sabato 10 dicembre 2011

Ho lavorato molto nella mia vita


ma con i sensi; lentamente. La lentezza, questo è il segreto della felicità

1 commento:

  1. Un film in punta di piedi, discreto, lento eppure pieno, ricchissimo. Fonte di innumerevoli riflessioni, nel "dopo".
    Quando le sue immagini ti frullano in testa per giorni e giorni
    .
    Che dirti? mi è piaciuto tanto tanto. E poi per uno che è affascinato da sempre dal Sufismo, e da quella vena sotterranea di religione poetica/mistica che attraversa il Medio-oriente (e penso a Gibran) è stato una gioia.
    Pensare ai dervisci (io li scoprii con Battiato)mi fa pensare agli esiti diversi che ha dato il medesimo slancio mistico in Occidente (il monachesimo cupo e severo che conosciamo) e invece una interpretazione più legata alla sensibilità individuale e quasi una rielaborazione del Dionisismo, in Oriente
    Il ruotare attorno al cuore sentito come unica strada per avvicinarsi alla nostra componente spirituale, perdendo la pesantezza del corpo e trasformandolo in elevazione. Volo della mente. Canzone/preghiera più che macerazione e privazione del corpo.
    Chi ha in sè il germe del misticismo secondo me non può restare indifferente ad un film come questo, che propone anche una visione del mondo alternativa.
    Un film pieno di "grazia", declinato al maschile (Ibrahim e Momò)è davvero raro, credimi! ;-)

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