giovedì 4 ottobre 2012

Bibliomatilda in the past

Biblioteca Scolastica Multimediale
Laboratorio di educazione permanente

Nel 2003 la Biblioteca del Liceo Scientifico nel quale ho lavorato dal 1998 al 2010 ha ricevuto un finanziamento per il progetto:
Biblioteca Scolastica Multimediale. Laboratorio di educazione permanente. L.R. 37/98 art.23. ASO n.1
Obiettivo primario dell'intero progetto era l'attivazione di azioni di sostegno all'apprendimento attraverso l'uso critico e consapevole delle informazioni e lo sviluppo dell'autonomia nei processi di apprendimento.
La biblioteca scolastica del Liceo si è posta in quest'ottica come centro autonomo rispetto ai curricoli ma profondamente integrato nella didattica e nel piano dell'offerta formativa della scuola. Per la realizzazione dell'obiettivo fondamentale si sono rese necessarie e si sono poste in essere numerose azioni in gran parte previste, altre scoperte e affrontate in itinere.
La prima azione, prevista e realizzata, ha riguardato l'adeguamento degli spazi a disposizione della biblioteca.
La seconda misura prevedeva l'adeguamento della strumentazione tecnologico-informatica. Obiettivo raggiunto in modo soddisfacente, che ha reso la biblioteca del Liceo molto più efficiente nel servizio di reference all'utenza. Il potenziamento di questo aspetto ha inoltre portato miglioramenti nella strumentazione didattica della biblioteca, con l'inizio della creazione della videoteca e di un primissimo nucleo di emeroteca.
Si è anche dotata la biblioteca di video proiettore e schermo. Con questi interventi la biblioteca è diventato uno spazio integrato visitato e frequentato dagli studenti per le diverse esigenze didattiche. In biblioteca si và, da soli, in gruppo o per classi, per fare ricerca bibliografica anche su internet, per leggere, per approfondire, per fare una lezione sulle fonti di informazione, e sui metodi di ricerca, per vedere un film o un audiovisivo. E' sorto uno spazio funzionale che prima non esisteva. Gli stessi docenti lo frequentano con maggiore assiduità potendo contare su un servizio qualitativamente soddisfacente.
Senza questi interventi preliminari non si sarebbe potuti procedere alle successive misure didattiche, rischiando così di perdere quel grande potenziale che l'esistenza della biblioteca rappresentava. La realizzazione di questo progetto ha reso possibile la rivalutazione, l'ammodernamento e la trasformazione della vecchia biblioteca in centro vivo e vitale di confronto, dialogo, crescita culturale e umana, ha permesso la trasformazione della vecchia biblioteca in aula "aperta", facilmente accessibile a tutta la popolazione scolastica, e dotata delle più moderne tecnologie.
I Laboratori di Lettura e Scrittura creativa per le classi prime hanno avuto come obiettivo quello di promuovere e potenziare motivazione e apprendimento attraverso il "fare". Un "fare" che si è voluto concepire non limitato ai soli studenti ma anche agli insegnanti, i quali, dietro l'input di un esperto/scrittore, avrebbero poi gestito, per un massimo di 25 alunni, gli incontri successivi. Incontri nei quali, alunni ed insegnanti avrebbero messo in comune la propria esperienza di lettori attraverso "reading", lettura espressiva, racconti delle letture fatte o interpretazione testuale, e, insieme, avrebbero messo a frutto la propria competenza di esperti di tecniche di analisi del testo, di lettura e di scrittura, cercando però, a differenza del lavoro curricolare svolto in classe di privilegiare l'aspetto creativo e meno "istituzionalizzato" delle competenze di ogni partecipante al laboratorio. L'intervento è stato programmato per le classi prime, prevedendo inizialmente 16 ore, di cui sei ore di intervento dell'esperto, le restanti dieci gestite dagli insegnanti.
L'attività del Laboratorio è iniziata il 10 dicembre con la partecipazione del prof. Antoni Arca, docente di Letterature giovanili e processi educativi, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Sassari; è stato seguito con entusiasmo dai ragazzi individuati dagli insegnanti interessati all'iniziativa (I A; I C; I F; I G; I H; I L; I M; I N). Si è constatato, durante gli incontri, che il dover lavorare all'interno di gruppi ristretti per la realizzazione di un breve racconto scritto, favoriva e migliorava la confidenza e il senso di collaborazione tra quei ragazzi intimoriti dal doversi esprimere di fronte ad una platea più vasta e ancora sconosciuta.
Il modo aperto in cui sono strutturate questo tipo di iniziative rafforza notevolmente il grado di coinvolgimento dei soggetti partecipanti sollecita in modo significativo alla responsabilizzazione, guida alla crescita in termini di autonomia. Il gruppo finisce con il costituirsi come fattore identitario incrementando la consapevolezza del sé e la definizione dei propri bisogni e desideri.
Gli alunni che hanno partecipato al progetto nei laboratori sia di Lettura e Scrittura creativa, che di Cinema e Letteratura esprimono con assiduità la necessità di continuare questo tipo di esperienza o di riproporre forme simili. Alcuni di essi hanno poi proseguito autonomamente a praticare questi ambiti disciplinari ad esempio scrivendo o coltivando l'interesse per il cinema d'autore nei circuiti cittadini.
Il corso Letteratura e Cinema, rivolto agli studenti del triennio, oltre che utilissimo per aver fornito spunti alla creazione della videoteca prevista, ha approfondito ed ampliato la consapevolezza dei rapporti intercorrenti tra le due forme di espressione artistica. Ha inoltre avviato la trasformazione della biblioteca tradizionale in Biblioteca Multimediale. Ha coinvolto, quale esperto esterno, il dott. Natalino Piras, bibliotecario della Biblioteca Satta di Nuoro, giornalista e scrittore. Si è così realizzata, anche, una rete di collegamenti e collaborazioni su base provinciale e regionale tra entità operanti sul territorio.
Con la realizzazione di brevi lezioni di alfabetizzazione biblioteca, rivolte alle classi prime e terze, abbiamo reso la biblioteca più vicina e più presente come strumento di conoscenza e di studio.
Con la Conferenza attuata a fine percorso, per la quale, oltre agli esperti coinvolti nelle varie iniziative, abbiamo ospitato quale relatrice la professoressa Marina Bolletti, coordinatrice della Commissione nazionale Biblioteche scolastiche del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Padova, abbiamo voluto tentare di promuovere il dibattito sulla funzione educativa della biblioteca scolastica. Obiettivo, quest'ultimo, raggiunto solo in parte, per il troppo silenzio, ma anche per il generale disinteresse all'interno della scuola, intorno alle potenzialità didattiche e di crescita culturale rappresentate dall'esistenza di una biblioteca.
Nella Conferenza si è affrontato il tema della funzione che le biblioteche hanno, o potrebbero avere, nella diffusione della cultura, e nella promozione dell'abitudine ad un uso consapevole e critico degli strumenti informativi che la società moderna pone a disposizione del cittadino. Gli interventi previsti sono stati realizzati, sperimentando, sbagliando, correggendo, confrontando idee. Si è costruito un rapporto più diretto con un maggior numero di studenti e anche con insegnanti prima meno consapevoli dell'esistenza e delle potenzialità della biblioteca. E' ancora lontana la realizzazione piena di quella collaborazione tra biblioteca e organi collegiali indispensabile per l'esistenza di una vera biblioteca scolastica, nonostante questo si è migliorato e molto valorizzato, "dinamicizzandolo", quel prezioso patrimonio di conoscenza, esperienze e storia rappresentato da una biblioteca.

