martedì 6 marzo 2012

Contrappunti


Il libro di riferimento è 
Contrappunti: Acquerelli e disegni di Wassili Kandinsky, 
Il Saggiatore, 1961.
Le foto sono mie.




Verde odoroso, 
1939

E aggiungo alcune parole del libro che sto leggendo in questi giorni, si intitola Io e Dio, l'autore è Vito Mancuso:

"Prima c'é la vita e il sentimento della vita, poi viene il pensiero della vita che è la ragione. Sfortunata quindi quella vita che non si lasci vagliare e purificare dalla criticità della ragione (perché sarebbe irrazionale e quindi dannosa per sé e per gli altri); altrettanto sfortunata però quella vita che pretenda di basarsi solo sulla criticità della ragione (perché sarebbe sterile e finirebbe nella meschinità che calcola tutto, anche i minuti concessi agli amici). Non si tratta di essere irrazionali ma neppure di essere razionalisti. Si tratta di comprendere che la vita viene prima della ragione, e che si dice anzitutto come cuore, passione, desiderio, generosità. Le convinzioni che ci danno energia vitale per procedere nel cammino dell'esistenza non nascono come ragionamenti, anche se poi rimandano al ragionamento. Come definirle? Intuizioni? Forse. Ma cos'é l'intuito?
È una forma di intelligenza che prescinde dalla ragione. Che viene prima della ragione. Mentre la ragione arriva sul far del crepuscolo e sistematizza quanto acquisito da altri, l'intuito si alza la mattina presto, si aggira che ancora è buio, pretende di vedere quando ancora non c'é luce. Naturalmente a causa di ciò talora vede quello che non c'é, e non vede quello che c'è, e di conseguenza va sempre vagliato dalla luce della ragione. Ma sarebbe un grande errore, per paura di sbagliare, frenare l'intuito.
Prima l'intuizione, poi l'intelligenza. Se si blocca il processo dell'intuizione, non si può dare comprensione. Ma se l'intuito viene prima dell'intelligenza, da che cosa è guidato? Dall'emozione, dal sentimento, dal sesto senso dell'anima. " (pag. 149)


1 commento:

  1. che bella l'immagine finale
    sa di resina, di foresta delle arti
    di musica e vortice di parole.


    " l'intuito si alza la mattina presto, si aggira che ancora è buio, pretende di vedere quando ancora non c'é luce. Naturalmente a causa di ciò talora vede quello che non c'é, e non vede quello che c'è, e di conseguenza va sempre vagliato dalla luce della ragione. Ma sarebbe un grande errore, per paura di sbagliare, frenare l'intuito."

    Questa citazione poi è meravigliosa.
    Io ho sempre sentito che era così, ma non sono mai riuscito ad esprimerlo con le parole adatte
    Ora ne farò un post. Quando si trovano le parole che ci mancavano, non ci si sente più monchi. Ci si sente improvvisamente completi. Ed è un pò come una festa.

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