?
LUI   sì ti amo
LEI   più di tutto?
LUI   sì più di tutto
LEI   più di tutto al mondo?
LUI   sì più di tutto al mondo
LEI   ti piaccio?
LUI   sì mi piaci
LEI   ti piace stare vicino a me?
LUI   sì mi piace stare vicino a te
LEI   ti piace guardarmi?
LUI   sì mi piace guardarti
LEI   pensi che io sia stupida?
LUI   no non penso che tu sia stupida
LEI   pensi che io sia carina?
LUI   sì penso che tu sia carina
LEI   ti annoio?
LUI   no non mi annoi
LEI   ti piacciono le mie sopracciglia?
LUI   sì mi piacciono le tue sopracciglia
LEI  molto?
LUI   molto
LEI   quale ti piace di più?
LUI   se dico quale l'altra sarà gelosa
LEI   lo devi dire
LUI   sono tutt'e due squisite
LEI   davvero?
LUI   davvero
LEI   ho delle belle ciglia?
LUI   sì delle ciglia bellissime
LEI   ti piace annusarmi?
LUI   sì mi piace annusarti
LEI   ti piace il io profumo?
LUI   sì mi piace il tuo profumo
LEI   pensi che io abbia buon gusto?
LUI   sì penso che tu abbia buon gusto
LEI   pensi che abbia del talento?
LUI   sì penso che tu abbia del talento
LEI   non pensi che io sia pigra?
LUI   no non penso che tu sia pigra
LEI   ti piace toccarmi?
LUI   sì mi piace toccarti
LEI   pensi che io sia buffa?
LUI   solo in un modo simpatico
LEI   stai ridendo di me?
LUI   no non sto ridendo di te
LEI   mi ami davvero?
LUI   sì ti amo davvero
LEI   dì "ti amo"
LUI   ti amo
LEI   hai voglia di abbracciarmi?
LUI   sì ho voglia di abbracciarti, e stringerti, e coccolarti, e amoreggiare con te
LEI   va tutto bene?
LUI   sì va tutto bene
LEI   giura che non mi lascerai mai?
LUI   giuro che non ti lascerò mai mai, mi faccio una croce sul cuore e che possa morire se non dico la verità
          (pausa)
LEI   mi ami davvero?



Mi è anche venuto alla mente un altro dei motivi fondamentali imparato allora, la fiducia nella comunicazione umana attraverso, anche, la possibilità della rottura di quegli schemi, ad esempio rappresentati dalla poesia appena citata. Ci vuole coraggio, ci vuole fatica ma, Laing mi ha insegnato, esiste la possibilità di cambiare costantemente le proprie vite. Migliorandole, migliorando noi stessi.

Laing si inseriva certamente nelle filosofie e nei movimenti contestatari degli anni sessanta-settanta.
Qualcuno dirà - preistoria! -
Qualcun'altro dirà - come tutto ciò che ci ha formato - e che da troppi è stato dimenticato.



particolare da
Primo acquerello astratto
1910
Wassili Kandinsky
tratto da 
Contrappunti: acquerelli e disegni di Wassili Kandinsky
Il Saggiatore
1961


mercoledì 4 dicembre 2013

Il post più bello

sulla domanda





Mi ami?


è questo:


C'è Kandinsky


Der Blaue Reiter

e la forza, l'energia e il movimento

FICO

da qui :A proposito di cibo, sfruttamento delle risorse e menzogne




Interessantissimo articolo che illustra come in qualsiasi campo, in questo caso l'agroalimentare "d'eccellenza" italiano, anche se si inizia con le migliori intenzioni, arriva ad un certo punto la "fame" inesauribile di denaro dei nostri valenti imprenditori e tutto va in ...

Qualche illuminante assaggio del programma di Renzi e degli impegni di Chiamparino.

.... l'Italia!

lunedì 2 dicembre 2013

Letta dice

che la crisi economica è a un passo dal concludersi, dice, facendo il gesto dell'afferrare qualcosa a pochi centimetri da lui, che ci vuole un niente, basta allungare la mano e siamo fuori, impadronendoci in un'istante di futuro/lavoro, benessere (evidentemente) e "ripresa" economica (queste due ultime, parole sue).

Poco prima lo stesso TG ha mostrato le riprese veloci di un capannone simile a quello distrutto ieri, nella zona industriale di Prato. Gestito da cinesi, con lavoratori cinesi. La zona industriale di Prato pare sia affollata di prigioni del genere dove i lavoratori, lavorano, dormono, mangiano, vivono e, spesso, muoiono non di morte naturale. I letti accanto ai cucinini, a lato dei quali stavano appesi abiti già pronti, coperti dal cellophane.

