venerdì 30 dicembre 2011

Vento e lavoro


Ho scritto: - Bello il vento...e il lavoro.
Il vento forse sempre, ma neanche, basta pensare all'uragano.
Il lavoro è bello quello che modifica l'esistente, migliorandolo.
Tutti pensieri infinitamente generici, lo so.
E' bello quel lavoro di cui hai nelle tue mani l'ideazione e il processo di realizzazione.
E' bello quel lavoro di cui puoi possedere gli strumenti per la sua messa in opera, è bello quel lavoro che produce gli strumenti sapendo che altre mani umane riusciranno attraverso essi a creare un oggetto, forse un oggetto che durerà nel tempo.
Questa è la bellezza che trovo nelle foto che pubblico in questi giorni su questo blog e su MeMiranda .
Strumenti di lavoro utilizzati per imparare a creare, che è come creare.
Strumenti simili li vedevo nelle mani di mio padre.
Lui li amava. Erano la sua vita, erano stati capaci, gli avevano permesso una vita, una famiglia, una tranquillità. Senza alienazione, perché non aveva mai perduto la capacità di creare per sé, di sognare, di essere gratificato dal lavoro delle proprie mani, sia che si trattasse di lampade in ferro battuto o di rose rosse profumate di maggio.
E' questo il lavoro che amo. Tanto, almeno quanto lo amava mio padre, anche se so fare quasi nulla.
Il lavoro di questo tempo assomiglia, invce, sempre di più a quello di cui parlava Céline, lavoro per umanità malata.

4 commenti:

  1. Un lavoro di questo tipo
    sconfina nella creatività, nell'arte, nell'ideazione-realizzazione, mentre l'attuale sistema di produzione crea una frattura colossale fra atto creativo e processo realizzativo.
    .
    Un prodotto oggi può essere concepito a Detroit (e remunerato adeguatamente in quanto atto creativo), ma poi può essere realizzato in Thailandia da personale remunerato pochissimo e in stato di semi-schiavitù,[basta pensare al lavoro minorile che esiste in quei paesi].
    .
    Quindi ho l'impressione che solo il lavoro di tipo artigianale/artistico oggi possa sfuggire alla definizione di Celine.
    Un tipo di lavoro di "nicchia" largamente minoritario rispetto ai volumi complessivi della produzione mondiale. Più in generale, il "serpente maligno" del Profitto s'è insinuato ovunque e ha corroso completamente il rapporto fra l'uomo e il prodotto. Mio padre faceva il falegname, negli anni Sessanta/Settamta, e da produttore di mobili si specializzò nella realizzazione di giocattoli in legno.
    Poi arrivò la plastica con costi più bassi e produzione di massa e l'intero settore ne fu sconvolto. Mio padre si ritrovò a dover gettar via il suo talento manuale ed artistico e finì a fare l'operaio in una Cartiera. Lui ne ne parla mai, ma so che è stata una ferita profonda da cui probabilmente non s'è mai ripreso
    Poi ti dicono... C'est la vie!

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  2. Grazie Carlo per il tuo bel commento.
    E' iniziato il 2012.
    E mi sento di amare il mondo!
    Un abbraccio

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  3. Me lo sono venuto a rileggere il tuo post e a distanza di un anno lo trovo ancor più ricco di senso e di buon senso.
    Buon Natale a te, ai tuoi cari, a Benigni, alla Costituzione Italiana che sinceramente non vorrei rimanesse soltanto un testo letterario o poetico da esaltare in astratto, ma uno strumento vivo, concreto... Qualcosa che i cittadini italiani potessero incontrare davvero nella loro vita di tutti i giorni, nelle fabbriche, negli uffici pubblici, nelle scuole... nella politica e nei rapporti economici... qualcosa che li portasse davvero a dire: "oggi ho incontrato la Costituzione più bella del mondo e l'ho incontrata nelle strade del mio paese, e mi sono sentito a casa e ho capito cos'è avere una patria da condividere con tutti gli altri miei concittadini! Una patria di eguali, finalmente!]

    E infine "BUON NATALE!" al "LAVORO" come strumento di dignità e realizzazione della singola persona. Perchè questo è un diritto fondamentale e fondante per l'individuo. Un abbraccio grande grande, cara Matilda...

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    1. Carlo!!!! Grazie ancora. Buon Natale a te e a coloro che ami. Un Natale di uguali, di buoni, mi viene da dire,quei buoni intelligenti e capaci, critici nei cnfronti dell'esistente, sempre. Quei buoni generosi, fantasiosi e aperti al mondo, quei buoni che sanno l'importanza delle regole e della partenza su basi se non uguali, almeno non troppo dis-uguali, ché, altrimenti, non c'è partita! Io amo il lavoro, amo l'umanità e la vita.
      Un abbraccio grande

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