domenica 26 febbraio 2012

Mi ami?


Vasilij Kandinskij
Circles

È un chiaro mattino d'autunno, in una città con spazi verdi, non grandi, ma che si trovano accanto a spazi verdi antichi, a parchi, per essere più precisi, un tempo chiusi, che magari ospitavano ospizi o manicomi o ospedali o rifugi per poveri, tutti lontani, tutti separati dalla città vera e propria, magari accanto a chiese, oppure, semplicemente sconfinanti nell'immensa campagna che un tempo circondava tutte le città. È un luogo di memoria per molti, per la storia stessa della città. Sono rimasti i prati curati e gli alberi, platani, pioppi, qualche quercia, dei pini. I sentieri sono delineati dalle siepi, ci sono i colori del corbezzolo e, in alto, sollevando lo sguardo tra le ultime foglie dei rami più alti dei pioppi, snelli e mobili nell'aria lieve, si vede il celeste del cielo.

- Mi ami? -

È la domanda più adatta. Per parlare al creato, che a volte deve, altre può avere la voce di uomo o di donna. 

Giuseppe Ungaretti nella sua poesia, più volte citata, RISVEGLI,  chiedeva

- Ma Dio cos'è? -

Sono due domande, è un'unica domanda, che è già soluzione, che è già risposta.

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