Quando si entra in un negozio di cinesi si è certi, se si è appena di media intelligenza, che tutta la merce esposta arriva da posti come quello, che siano ubicati in Cina o in Italia credo faccia poca differenza, il grado di sfruttamento della mano d'opera, evidentemente, uguale.
Dico - evidentemente - perché le mie sono riflessioni dettate semplicemente dal buon senso… e da qualche lettura. A questo proposito ricordo ad esempio le prime pagine di Gomorra di Saviano, per parlare di qualcosa conosciuto da tutti. Ma anche se non ci fosse stata lettura alcuna di nessun documento che parlasse esplicitamente di condizioni del lavoro in Cina o sfruttamento della forza lavoro imposta dal liberismo di questi ultimi 20/30 anni, il buon senso mi aveva già allontanato, e parecchio, da quella quantità nauseabonda di merci a basso prezzo… non tanto e non immediatamente per la scarsa qualità di esse, quanto proprio per la quantità!!!!!!!!!!

Quanta energia si distrugge per produrre quell'infinità di  merci?
Energia di tutti i tipi, energia dell'universo intero.
Per chi? Per cosa?
Per imitare un benessere che non si possiede?
Per accettare il fatto che intanto dopo una stagione devi buttare via tutto quello che compri?
E la durata delle cose? la qualità? la bellezza?
Solo per pochi.  Per ottenere quelle cose di qualità ci sono le ragazzine disposte a vendersi, gli uomini contenti di comprarle, le mamme costrette (si sentono) a chiudere gli occhi di fronte alla realtà, impotenti di fronte alla deriva delle loro e delle vite delle figlie.

Non saranno tutte le mamme d'Italia, non saranno tutte le ragazzine d'Italia, non saranno neppure tutti i cinesi che muoiono … ma

di quale ripresa economica parla Letta di fronte a questi episodi?

di fronte alle nostre industrie che delocalizzano?
di fronte alle città sommerse dall'acqua?
di fronte alla disoccupazione e di fronte alle missioni all'estero dell'esercito italiano?
di fronte agli acquisti di aerei per fare guerre che neppure sono efficienti se dovessero venire usati?
di fronte alle grandi opere, inutili pure loro, se non per la spesa enorme che richiedono?


I toni pericolosi di cui ha parlato sempre lui, Letta, non sono quelli di Grillo, sono i suoi che continua a fissare orizzonti inesistenti nel mondo, fuori da un'idea diversa di sviluppo, fuori dalla possibilità di misure efficaci perché guarda dentro i palazzi, dentro le parole vuote che ripete, lui e i suoi (intendendo i politici, tutti, di oggi) e quelle parole non possono che far risuonare il vuoto, e le leggi del liberismo possono continuare indisturbate a mietere vittime, fra i cinesi, certo, per ora, meglio, per oggi, perché di morti sul lavoro italiani, quando ancora il lavoro c'era ce ne sono stati un bel numero, o sbaglio?




C'è l'Italia che sta crollando, quella della gente comune.
Possibile che non si accorgano che devono cambiare ogni loro pensiero, ogni loro azione?

So che la mia ingenuità è smisurata.





Ad occhi aperti davanti al mistero

Mi fermerò,
senza dubbio stupito,
se mai ci ritroveremo
in una vita futura,

nel cammino e alla luce
d'un altro mondo
lontano.
Capirò che i tuoi occhi,
simili alle stelle dell'alba,
sono appartenuti
a questo cielo notturno,
e dimenticato,
d'una vita passata.
Sì, comprenderò
che la magia del tuo viso
è pronta ancora
al balenare appassionato
del mio sguardo in un
incontro immemorabile,
e che al mio amore
tu devi un mistero
di cui non conosci
più l'origine.


Rabindranath Tagore





dimenticavo… la foto è mia, di 
bibliomatilda

sabato 30 novembre 2013

Biblioteca Civica Luigi Einaudi

«Si tratta di una nostra rabbia, lucida e testarda. La rabbia di chi pubblica libri letti da pochi e vorrebbe che i pochi fossero tutti. La rabbia di vedere tanti libri resi sordi e muti per la paura di lasciarli parlare. E la rabbia per il poco sforzo che ci sarebbe da fare – e che non si fa – per capovolgere la situazione, per dare a tutti gli strumenti dell’intelligenza e la forza della parola».


 da qui




 

venerdì 29 novembre 2013

Ecco dove

mi ha portato la mia ricerca di stamane, non avendo mie foto disponibili, ne scelgo una da internet, la famosa foto di Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria





