sabato 19 agosto 2017

Il Botafumeiro



Antica tradizione, almeno quanto il Cammino stesso.

La cattedrale di Santiago, oltre ad essere meta del pellegrinaggio era luogo di ricovero dei fedeli.





Il Botafumeiro, questo grande incensiere che pende al centro della croce rappresentata dalle due navate laterali e da quella centrale, doveva servire, oltre che alla benedizione, alla profumazione dell'aria ricca degli effluvi corporei dei pellegrini.





Assistere al rito che pare, ormai, si compia solamente dietro pagamento, è una bellissima esperienza, soprattutto se si mantiene intatta in se stessi l'abitudine allo stupore di fronte alla bellezza e all'insolito. Ho assistito all'intera messa, quella di lunedì 26 giugno delle 12. Non sapevo se la cerimonia del Botafumeiro avrebbe avuto luogo ma la messa in spagnolo, le poche parole che riuscivo a sentire, il saluto che, sempre, a quell'ora, il prete officiante rivolge ai pellegrini di ogni paese, l'atmosfera di mistero e comunione che si respira in ogni chiesa, mi ha indotto ad indugiare persino dopo la fine della messa, quando molta gente ormai andava via. Pensavo che così avrei potuto fare delle foto più… silenziose, più raccolte ed intime. Ad un certo punto si è sentita nell'aria una tensione, movimenti non straordinari ma neppure del tutto usuali, anche considerando che la maggior parte delle persone presenti, in quella cattedrale, forse, non avrebbero mai più messo piede. Ed eccoli apparire gli officianti in veste amaranto. Il Botafumeiro prende vita, viene caricato d'incenso e di una piccola fiammella che bruciandolo spargerà nell'aria circostante il suo profumo divino.






La cosa bella è stata che sono stata protagonista di uno di quegli eventi rari nella nostra vita, quando qualcuno di totalmente sconosciuto, che neppure parla la tua lingua, senza nessun motivo ti si rivolge prestandoti aiuto. Una signora, con regolare posto nella bancata, si rivolge a me, in piedi da circa un'ora ma arrivata da pochissimo accanto a lei, e mi offre, stringendosi un poco nella sua postazione a sedere, uno spazio accanto a lei. Non ero sola, c'erano altre donne della mia età accanto a me, ma lei ha scelto me, che sorridevo estasiata e mi ha offerto di riposare un poco e godermi quello che stava per avvenire seduta, un poco stretta, accanto a lei. Chiaro, ho accettato e il mio sorriso dev'essere diventato ancora più beato e pian piano ha preso corpo questo rito straordinario. Ho scattato solo poche fotografie, mi pareva stupido sprecare il momento ad immortalare qualcosa che era più che un'atto, un'emozione, almeno per  me. 


Ma immaginate che da questa prima spinta e per via di un meccanismo di corde e pulegge e di non so cos'altro, manovrato a mano dai tiraboleiros quell'incensiere ammirato da innumerevoli occhi nel corso del tempo, riusciva a raggiungere con il suo fumo buono la sommità della volta a botte della navata di destra, sotto la quale mi trovavo io, per poi volare dalla parte opposta e toccare quasi anche lassù la volta di quella navata.


Spettacolare! Sono talmente contenta e stupita del caso che ha voluto rimanessi per più tempo all'interno della cattedrale e della gentilezza della signora che mi ha offerto uno spazio accanto a sé e, in fondo, anche del mio sorriso, che in un gesto del tutto spontaneo e di puro umano affetto, cerco e stringo la sua mano, felici entrambe come bambine.



Quando tutto finisce, sfilano i prelati e la loro corte









Rimane, silenzioso e grande il Botafumeiro per il futuro








e l'altare dorato


venerdì 18 agosto 2017

Santiago

Era un post rimasto lì da un po'. Accadde in giugno. Luglio trascorse veloce. Santiago è molto più bella di come appare da queste foto, sono miei sguardi, solitari e… buoni (nel senso di senza guerra, di senza violenza, di senza cattiveria), sulla città.

