lunedì 16 gennaio 2012

iPod e Chagall

L'iPod l'ho ritrovato pochi giorni fa in un cassetto. Pensavo di averlo perduto. La foto del libro su Chagall fa parte del mio archivio. Il collegamento tra le due cose? quasi nessuno, se non che appartengono a quella categoria di  strumenti, a disposizione di ognuno, sui quali possono essere costruite visioni del mondo, dei quali ognuno di noi popola la propria esistenza. Sono quegli oggetti che ci permettono di dialogare con noi stessi, che ci aiutano ad ampliare i  sensi, ad aggiungere comprensione e profondità alle vicende che viviamo, alle persone che incontriamo. Sì, perché se il nostro universo interiore, se la nostra anima non ha esplorato, solitaria, sentieri deserti e sconosciuti, se non si è avventurata in luoghi all'interno dei quali non ha che potuto andare senza compagnia, all'interno dei quali non risuonavano che le parole imparate per averle lette o ascoltate mescolate a musica, nostre perché da noi, soli, scoperte, vissute, cantate, recitate, amate, anche l'incontro con l'altro, con una persona diversa da noi, perde una parte importante della forza, dell'energia, della bellezza potenziale che detiene. L'incontro con l'altro non può essere passatempo che toglie responsabilità verso noi stessi, non può essere schermo alla più nitida visione della realtà, non può essere pretesto per confermare nostri pregiudizi, non può essere neppure occasione di soddisfazione del nostro narcisismo. Se non vi è curiosità, sete di conoscenza, apertura e fedeltà al senso di giustizia e lealtà e rispetto di ogni aspetto dell'altro che si è capaci di riconoscere come mai rivolto alla sopraffazione, all'aggressività, allo sfruttamento, l'incontro diventa inutile, diventa caotico, diventa potenzialmente dannoso. L'onestà nello sguardo rivolto all'altro non dipende solamente da eventuale innata malvagità, dipende da quanto si è stati in grado di rivolgere quello sguardo onesto a noi stessi, evitando di sentirci vittime o esseri superiori o sempre e solo agenti di bene.    
E l'iPod e Chagall? 
Sull'iPod ho ritrovato una canzone antica di cui ho parlato anche in altri post, della quale so, ad esempio, che piace molto anche a Linda  , la canzone è quella di Francesco Guccini, Cyrano.
Vi è dipinta in essa  la figura dell'eroe umano così come io stessa la coltivo, l'uomo dotato di ingegno e acume, di coraggio e abilità nell'uso della parola nelle sue diverse valenze. L'uomo che sa essere implacabile nel sottolineare le ipocrisie, le nefandezze, i sotterfugi, gli inganni, la viltà, le ideologie o le religioni che tolgono responsabilità e grandezza alla dimensione umana. L'uomo che non rinuncia mai a schierarsi e a dichiarare la propria appartenenza di fronte ai poteri, di fronte a coloro che tendono a mescolare tutto e tutti, di fronte al cinismo e alla disillusione che poi serve sempre per sostenere i più forti, quelli che fingono non averne mai avute delusioni. e quelli che per il numero così elevato di esse, non credono più a nulla e agiscono soltanto credendo di salvare se stessi. E' l'uomo, quello dipinto in questa canzone, che sa usare le parole per dichiarare il proprio amore profondo ed eterno per la purezza, la bellezza, la femminilità che ricerca, che vuole, che ha bisogno di amore dichiarato e cantato, che ha bisogno di amore difeso, che ha bisogno di dolcezza, eroismo e condivisione nell'affrontare la vita, le difficoltà , le gioie. Così anche l'altra canzone che ho riascoltato dopo tanto tempo, quella di Simon e Garfunkel, Bridge over troubled water, si è collegata all'ideale di vita e di amore che ho perseguito nella mia vita, che ho sognato, che ho, sempre tentato di realizzare.  Tutto  in un iPod. Tutto in un dipinto di Chagall, tutto nella mia ricerca, tutto nei libri, tutto nella musica, tutto nell'arte. Tutto in questa vita          


1 commento:

  1. Creatività (Chagall) e tecnologia (i-pod)unite dall'arcobaleno dell'umanità, della cura, dell'attenzione. E l'attenzione al sè, è la radice dell'attenzione che rivolgeremo poi al mondo.
    Un pò come dire che chi non ha imparato ad amare la propria persona, a ricercare valori per sè stesso, a cercare sempre e comunque una propria armonia, ben difficilmente potrà rivolgere un qualche tipo d'amore all'altro.

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