Il progetto è stato pensato e scritto da me. Nella sua realizzazione, hanno collaborato con me alcuni insegnanti e alcuni consigli di classe. Questo che pubblico è il resoconto sintetico che appare sul sito del Liceo, alla voce Biblioteca. Non rivelo il nome  del liceo per due ragioni, la prima è che, nonostante bibliomatilda sia nata lì, alla scienza ha preferito l'Arte; la seconda è che non si vuole minimamente sfruttare l'eventuale prestigio che  il nome di quel Liceo potrebbe portare con sé.
Il risultato di quel progetto fu che un deposito di libri divenne biblioteca.


La foto è quella apparsa nel leaflet stampato in occasione della conferenza. In essa si ritrae un momento di uno degli incontri tenutisi durante il Corso di lettura e scrittura creativa.
Da quel corso non vennero fuori scrittori, né lettori accaniti, fu un'esperienza importante per tutti coloro che parteciparono, fu uno di quei momenti possibili quando ancora si lasciava alla scuola un minimo spazio alla sperimentazione, momenti nei quali le creatività, se ci sono, si svelano o ad esse si prepara il terreno.

2 commenti:

  1. Meraviglioso, davvero Mat, fattelo dire da una che i progetti li ha visti, seguiti, partecipati. Siete/sei stata bravissima.
    Uno dei progetti che avuto maggior successo, proposto dall'ente territoriale di riferimento, fu un progetto, con uso di laboratorio di musica e di scrittura, sulla letteratura in musica e sulla musica in letteratura: I ragazzi e i professori parteciparono in modo massiccio, integrando con propri contrinuti un progetto già bello... La biblioteca era una fucina di idee, di versi, di musica...

    E ora? Lacrime perse nella pioggia? No, le tante lacrime avranno fatto germogliare fiori e alberi, nel cuore dei nostri ragazzi. Quel lavoro non è andato perso.
    Coraggio, cara. Forza.

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  2. Sarà che siamo nella periferia della periferia, sarà che quello che si dice "provincialismo" quì è vivo come un anima pulsante dietro e dentro ognuno di noi, insegnanti, bibliotecari, intellettuali, politici, commercianti, passanti, giornalai, panettieri, operai (finanche operai? e l'internazionalismo, dirai tu? non so dove trovarlo), "militanti di partito", ecc... . Devo dire la verità, i "militanti" quì sono solo di sinistra, quelli che di tanto in tanto vedi nei banchetti per le strade a raccogliere firme per referendum di ogni tipo, quelli che di tanto in tanto organizzano feste, solo per gli iscritti, quelli che nelle sedi sindacali, ti chiamano con l'appellativo che, a volte, ti dà il padrone, "fannulloni", a chi lavora (e che quindi pone domande) e "poveretti" e "vittime di ingiustizie" quelli a cui il "padrone" ha imposto di lavorare perché non facevano nulla!!!! No, davvero, sono molto demoralizzata.

    Grazie, comunque, grazie come sempre, Linda. Un abbraccio.

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