domenica 5 agosto 2012

Brave guys!

Il discorso infatti è politico non sindacale.
Ecco perché non ci si muove di un millimetro.
Ecco perché invece di migliorare il provvedimento che ci riguarda, nei vari "emendamenti", lo hanno peggiorato.
Stanno applicando al nostro profilo professionale, esistente di fatto, non di diritto, tutte le misure necessarie affinché diventi modello per futuri declassamenti, licenziamenti, mobiltà ed uso spregiudicato delle persone che lavorano, nella costruzione del nuovo ordinamento Statale. Stanno demolendo quell'orribile luogo comune secondo il quale bastava essere invalidi per trovare un posto nell'amministrazione dello Stato. Luogo comune e realtà, purtroppo. Luogo comune perché veniva utilizzato a proposito e a sproposito, realtà perché molti se ne servivano per averci lo stipendio sicuro senza far nulla, pur potendo essere ancora produttivi.
I tecnici non sono stati lì a porre rimedio a mali secolari della società italiana, hanno individuato figure professionali non riconosciute interamente e in pochi giorni hanno approntato un sistema magnifico di norme miranti ad allontanarci dalle biblioteche, a declassarci, eventualmente a metterci in mobilità all' l'80% della nostra retribuzione ed infine,  a licenziarci.

La politica avrebbe dovuto rispondere. I politici  mettono  la testa sotto la sabbia, si girano dall'altra parte, non guardano, non voglione vedere.
Vi ricordate Fassino affermare che se fosse stato al posto degli operai di Mirafiori, avrebbe votato "si" al diktat imposto da Marchionne, con la promessa di rilanciare produzione e occupazione? Neppure lui, preso quì a emblema della politica cieca, si era reso conto dell'inganno, o, forse, semplicemente, si era adeguato, appunto al nuovo corso dettato dal capitale finanziario?


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