“Quelli che amano” di Jaime Sabines Gutiérrez

Quelli che amano tacciono.
L’amore è il silenzio più fine, il più tremante, il più insopportabile.
Quelli che amano cercano, sono quelli che lasciano perdere, sono quelli che cambiano, quelli che dimenticano.
Il cuore dice loro che non troveranno mai, non trovano, cercano.
Quelli che amano vanno come pazzi perché stanno soli, soli, soli,consegnandosi, dandosi ogni istante, piangendo perché non salvano l’amore.
Li preoccupa l’amore.
Quelli che amano vivono alla giornata, non possono fare di più, non sanno.
Sempre se ne stanno andando, sempre, da qualche parte.
Aspettano, non aspettano nulla, ma aspettano.
Sanno che non troveranno mai.
L’amore è la proroga perpetua, sempre il passo seguente, l’altro, l’altro.
Quelli che amano sono gli insaziabili quelli che sempre – meno male!- resteranno soli.
Quelli che amano sono l’idra del racconto.
Hanno serpenti al posto delle braccia. Le vene del collo gli si gonfiano anche come serpenti per asfissiarli.
Quelli che amano non possono dormire perché se si addormentano se li mangiano i vermi.
Nel buio aprono gli occhi e in loro cade lo spavento. Trovano scorpioni sotto il lenzuolo e il loro letto galleggia come su di un lago.
Quelli che amano sono pazzi, soltanto pazzi, senza Dio e senza diavolo.
Quelli che amano escono dalle loro grotte tremanti, affamati, a cacciare fantasmi.
Ridono di quelli che sanno tutto, di quelli che amano per sempre, veracemente, di quelli che credono nell’amore come una lampada d’olio inesauribile.
Quelli che amano giocano ad afferrare l’acqua, a tatuare il fumo, a non andarsene. Giocano al lungo, triste gioco dell’amore.
Nessuno si può rassegnare. Dicono che nessuno si può rassegnare.
Quelli che amano si vergognano di qualsiasi conformismo.
Vuoti, ma vuoti da una costola all’altra, la morte li corrode dietro gli occhi, e loro camminano, piangono fino all’alba dove treni e galli si salutano dolorosamente.
A volte gli arriva un odore a terra appena nata, a donne che dormono con la mano nel sesso, compiaciute, a ruscelli d’acqua tenera e cucine.
Quelli che amano cantano tra le labbra una canzone mai imparata, e se ne vanno piangendo, piangendo,
la bella vita.

mercoledì 27 novembre 2013

La poésie

...magnifique de l'instant qui passe

citando Claude Monet.


Claude Monet
Les rochers de Belle-Ile


Oggi dal cielo plumbeo,
oggi di aria fredda,
oggi d'inverno
con il gelo sulle guance
sulle labbra che pizzicano
sul piacere nel sentire il calore
delle stanze
dei sorrisi
delle parole.

Ricordate la canzone
...per fare un uomo ci voglion vent'anni
per fare un bimbo un'ora d'amore,
per una vita migliaia di ore
per il dolore è abbastanza un minuto
per il dolore è abbastanza un minuto...

ecco la mia memoria ha suscitato un sorriso e una carezza...

martedì 26 novembre 2013

All you need

Non



                                                           si 



vive   


  




se non il




                       tempo








che si



                                                                       ama




domenica 24 novembre 2013

Stagioni e cibo



Ieri, nel mercatino sotto la pioggia, 
ho trovato le favette fresche,
profumo di primavera.

venerdì 22 novembre 2013

Sempre e ancora sul leggere

Viene sempre meno la speranza di avere una scuola con una biblioteca ben fornita e efficiente; che si preoccupa di aiutare i ragazzi a scegliere, come i professori di Aidan, e non solo di mettere loro in mano dei libri (quando lo fa); che cerca di proporre testi che li aiutino a rispondere ai loro interrogativi più profondi e che li facciano crescere, “tra lettura e letteratura”.
Tutti i ragazzi devono avere la possibilità – dice Chambers - di diventare scrittori, come Anne Frank (su cui Aidan ci ha regalato uno splendido saggio), ma ciò dipende dagli adulti che lavorano con loro. Per questo è sempre più necessario essere formati per lavorare “in rete” e per fare resistenza all’indifferenza generale. L’educazione alla lettura non si può improvvisare, tantomeno da soli.

...

Nel convegno “Tantestorie” del novembre 2011 a Torino, pensando alla triste situazione di molti paesi, tra cui l’Inghilterra, che spendono in modo insensato il denaro pubblico e dove si chiudono i luoghi di cultura, come le biblioteche pubbliche, Chambers osservò:
“Non so come usciremo da questo vicolo cieco, ma so che bisogna mantenere viva la propria speranza, ma come si fa? Si mantiene la propria speranza nel momento in cui la si dona agli altri. Ogni volta che siete con un bambino/ragazzo a cui permettete di leggere più di quanto non farebbe da solo, gli state dando una speranza. Gli state offrendo una scala per uscire dal buco in cui si trova. Primo Levi ripeteva l’antico detto ebraico: “salva una sola persona e salverai il mondo”. Ogni volta che qualcuno permette a un bambino/ragazzo di diventare un lettore consapevole e qualificato non sta dando una speranza solo a lui ma, attraverso questo atto, sta salvando il mondo.”


da qui 

grazie a franz



la foto?
è bella, è mia

Disastro

In Sardegna l'ultimo "temporale" o "ciclone" o "depressione mediterranea" che chiamar lo si voglia,  è stato un DISASTRO. Tremendo, pauroso, incredibile, spaventoso, triste.

Non si è parlato abbastanza di una tragedia tra le altre; che dire delle tragedie più intollerabili?

