giovedì 6 dicembre 2012

Leggendo

Fra tutte quelle che sono
non preferisco certo
l'ape lavoratrice nel suo andirivieni,
né la cicala schiacciata dall'estate,
e neanche quella zebra assorta lassú in alto
che sono da me cosí diverse
sempre.

Fra tutte loro una sola mi sconvolge:
la selvaggia
che attraversa il fango,
la pecora smarrita
folle di te e perduta.

Quella vicino al focolare coprirei
di carezze e con asciutto manto per il freddo.
Solo a causa  sua direi a te in ginocchio:
Ora basta, Signore!

Lascia pure la tua rabbia
che nulla hai capito, mio Signore,
mio irraggiungibile
mio adirato
patriarca.


Márgara Russotto
da Il diario intimo di Suor Juana




foto di bibliomatilda
estate 2012



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