giovedì 22 marzo 2012

Roses

Roses dans un vase
Pierre Auguste Renoir
1910

Incontro mio padre, di tanto in tanto.
Lo incontro in una delle mie case antiche,
in quella che ancora conservo
che sono abituata a curare,
di cui conosco gli angoli
ed ogni profumo.
Non tralascio mai di aprire la porta della loro camera da letto,
che a volte mi appare vuota, ora.
Fermo il tempo
ad una sera di giugno
calda e profumata,
colorata di tanta estate.
Una estate grande
su di noi,
me e mio padre,
dal corpo sottile e nervoso,
solido.
Io e lui.
Lui dalla giovane capigliatura ricciuta
io dai ramati capelli ondulati.
Lo ritrovo al freddo della casa abbandonata d'inverno
nel rumore dell'auto che lo riporta a me
tra libri e quaderni di scuola,
ne sento i passi e la voce
che allegra saluta la mia sperata presenza.
Lo ritrovo nei pomeriggi di primavere precoci
nelle sue mani aggraziate e gentili nonostante il lavoro,
in maggio graffiate dalle spine delle rose.
C'è nell'aria di marzo
un profumo
colore
carezza
abbraccio
che è suo
che è dolce
che è tenero
che amo 
che incontro così spesso
in una delle mie antiche case,
in quella abituata a curare.
  

3 commenti:

  1. Mia cara MAtilda, aveva un tuo blo politico tra i miei amici, ma è solo da qualche giorno che mi sono accorta che tu avevi questo blog, forse seguendoti dal Blog di Lu: aspettavo solo il momento di ritornare a scriverti, ma ho visto che lo hai fatto prima tu e ne sono felice...
    Il tuo scritto è dolce e profumato, come le belle rose che hai postato.
    Ti abbraccio, carissima.

    Avevo parlato di te anche in un post su uno stupido premio, credendo che non leggessi più, ormai, ma ora so che ci sei...

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  2. oddio, come ho scritto male... scusa Mat, ma dall'ufficio, con supermario che parla continuamente di matematica e varie, non connetto ... :)

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  3. Ciao Linda, benvenuta nella mia nuova casa verde

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