domenica 7 ottobre 2012

Curriculum tardivo


Come l'autunno appena iniziato, per alcuni, in quell'età considerata  come un autunno dell'esistenza (io, però, ieri ho fatto il bagno al mare e preso il sole come d'estate), è necessario, di questi tempi, pensare ad un curriculum che possa servire per presentare se stessi, se non in autunno, certo non nella primavera della propria vita. Insomma, a cinquant'anni si può perdere il lavoro, ai giorni nostri, così, riflettendo su questo dato di fatto, mi è venuta in mente la poesia di Wislawa Szymborska. Ho pensato, - ecco, ora controllo, così, scrivendo il mio non sbaglierò! -
La scrivo di seguito che possa servire a più di una persona che si trova nelle mie medesime condizioni...o simili:

SCRIVERE IL CURRICULUM

Che cos'è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.

È d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui  per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


Wislawa Szymborska
da La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)
Adelphi, 2012


Neppure la foto che pubblico è adattissima ad un curriculum,
forse alla poesia. È opera mia...del tempo e del mare...a dire il vero anche del muratore che costruì il molo.

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