Provo a parlarne io:

Ad Arzachena, cittadina vicino Olbia, di turismo, solo turismo, poco distante dalla Costa Smeralda, poco distante da Villa Certosa, un'intera famiglia, padre, madre, due figli minorenni ha perso la vita. Annegati? sommersi dal fango, soffocati da una furia che non si aspettavano, forse conoscevano ancora e solamente la crudeltà e l'ingiustizia creata dagli uomini, forse, invece, avevano anche imparato ad amare quella loro vita vissuta in uno scantinato ma che permetteva loro di vivere e mandare i figli a scuola, magari, forse, conservare qualche soldo per, un domani migliorare le loro condizioni di vita. Nel frattempo qualcuno era stato così generoso da affittargli uno scantinato come casa nella quale vivere e loro lo avevano accettato. Nessuno gli aveva spiegato che, forse al piano di sopra, i padroni avevano costruito una villetta in zona mai monitorata da geologi, in zona che nel passato, neppure troppo lontano, era una distesa di paludi, in zona che allo sbocco di un piccolo fiume offriva l'ingresso al mare.
Loro abitavano lì, con un lavoro, con una vita che si realizzava ormai attraverso i figli, il futuro per ogni genitore, specie quel genitore che guarda al futuro.
Sono morti tutti. Quattro persone. Passato e futuro. Tutto. Perché qualcuno ha permesso che lì si costruisse, che lì non si facesse manutenzione, una volta che il primo danno era compiuto.
Muoiono sempre i più deboli. Però non sempre per cause naturali. Il più delle volte per l'ingiustizia che l'uomo stesso è capace di perseguire, per quella corruzione d'animo e di atteggiamento di cui ha parlato anche il Papa pochi giorni fa.

In Sardegna, pochi giorni fa, è avvenuto un disastro.

Che fa piangere.

Che fa rabbia ma che, a troppo pochi, ho paura, insegna.



la foto è stata scattata da me
l'11 novembre, 
prima del nubifragio del 17-18 novembre.
La zona della foto è lontana da quella più colpita.
Qui non credo ci siano stati danni,
è
 solo cemento estivo.

martedì 19 novembre 2013

Sabbia nel cielo

Questo cielo
che rimane celeste
sul mare
percorso da ghiaia di schiuma.
Striscia sui cocci
sui chiodi di assi gonfie di umido
mischia il sangue al sangue della terra ferita.
L'uomo fa e dis/fa
l'uomo inventa storie
sulle quali gioire
si convince di piangere
con la sabbia sul cuore
che non sente

e odia quella che invade le scarpe.

photo's mine

Emergenza natura/società/ansia

Ieri sera, avevo avuto notizia dell'anziana donna morta nella sua abitazione invasa dall'acqua. A Uras, mi pare, in provincia di Oristano. Il marito ricoverato in condizioni critiche per ipotermia.
Ansia.
L'ansia di pensare alla vecchiaia, alla vulnerabilità maggiore in quell'età, alle pessime condizioni di vita nelle quali molti anziani vivono, alla solitudine e alla povertà.
Alla natura che amo così tanto ma che arriva ad essere tanto crudele, spesso con i più deboli, quasi sempre con loro. Gli altri che la amino o no, che ne abbiano  o no timore, difficilmente la subiscono, se non per loro scelta. Ma chi muore travolto dall'acqua di un fiume esondato o dall'accumulo di quella che le strutture di smaltimento non riescono a convogliare, che muore perché ignaro del pericolo o comunque incapace di difendersi, mi provoca una stretta al cuore, al respiro, mi provoca ansia profonda.
Oggi si contano altre vittime, ho letto di diciotto, anche bambini, una bimba di 2 anni morta insieme alla mamma all'interno della loro auto.

Come l'alluvione di Genova, ricordate? Nel novembre del 2011!
Che orrore! Uno non pensa di morire così, mentre va a prendere la propria figlia o il proprio fratello.
Non è tanto la vicinanza geografica, guardate, siamo tutti esseri umani, Sassari non credo sia stata troppo colpita sinora,  è che in Sardegna un evento di così vaste proporzioni non c'era stato mai. Che io sappia.

Può essere che sia la prima, in molti lo dicono e non da ora.

Viviamo, certamente in Italia, nella politica dell'emergenza, senza manutenzione di quello che esiste, strade, case e infrastrutture e campagna e coltivazioni e rispetto per fiumi e mari, viviamo senza lungimiranza, senza progetti veri che mirino a superare la logica dell'emergenza che ci facciano entrare in quella della cura, dell'attenzione, della responsabilità.





lunedì 18 novembre 2013

Maestrale



cliccate, please!

questo è stato l'effetto del maestrale dell'11 novembre su questa casetta in legno del cui uso non sono sicura, capanna di attrezzi o cose così.
Cosa sarà dopo la bufera di oggi?

E tutti i disastri di questi giorni nelle Filippine, negli Stati uniti?
Certo, loro, gli americani, dei cambiamenti climatici sembrano non accorgersi, nonostante la distruzione di questi ultimi anni portata da uragani e tempeste.

sabato 16 novembre 2013

Revolución



La foto è stata scattata il 2 novembre scorso, la trattoria all'interno della quale si trova il manifesto su cucina e rivoluzione, si trova a Bologna in Via del Pratello 4. Bella la trattoria e gentili i gestori.


