mercoledì 3 ottobre 2012

Fuori dall'Italia, nel mondo



Marta Roig
Bibliotecària, especialitzada en promoció de la lectura i biblioteques escolars

House of Representatives, Education and Employment Committee (2011). School libraries and teacher librarians in 21 century Australia. Canberra: The Parliament of the Commonwealth of Australia. XX, 155, [5] p. ISBN 978-0-642-79396-6. <http://www.aph.gov.au/Parliamentary_Business/Committees/House_of_Representatives_Committees?url=ee/schoollibraries/report/fullreport.pdf>. [Consulta: 20/09/2012].

Nel 2004 il Governo incaricò il primo studio parlamentare federale sulle biblioteche scolastiche. Quattro anni dopo, nel 2008, l’Edith Cowan University, la Scuola Australiana delle Associazioni di Biblioteche (ASLA) e l’Associazione Australiana di Biblioteche ed Informazione (ALIA) conducevano uno studio che metteva in evidenza che il 29% del totale dei centri educativi ed il 54% dei centri educativi pubblici disponevano di un budget annuo di meno di 5000 dollari per biblioteca scolastica, una cifra inferiore ai dati del 1975, secondo il Children’s Book Council of Australia (libro del Consiglio dei Bambini d’Australia - CBCA). Questa cifra ha fatto scattare l’allarme. (Una situazione, nonostante tutto, molto lontana in paragone alle biblioteche scolastiche spagnole, in cui soltanto un 15% di casi dichiarati1 dispongono di un budget superiore ai 700 euro annuali).
Al livello istituzionale si è cominciata la riforma del sistema educativo australiano che si è previsto rendere flessibile nell’utilizzo delle risorse di pianificazione finanziaria e che dia sostegno all’Accordo Nazionale dell’Educazione, tra le cui finalità vi è la pretesa che tutti gli studenti australiani acquisiscano la formazione e le capacità per partecipare efficacemente all’interno della società e nel lavoro nel contesto dell’economia globalizzata. Inoltre nello stesso anno si firmò la Dichiarazione di Melbourne, che stabiliva gli obiettivi a dieci anni per la scuola australiana.
Parallelamente, però, il mondo vive tempi mutanti. Istituzioni, imprese e persone cercano il proprio posto nel nuovo ordine mondiale. Si mettono in discussione funzioni, strutture, finalità, processi e preventivi col fine di incontrare nuove formule che garantiscano la continuità dell’essenza importante che c’è nel fondo di ogni organizzazione, progetto o prodotto.
Nell’ambito delle biblioteche, il dibattito sul cambiamento che bisogna produrre è più vivo che mai. L’avvento tecnologico ha cambiato i percorsi d’accesso all’informazione, così come il volume, il controllo da cui si pubblica, ecc..
Nel 2010 il libro del Consiglio dei Bambini d’Australia (CBCA) ha reso pubblico che la media dei budget annuali delle biblioteche scolastiche è di 25 dollari per studente. La prima tappa della riforma educativa programmata tra il 2009 ed il 2012 è in corso e si stanno introducendo i primi iPad nel sistema. Il settore bibliotecario è tempo che reclama al Governo un’analisi seria e urgente sulle biblioteche scolastiche.
In questo contesto s’incarica alla fine lo studio School libraries and teacher librarians in 21st centrury Australia, presentato il 23 maggio l’anno passato al parlamento australiano.
Con questa soluzione il Governo risponde alle domande che si formulavano dal settore bibliotecario e studia il ruolo, l’adeguamento e la dotazione delle biblioteche scolastiche dei bibliotecari delle scuole pubbliche e private d’Australia.
Il rapporto di 180 pagine e disponibile qui, comincia con i preliminari, l’ultimo dei quali presenta 11 raccomandazioni che il comitato di studio fa al Governo. La presentazione di queste raccomandazioni all’inizio del documento è completamente una dichiarazione di intenti ed evidenzia l’importanza che ha per gli autori passare all’azione, ben implementando cambiamenti concreti per evitare che lo studio risulti carta straccia.
Di seguito descriviamo come nei sei capitoli si ordinano i risultati della ricerca. Nel primo semplicemente si spiegano gli antecedenti, la cronologia, le basi della ricerca, la struttura del rapporto ed inoltre, sebbene non vi si dedichi un capitolo intero, il potenziale e l’impatto delle tecnologie digitali, che peraltro risultano onnipresenti i tutto lo studio.
Nel secondo si presenta l’impatto delle recenti politiche del Governo Federale e degli investimenti realizzati nelle biblioteche scolastiche. In relazione a questo punto, gli autori consigliano scommettere sullo sviluppo di una base dati di risorse elettroniche per tutti i paesi e di stendere una dichiarazione di politica nazionale che definisca l’importanza dell’alfabetizzazione digitale, e dell’informazione, per l’apprendimento nel ventunesimo secolo.
Nel terzo capitolo s’analizza il potenziale futuro delle biblioteche scolastiche e dei bibliotecari al momento di apportare miglioramenti nei risultati educativi e degli obiettivi comunitari, concentrando l’attenzione sull’alfabetizzazione. Col fine di massimizzare questo potenziale si raccomanda di aumentare la visibilità dell’informazione statistica riguardo i professori specializzati, includendo le maestre bibliotecarie nelle pagine web dei centri, dando supporto extra alle iniziative di promozione della lettura, iniziando uno studio sull’impatto che ottengono i programmi della biblioteca, soprattutto d’alfabetizzazione, nel contesto del rendimento scolastico e della promozione di studenti con svantaggi socio-economici ed infine, per dimostrare alla comunità scolastica il prezioso lavoro che portano a termine.
I fattori che influenzano la contrattazione e lo sviluppo professionale dei maestri bibliotecari sono il nucleo del quarto capitolo. In questo punto, gli autori espongono le differenze di criteri nel momento di selezione di un maestro bibliotecario, la scarsa offerta di posti qualificati e la sensazione alquanto estesa, delle biblioteche scolastiche, di dover giustificare costantemente il proprio lavoro e di ció che si fa per le direzioni e le comunità educative, col fine di reperire risorse. In questo paragrafo, le raccomandazioni delle comitato al Governo sono d’includere nel nuovo piano di studi aree di formazione dei maestri bibliotecari, di elaborare uno studio più concreto per sanare le lacune dell’analisi sui maestri bibliotecari e di stabilire un dialogo nazionale sul ruolo attuale e futuro del maestro bibliotecario.
Nel quinto capitolo si presentano le diverse strutture di collaborazione e supporto alle biblioteche scolastiche ed ai bibliotecari che se ne fanno carico. In tal senso, si raccomanda d’intensificare la cooperazione tra i diversi livelli dell’Amministrazione e di elaborare un documento che raccolga le associazioni ed i programmi di successo che possano essere d’interesse per il settore bibliotecario e per le biblioteche scolastiche.
Ormai nelle conclusioni, gli autori evidenziano la passione con cui i maestri bibliotecari hanno sviluppato durante molti anni il proprio lavoro, nonostante disponessero di finanziamenti molto limitati. Spiegano inoltre che ancora rimangono dei dubbi sul ruolo futuro che dovranno assumenre i professionisti e danno enfasi ad alcune raccomandazioni già commentate.
Per finire, bisogna sottolineare l’ultima delle appendici: alcuni standard d’eccellenza professionale per i maestri bibliotecari elaborati dall’Australian Library and Information Association (ALA) e dalla Library Association (ASLA).
Studi come quello qui commentato, orientato al progresso ed all’implementazione di azioni di miglioramento, sono dei riferimenti che van tenuti in conto da tutti coloro che scommettano per l’implementazione e normalizzazione dei processi di valutazione seri, differenti e constanti nel sistema educativo. Strumenti come il recente Biblioteques escolar entre interrogants e studi come quello di questa rassegna, dovrebbero agilizzarli nell’ambito delle biblioteche scolastiche.
1. Fundación Germán Sánchez Ruipérez, 2004-2005, amb la col·laboració del Ministerio de Educación, dirigit per Álvaro Marchesi i Inés Miret: Las bibliotecas escolares en España, anàlisis y recomendaciones.


