venerdì 16 dicembre 2011

Intellettuali


Sul quotidiano locale di ieri, 15 dicembre, sulla pagina Cultura e Spettacoli è apparso un articolo con lo scopo di presentare l’imminente convegno, inizia oggi, che si terrà a Cagliari, tra oggi e domani, appunto, sul ruolo e sulle “responsabilità sociali e politiche”, cito dal titolo, dell’intellettuale in Sardegna!!!!!!!!!
Alleluia!
Non so se nelle altre regioni d’Italia sia così discusso questo aspetto della vita sociale.
Qui, di fatto, non passa quasi mese senza parlare per almeno uno o due giorni del ruolo dell’intellettuale,  e, ogni benedetta volta spunta ovviamente il famoso concetto di Identità, così che, in genere poi, i nostri intellettuali, e i convegni che si organizzano per discutere sul proprio ruolo, finiscono con la ripetizione delle rispettive posizioni su quanto esista o no, sia originaria o acquisita la dimensione identitaria sarda.
Ma non è tanto su questo concetto che volevo appuntare critiche, quanto su come alcuni tra gli intellettuali che tali si definiscono, molti, troppi, senza differenze di identità regionali, i nostri sono certo dei campioni, non si rendano conto di quanto essi siano succubi, sottomessi, dipendenti dall’attuale politica succube, sottomessa e dipendente dalla grande finanza. Se non ha quasi più ruolo la politica, nell’odierna economia, mi chiedo, quale ruolo possono ancora riconoscersi gli intellettuali che non agiscono, che non urlano, eh si, perchè sarebbe il tempo che anche gli intellettuali urlassero la loro rabbia, fuori dai canoni prestabiliti, incuranti del riconoscimento del potere politico.
Insomma mi verrebbe da dire loro che non perdessero tempo a “disegnare quadri d’insieme su chi sono e come operano gli intellettuali nell’isola”, ma si rendessero, una volta per tutte, conto dell’abbandono, da loro attuato, di un qualsiasi sogno o progetto di trasformazione.
Poi, se altro non sanno fare, lasciamoli giocare a fare gli intellettuali, in fondo non fanno male a nessuno.

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