Così sulla scia del sapore e del "nuovo" regime alimentare scelto… in fase di organizzazione, diciamo, ho fotografato anche la mia zuppa di verdure di qualche giorno fa.



e, come se non bastasse, e seppure la foto non sia un granché, ho continuato nell'esplorazione del nuovo… ieri sera ho preparato Sa Fregula sarda con ceci…eh, sì, tra gli ingredienti era prevista la pancetta, così l'ho utilizzata anch'io… dire che era buona? di più! l'ha gradita persino Matilda!

Poi la torta, con una grande quantità di elementi non universalmente utilizzati nella cucina… moderna, tipo la farina di grano saraceno, la farina di riso, la farina di mandorle, lo sciroppo di agave, con l'aggiunta di banane e mele… ah, dimenticavo la cannella…sì, ok, magari ero solamente io a non usarli, ho iniziato ieri.
Il sapore della torta? Particolare, può essere che non abbia dosato bene gli ingredienti, può essere che avrebbe potuto riuscire più buona, a me è piaciuta molto.


La riflessione allora è:

Il sapore sempre uguale, che sia dolce o aspro o amaro, crea dipendenza i sapori che cambiano in continuazione e che sperimentano una punta di aspro accanto ad un tono di dolcezza, il sapore-aroma della cannella che è unico, come quello di ogni spezia, insieme allo zenzero usato prima o dopo, abituano alla …

D I V E R S I T À

diciamo che, a livello di palato e di pancia… diventiamo tolleranti e amanti della sperimentazione… con un'attenzione particolare alla naturalezza di ciò di cui ci nutriamo.


Ho

un languore
un desiderio di luce


Vincent Van Gogh
1887
Due girasoli

lunedì 11 novembre 2013

Quei cattolici

...che fanno carità alla Chiesa ma rubano allo Stato, che vuol dire ai più poveri, ai più deboli.
Quale peccato più grande?

Si chiede e chiede ai cattolici, Papa Francesco.

Ho pensato... ma non è che sta esagerando?

Aveva detto delle suore, chiedendo loro di essere madri e non zitelle... e va beh... è un problema tutto femminile... e maschile... diciamo così, un problema di "genere" e con i problemi di genere si sa quanto sono vaste e diverse le interpretazioni possibili. Devo dire, per me, che so cosa significhi accoglienza e chiusura, pregiudizio e libertà (non mi metto sempre dalla parte del giusto, ho detto semplicemente - so cosa significa -) era stata una delle affermazioni più belle, di quelle che da un Papa non ti saresti mai sognata di sentire.

Ma questa battaglia contro la corruzione , questo riconoscimento sereno e spietato della realtà di molta della popolazione "caritatevole" cattolica, mi appare come un'accusa, vera e propria, un invito grande alla coerenza e moralità vera, perché sentita e vissuta, perché praticata. In qualche modo una lotta contro l'ipocrisia radicata a fondo nella morale cattolica, dei "cristiani da pasticceria", altra espressione sua.

Starà esagerando?

Anche se non fosse così, queste piccole perle, dimenticate, queste parole d'amore e di giustizia, gratuite, perché avrebbe anche potuto non pronunciarle, ecco, a me fanno un infinito piacere.

Gli auguro di essere come un maestrale, come quello di oggi sulle nostre spiagge



foto di bibliomatilda
oggi pomeriggio

sabato 9 novembre 2013

Iceland


l'immagine è tratta da qui


Finalmente sto riuscendo ad andare avanti con la lettura del mio ultimo libro... mio nel senso di lettrice (...). È davvero bello, suggestivo, evocativo, misterioso quanto lo può essere la vita e quanto lo deve essere quell'isola piantata nel bel mezzo dell'oceano Atlantico settentrionale, immediatamente a sud del Circolo Polare Artico, con i suoi vulcani, i suoi geyser, le sue aurore boreali, i suoi villaggi di pochi abitanti, le sue leggende, la solitudine delle sue terre, il ghiaccio, la neve, il mare strano, nel senso di diverso da quello mio, dal Mediterraneo, piccolo e caldo, relativamente... lo si dovrebbe chiedere a quelli che vengono da terre ancora più a sud, ai migranti dall'Africa sui barconi o sui gommoni orrendi e inadatti a solcare qualsiasi mare.
Per me, cittadina di una piccola isola dell'occidente, più o meno "fortunato", che il  mare  ha solamente una valenza poetica, già, poetica, e rigeneratrice, anche, per me il mare Mediterraneo è piccolo, quasi un lago, è un luogo liquido nel quale ritrovo la mia dimensione perduta.

Quel mare, strano, è invece presente nel libro di cui sto parlando, che ancora non ho finito di leggere, ma che ormai è tra quelli che leggerò sino alla fine, si intitola Luce d'estate ed è subito notte, l'autore si chiama Jón Kalman Stefánsson.