fonte: AIB-CUR@LIST.CINECA.IT




Questo per dire come, nel mondo, fuori dall'Italia, si affrontino trasformazioni locali sulla base di cambiamenti globali. Indagini governative, serie, mirate, con obiettivi di conoscenza da raggiungere per migliorare i servizi ai cittadini e, insieme, la loro vita. Cittadini sono considerati gli utenti e i lavoratori, così che la condizione degli uni non può prescindere da quella degli altri. I diritti degli studenti delle scuole all'interno delle quali si trovano le biblioteche scolastiche vanno di pari passo con i diritti e i doveri dei docenti bibliotecari che delle biblioteche "si sono fatti carico", come dice questo intervento. 
Non si mira a tagliare una spesa poiché considerata, senza nessuna verifica, inutile, così come avviene in Italia, bensì a massimizzare, a valorizzare la risorsa rappresentata da biblioteca e bibliotecario. Laddove sia necessario, e per tutti sulle nuove tecnologie di accesso all'informazione, si prevedono corsi di formazione o di aggiornamento.


E noi dove viviamo?
I nostri tecnici dove hanno studiato?
Quanto hanno dovuto disimparare arrivando a ricoprire quei posti di potere che decidono sulle nostre vite, come utenti dei servizi e come lavoratori, in maniera del tutto arbitraria?

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