lunedì 20 febbraio 2012

Bellezza e spiritualità

Paul Cézanne
Il tavolo di cucina
1888-90
"Questi sono i cercatori dell'interiore nell'esteriore.
Il cercatore della nuova legge della forma, Cézanne, ha affrontato il medesimo compito in un altro modo, che si avvicina di più ai mezzi pittorici puri. Egli sapeva creare un essere animato con una tazza da tè, o, per essere più esatti, sapeva riconoscere in quella tazza un essere. Egli solleva la «natura morta» a un'altezza, dove le cose esteriormente morte diventano interiormente viventi. Egli tratta questa cose così come tratta l'uomo, giacché ha il dono di vedere ovunque la vita interiore. Egli le porta a un'espressione colorata, che costituisce una nota pittorica interiore, e le chiude in una forma che viene adeguata a formule, spesso addirittura matematiche, che suonano astratte e irradiano armonia. Non è un uomo, non una mela, non un albero ciò che viene rappresentato; ma tutto questo è materiale usato da Cézanne per formare una cosa che interiormente sappia di pittorico, e che si chiama quadro. Così chiama le sue opere anche uno dei più grandi francesi contemporanei, Henri Matisse

Henri Matisse
La Danza

Egli dipinge «quadri», e in questi quadri cerca di rendere il «divino». Per riuscire a tanto, non si avvale di altri mezzi che dell'oggetto (un uomo o un altra cosa qualunque) preso come punto di partenza e dei mezzi propri della pittura e di essa sola: colore e forma.
Guidato da capacità tutte sue  personali, dotato, in quanto francese, di  un particolare e stupendo senso coloristico, Matisse dà massimo peso e predominio al colore. Al pari di Debussy, non riesce per lungo tempo a  liberarsi dalla bellezza consueta: l'impressionismo gli scorre nel sangue. Così, con Matisse, fra tanti quadri di grande vitalità interiore e suscitati dalla costrizione di un'interiore necessità, se ne trovano alcuni nati principalmente per impulso esteriore, per stimolo esteriore (quanto spesso si pensa a Manet!) e che hanno, o principalmente o esclusivamente, soltanto la vita esteriore. E in questi la bellezza della pittura, tipica francese, raffinata, bramosa di pura melodia, viene portata a gelide altezze sopra le nubi."

Vasilij Kandinskij
Lo spirituale nell'arte
De Donato, 1968

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