È molto bello. Forse qualcuno lo definirebbe sentimentale... forse anch'io, ma cosa sarebbe la vita nostra senza il sentimento? Senza la malinconia, il desiderio inappagabile, l'anelito a quello che non si possiede e non si riuscirà a possedere mai? La necessità di bellezza, di affetto, di relazione, di calore e di umanità? Questo è uno dei libri dove c'è tutto questo in termini chiari e semplici, sensuali e schietti accanto ad una dimensione dell'ambiente naturale fantastico, dove ogni raffica di vento potrebbe avere un nome, ogni movimento della materia produce sgomento e curiosità, poiché arriva da un universo di mistero. Gli elfi e i troll, il pallore della pelle, la leggerezza del corpo abbinata ad una spiritualità più alta, il terreno che si manifesta nella esuberanza dei corpi, esuberanza di carne, il sesso e le domande sulla vita e sulla morte:

Per quale motivo ho vissuto, ci ha domandato nostra zia in punto di morte, abbiamo aperto la bocca per rispondere senza conoscere la risposta, ma era già morta, perché la morte comunque ci precede di un buon passo.
Abbiamo visto la notte calare oltre  i monti e siamo rimasti fuori mentre un lieve tremore percorreva l'aria, gli uccelli hanno alzato lo sguardo e una palla di fuoco è sorta ad est. Per quale motivo viviamo; si può rispondere a domande del genere? Forse no, abbiamo un compito, a parte baciare labbra e così via? Ma a volte, e solo un attimo prima che il sonno ci prenda la sera, quando la giornata è trascorsa con tutta la sua inquietudine, quando siamo distesi a letto ad ascoltare il sangue che scorre e il buio entra dalle finestre, a volte ci sorge il  profondo e fastidios o dubbio che il giorno appena passato non sia stato sfruttato a dovere, che sia qualcosa che avremmo dovuto fare, solo non sappiamo che cosa. Hai mai riflettuto che nel corso della storia non ce la siamo mai passata tanto bene come oggi, che non abbiamo mai avuto tante possibilità di lasciare un segno nell'ambiente, che non è mai stato tanto facile impegnarsi per cambiare qualcosa, eppure raramente abbiamo dimostrato una così scarsa volontà - com'è possibile? Forse la risposta è implicita in un'altra domanda? Chi guadagna di più da questa situazione?

Per quale motivo ho vissuto? Nostra zia si chiamava Björg, si era sposata due volte e aveva avuto tre figli. Il suo primo marito era precipitato da una scogliera durante la raccolta delle uova degli uccelli marini, un volo di trenta metri, aveva poco più di vent'anni e sei mesi dopo era nato loro figlio. Il secondo marito si ribaltò con il suo fuoristrada russo,  fece quattro ruzzoloni giù dall'argine e finì nel fiume, era incastrato sotto il volante, la testa immersa nel corso d'acqua che lentamente sciacquò via la sua vita. Björg era seduta accanto, le gambe spezzate, e non poteva far altro che guardarlo e pronunciare il suo nome così tante volte che le si intorpidirono le labbra, aveva circa cinquant'anni. È morta centenaria e a volte diciamo che era un sempreverde perché nonostante la perdita dei due uomini che aveva amato, la sua gioia di vivere e la sua fede nella vita sembravano inattaccabili, tutto era migliore se c'era lei.  Perciò siamo rimasti di stucco a quella domanda in punto di morte, ma forse non tradiva nessuna disperazione, forse Björg l'ha detto così, tanto per dire, e voleva darsi lei stessa la risposta, ma poi è sopraggiunta la morte. Così vivremo sempre nell'incertezza che Björg avesse dentro una lunga ombra, ma quando conosciamo qualcuno spesso non ne vediamo che la superficie o poco.  altro, sotto possono celarsi mondi che non immaginiamo nemmeno. All'epoca non sospettavamo che Hannes fosse così disperato, non ci passava nemmeno per la testa che il direttore potesse trasformarsi nell'Astronomo, né sapevamo che Kjartan avesse così tante difficoltà a tenere a bada i suoi appetiti sessuali, che una persona composta come Asdís fosse capace di decapitare il gallo e sparare ai cuccioli, non dimenticheremo mai la loro gioia di vivere. Come non dimenticheremo mai la domanda di Björg: per quale motivo ho vissuto? Che questi racconti di vita e di morte nel nostro paese e nelle campagne intorno siano  una sorta di risposta a quella domanda e al senso d'incertezza che ne deriva?

Parliamo, scriviamo, raccontiamo di piccole e grandi cose per cercare di capire, di arrivare a qualcosa, di afferrare l'essenza che però si allontana sempre più come l'arcobaleno. Nelle storie antiche si dice che l'uomo non possa guardare Dio, equivarrebbe alla morte, e senza dubbio vale lo stesso per quello che cerchiamo - la ricerca stessa è lo scopo, il risultato ce ne priverebbe. E ovviamente è la ricerca che ci insegna le parole per descrivere lo splendore delle stelle, il silenzio dei pesci, il sorriso e lo sconforto, la fine del mondo e la luce dell'estate. Abbiamo un compito, a parte baciare labbra; sai per caso come si dice «ti desidero» in latino? E come si dice in islandese?





venerdì 8 novembre 2013

Non ci posso credere... ma sarà proprio vero?

Angelino Alfano, passerà alla Storia per avere, lui, mollato il grande capo?

Le palle di Letta, saranno davvero d'acciaio?