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La cattedrale





Praza da Inmaculada








Praza da Universidad















di nuovo la cattedrale e il suo organo


l'ingresso nella città più antica





Praza del Obradorio e il Concello Pazo de Xelmírez




vista sui tetti dall' abbaino di un alberghetto





















sabato 22 luglio 2017

Do camiño 7 (ovvero degli arrivi, degli incontri e dei sospiri)


Bene, bene, sto per arrivare, il cielo è cupo, meglio, con il sole avrei faticato di più. Sento il sudore e l'umidità dell'aria confondersi, a volte qualche brivido di freddo, a volte l'elettricità dell'aria, a volte tutti i sensi in allerta, a volte la sensazione che comunque, ormai, è fatta. 
Una giovane coppia. Un segnavia al quale manca la targhetta che indica il numero dei chilometri ancora da percorrere, la maggior parte, da Sarria in poi, li ho trovati così. Qualcuno ha ritenuto spiritoso o furbo, per avere un ricordo originale, portarle via.  So che mancano circa 13 chilometri, un salto per coloro abituati a percorrerne 30 al giorno! Io ne ho percorsi una media di 23 al giorno, per cinque giorni di seguito, non è molto, ma neppure poco.
Stamane ho dovuto fare a meno delle scarpe da trekking e cammino con i sandali. Li ho comprati adatti alla camminata, non so ancora se si adatteranno al camiño. Non posso fare altro, ho l'unghia, del secondo dito del piede, che tra due settimane perderò. Ora duole e non vuole saperne di stare sacrificata dentro la scarpa.






Eccolo un più vecchio segnavia, con l'indicazione dei chilometri scolpita nella pietra.


Strutture dell'aeroporto di Santiago, come fiori grigi dall'alto fusto


Piccolo corso d'acqua con rocce rosse, proprio accanto alla recinzione dell'aeroporto, sarà normale?
Lavacolla, aeroporto y localidad: 
"Los peregrinos del Medievo solían lavarse a conciencia en el pequeño arroyo de Lavacolla, para llegar limpios al sepulcro del Apóstol".  
Sarà quello antico?





Sto per arrivare a Monte do Gozo


Eccolo


Leggo dalla mia guida:
En la milenaria historia de peregrinaciones se han dado millones de suspiros de alegría en el Monte do Gozo: innumerables momentos de máximo «gozo», a la vista de las torres de la Catedral de Santiago.


Intravedo alla mia sinistra una collina gemella a quella nella quale mi trovo. Per un po' penso anche sia quella la strada obbligata per scendere verso la città. Cerco di raggiungere le due statue che si distinguono appena contro il verde degli alberi. Ormai cosa sarà allungare un poco? (Fatica). Vado


Che belle, eccoli gli antichi pellegrini che salutano ed esultano alla vista delle torri della cattedrale, con La Concha, El Bordon y La Calabaza





Ad una signora che cammina da sola, come me, di una nazionalità che non riesco ad individuare, più robusta di me, fisicamente più solida, mi dà l'idea, chiedo se può scattarmi una foto. Non so dove guardare, dove mettere le mani, indico la città o indico i pellegrini che indicano la città? Indico il cielo?, così visto che ho le braccia in movimento, tengo il cappello.


e poi guardo il cielo, abbassando le braccia


Alleluia,
suspiros de alegría


Ci sono


ci sono


glab… ma quando arrivo alla piazza?


orto cittadino


bellissima Santiago


siccome non ci credo molto e mi prende un'ansia strana mi fotografo sulle vetrine


è domenica, poca gente in giro, fine mattina, forse le 12.30 o poco più


Eccola, coperta dalle impalcature, purtroppo …
Siamo giunti alla meta





Tappa obbligata. Scelgo di farla subito, con ancora lo zaino sulle spalle.
Nella Oficina de Acogida al Peregrino ricevo la mia Compostela.



e scatto nel cortile de la Oficina, una delle foto che qualcuno dice come immancabili: i Piedi, i nostri, quelli dei pellegrini, attorno alla conchiglia. Buon augurio por todos