Oppure, sarà che quando ci si mettono a salvarsi a vicenda il culo ci riescono alla grande e i capi, alla fine sono inevitabilmente sostituiti? dopo le macerie prodotte, dopo la china violenta verso la distruzione di etica e politica?

Napolitano sarà soddisfatto dell'intesa fatta raggiungere a due rampolli mica tanto diversi? chissà...forse anche Angelino dirà e sentirà di avere i medesimi attributi del compagno Letta, ma sì, compagno di banco.

L'Italia e il tutto possibile per i potenti.



Immagine tratta da un mio libretto
che fa pensare a una
rivolta

martedì 5 novembre 2013

Attraversando la pianura



Contrastanti i sentimenti nell'attraversare la pianura padana.
Nell'arrivare alla Stazione di Bologna Centrale, nel ripercorrere quei selciati dove in tanti hanno camminato con speranza e preoccupazioni e da lì non sono più andati via. Il dolore di chi ancora e chissà per quanto tempo a venire, ritorna per provare ad ascoltare la risata, la voce, a contemplare un sorriso di chi già si pensava in un'altra stazione, di un'altra città, perché girare il mondo, seppure allontanandosi di pochi chilometri da casa propria, è sempre un'esperienza talmente potente che genera  forza, che contribuisce alla vita. Nel 1980 a Bologna si è compiuto un atto contrario a tutta l'umanità. E' questo che si sente arrivandoci.

Francesco Guccini e la sua La locomotiva fa parte invece  della speranza e della vita, del coraggio e dell'ardimento entusiastico nella lotta per un mondo più improntato a valori di giustizia.
Io l'ho imparata intorno ai quattordici anni. Non l'ho dimenticata più.

lunedì 4 novembre 2013

Nuovo post

Ciao, sono tornata


Che sarà della neve, del giardino,


che sarà del libero arbitrio e del destino


e di chi ha perso nella neve il cammino

lunedì 28 ottobre 2013

Le Madonne di Caravaggio


Madonna dei Pellegrini

Quando non c'è energia non c'è colore, non c'è forma, non c'è vita




Madonna dei Palafrenieri

sabato 26 ottobre 2013

10 libri? solo due (per ora)

Non so se già l'ho detto... provo a capire qui che tipo di lettrice io sia,
ovvero che tipo di libri io ami,
nonché, ho amato.

Stamane, poco prima di andare via dal lavoro, tarda mattinata, dunque, con un sole caldo e piacevolissimo sulla pelle e agli occhi, rimanevano davvero pochi minuti a disposizione di chiunque, ho trovato lei, la mia giovane collega capace di ascoltare, dono raro. Spesso segue i miei consigli su libri e letture, credo le piaccia il mio gusto in fatto di letteratura, credo le piaccia, in genere, il mio modo di affrontare le cose del mondo... niente di più, già molto.
È riflessiva, la mia giovane amica-collega, manca di quell'impulsività tipica mia, di quella che a volte alcuni definiscono irruenza persino nell'espressione degli entusiasmi. È pacata, lei. Io, proprio pacata, ecco, non direi. In uno di quei giochi stupidi che a volte ci si trova a fare persino da adulti, lei mi ha definito frizzante, può essere. Così, lei pacata e io frizzante, ci piacciamo, per fortuna. Condividiamo l'amore e l'esercizio del dubbio, l'amore per un mondo meno finto, per la natura e il rispetto ad essa dovuto, per il mare. Lei ha molto più di me un compagno surfista... no, niente invidia, solo un'ammirazione infinita, di quelle che mi fanno spalancare gli occhi ed emettere un sospiro quasi ... marino. Il diaframma fa gonfiare lo sterno come le onde del mare senza tempesta.

Però, guardate non è di lei che volevo parlare, volevo parlare dei libri, soliti, che racconto e consiglio.
Ho pensato così di fare il post su "I dieci libri più belli"... ma saranno dieci? e saranno poi, davvero i più belli?
Così devo accennare al tipo di lettrice che sono:

pacata!!!!

sì, nel senso di non ossessiva. Leggo con calma, come la mia giovane amica-collega pensa e vive. Leggo con calma ed attenzione, forse riesco a raggiungere la serena disposizione alla comprensione della vita proprio nella lettura. Quando vivo, sono troppo immersa nel momento e perdo in freddezza. Quando leggo mi immergo sì, nella vicenda e nei sentimenti, ma il distacco oggettivo del lettore da ciò che legge, mi rende quella distaccata e prudente saggezza che a volte mi abbandona nel calore degli eventi che sperimento in prima persona.

Non inseguo mai i best seller, anzi, in genere me ne tengo intenzionalmente alla larga.
Non cerco di raggiungere un numero di libri letti al mese, neppure inseguo con spasimo i libri tutti di uno stesso autore, anche se mi è capitato di leggerne più d'uno degli autori più... affini a me nelle cose raccontate, nel modo di raccontarle.
Insomma, è necessario che i libri mi parlino, ma tanto però, sappiano chi io sono, cosa mi possono rivelare e quello che mi devono tacere. Non devono prendermi in giro pensando di stupirmi con "effetti speciali", con finzioni fasulle, con consigli non richiesti, con frasi fatte. Non devono mai mettere in dubbio la mia capacità di comprendere il loro inganno, non devono sottovalutare la mia capacità di intuire l'ipocrisia e la falsità. Devono parlarmi con parole dirette e poetiche, magari, ironiche e mai fissate una volta per tutte. Non devono essere presuntuosi e credere di essere gli unici portatori di pagine incantevoli, devono essere coscienti che l'umanità è talmente vasta e complessa che la verità è di là da venire. Devono essere indulgenti con i puri che sbagliano e non odiare nessuno, allontanarsi, semplicemente da coloro che perseverano o che rifiutano. Devono sfidare l'ignoto, con coraggio e umiltà. Devono saper opporsi alle decisioni prese da altri per loro. Devono essere capaci di vivere, con amore, la propria vita.

No, davvero, i libri che racconto, che regalo, non sono tanti ma sono belli, eccone alcuni, il primo è quello raccontato prima di pranzo alla mia ascoltatrice preferita (regalato e consigliato e, persino, prestato ad altre persone nel passato):

Viaggio alla fine del millennio di Abraham B. Yehoshua, Einaudi, 2000. Letto nel novembre del 2000.
poche righe sottolineate:

...prima sono salpati nello splendore di un intenso azzurro e ora si accingono a proseguire il loro viaggio verso est, verso la valle del Reno, in mezzo alla foschia, alla pioggia e al fango.
...l'intenso profumo di un altro continente, nero e lontano.

Grande Sertão di João Guimarães Rosa, Feltrinelli, 1996. Letto anch'esso all'inizio degli anni 2000.
pochissime righe (di uno splendore massimo, rappresentato dal libro intero) a caso,  tra le tantissime sottolineate:

...Non confesso colpa né ritrattazione, perché la mia regola è: tutto quello che feci, valse per ben fatto. È il mio costume. Ma, oggi lo so: non dovevo farlo. Cioè: dipende dalla sentenza che riceverò, in questo nobile processo. Processo, dico, che con l'arma ancora in mano chiesi; e che mi meritai da questo grande Joca Ramiro, dalla sua alta cortesia... Processo - è questo che la gente deve sempre chiedere! Perché? Per non aver paura! Per me è così. Avevo bisogno di questo processo, solo perché vedessero che non ho paura... Se la condanna sarà aspra, con il mio coraggio mi proteggo. Adesso, se riceverò sentenza di salvezza, con il mio coraggio vi ringrazio. Chiedere perdono, non lo chiedo: perché io penso che chi chiede, per salvare la vita, merita mezza vita e il doppio di morte. Ma ringrazio, fortemente.
....
Il burití vuole tutto azzurro, e non si stacca dalla sua acqua - ha bisogno di specchio. Maestro non è chi sempre insegna, ma chi d'improvviso apprende. Perché tutti  non si riuniscono, per soffrire e vincere insieme, una buona volta?
...
Il mio cuore è che intende, aiuta la mia mente a richiedere e a tracciare.
...
Lo scorrere della vita confonde tutto, la vita è così: accende e raffredda, stringe e poi allenta, calma e poi inquieta. Quello che essa vuole dalla gente è coraggio. Quello che Dio vuole è vedere la gente imparare a essere capace di rimanere allegra molto, in mezzo all'allegria, e ancora più allegra in mezzo alla tristezza! Solo così all'improvviso, nel momento in cui si vuole, di proposito - per coraggio. Non è così? Era quello che a volte pensavo. Allo schiarire del giorno.




Questa è l'immagine di un libretto ispirato dal secondo libro. Le parole sono mie, non il disegno e neppure l'impaginazione.





mercoledì 23 ottobre 2013

Giovinezza (Youth)



La conosco solo io?

La libreria dove compro questi magnifici biglietti si trova a Roma in Corso Vittorio Emanuele, non ne ricordo il nome, vende libri antichi e usati, offre un riservato e gentile servizio di ristoro e si trova a pochi metri da un ponte sul Tevere, dimenticato il nome, vedete un po' voi, su di una cartina, io ci sono arrivata, l'ultima volta, a naso, ricordavo la vicinanza a Piazza Navona e il fiume e questi bellissimi biglietti di auguri o di quello che si vuole, in bene, del nostro tempo, libero o d'esperienza, impegnato o gentile.

I biglietti fanno parte di una collezione il colore dei pensieri, il disegno è di Claudio Corrivetti, le frasi scelte sono davvero belle.

Questa l'ho fotografata per voi... non potendone regalare una a tutti in forma cartacea.
Se passate per Roma, visitate la libreria, a destra della via, verso il ponte e pensatemi quando siete là.

Questo è il terzo dei biglietti pubblicati sul mio blog, uno era sulla POESIA, di quanto sia semplice scriverla ma difficile viverla, l'altro era su di una gabbia ed un uccello racchiuso in essa e diceva di quanto fosse meglio essere matto con le idee proprie che saggio con quelle altrui, uno era Bukowski, l'altro il Signor Nietzsche, forse ce ne saranno altri... ho speso un poco...

ma quanto è vera questa affermazione!

Io sono quasi arrivata alla giovinezza...
voi?