mercoledì 20 settembre 2017

Non lasciare




Mark Rothko 
 

Do not let...

Non lasciare che finisca il giorno senza essere cresciuto un po',
senza essere stato felice, senza aver incrementato i tuoi sogni.
Non lasciarti vincere dallo sconforto.
Non permettere che nessuno ti tolga il diritto di esprimerti,
che è quasi un dovere.
Non abbandonare l’dea di poter fare della tua vita qualcosa di straordinario.
Non smettere di credere che le parole e le poesie possono
cambiare il mondo.
Succeda quel che succeda, la nostra essenza è intatta.
Siamo esseri pieni di passione.
La vita è deserto ed oasi:
ci abbatte, ci ferisce,
ci insegna,
ci trasforma in protagonisti
della nostra propria storia.
Anche se il vento ci soffia contro,
la poderosa opera non s’arresta:
tu puoi apportare la tua strofa.
Non smettere mai di sognare,
perché in quei sogni sta la libertà.
Non cadere nel peggiore degli errori:
il silenzio.
La maggior parte delle persone vive in un silenzio spaventoso.
Tu non rassegnarti.
Fuggi.
"Riecheggiano le mie barbariche urla sopra i tetti del mondo",
dice il poeta.
Ama la bellezza delle cose semplici.
Si può fare della bella poesia sulle piccole cose,
ma non possiamo andare contro noi stessi.
Questo trasforma la vita in un inferno.
Godi del panico che ti provoca avere la vita davanti.
Vivila intensamente,
senza mediocrità.
Pensa che in te sta il futuro
e affronta il compito con orgoglio e senza paura.
Impara da chi possa insegnarti.
Le esperienze di chi ci ha preceduto,
dei nostri "poeti morti",
ci aiutano a camminare per la vita
La società di oggi siamo noi, però,
i "poeti vivi."
Non permettere che la tua vita ti passi accanto
senza che tu la viva.


Walt Whitman
(Trad. di M. Fernàndez)

martedì 12 settembre 2017

La Pianura


 La pianura è un'entità a sé, come il bosco, il mare, la montagna. È che uno non ci pensa se non gli capita di incontrarla. Quando ci sei dentro è il vuoto a fungere da parete. Pare che tutto si inchini, si apra per accogliere un passo che non potrà comunque raggiungere ogni sua parte. Ti dà l'illusione, diciamo così, di poter essere interamente percorsa, distesa, apparentemente infinita. Di fronte al mare non si prova tanto la sensazione del vuoto quanto in pianura.


Questa pianura è disseminata di ricordi di guerre. Forse un po' troppo dimenticate, seppure periodicamente celebrate. La foto seguente è una prova di un'antica volontà di legare il passato al presente e di fare di quest'ultimo un tempo di rispetto per l'umanità. 


Anche il lavoro è presente come entità più che rappresentato da esseri umani reali, 
è ovunque ma sono rare le persone sui campi.



Sai che il terreno è stato dissodato e poi di nuovo seminato da menti e forza umana, sai che il mais è cresciuto grazie all'impegno e anche alla speranza di qualcuno. Ti chiedi anche che fine abbiano fatto gli animali in questo paesaggio, poiché se ne sente la presenza ma mancano allo sguardo. Pensi costantemente agli allevamenti intensivi e a quanto quella grande quantità di granturco possa anche servire per nutrirli, al riparo dalla natura alla quale, invece, apparterrebbero.


Ma, nonostante tutto, la pianura ti prende, ti affascina con i resti di una società differente da quella attuale. Le grandi fattorie, le case padronali con attorno le corti e le case dei braccianti, quelle storie raccontate dai tanti film che parlano della storia italiana tra Ottocento e Novecento, le guerre, le disuguaglianze sociali, le lotte, le amicizie e i pochi amori felici, insieme alla bellezza della gioventù e, a volte, alla saggezza della vecchiaia.














bibliomatilda's pics

mercoledì 6 settembre 2017

Le muse inquietanti


Penisola del Sinis. Oristano. Mi ci sono ritrovata da pochissimo, domenica scorsa, per l'esattezza, per assistere ad un rito religioso (magico) di cui avevo sentito parlare da tanto ma che non avevo mai visto. Il viaggio è iniziato, una volta abbandonata l'auto, a San Salvatore di Sinis.
Una nube di polvere marrone investiva qualsiasi guidatore o passeggero nell'attraversare il grande parcheggio sterrato ai confini del piccolo villaggio. Il cielo era cupo, l'atmosfera da festa di paese del meridione italiano, afa, confusione e disordine nella disposizione delle bancarelle, nel progredire del traffico automobilistico e umano. Antichi riti pagani si mescolano al consumismo immancabile di cose utili e inutili. La bellezza e la maestria riconoscibile nell'opera delle sarte che tessono e ricamano i costumi antichi indossati per l'occasione (è la festa di San Salvatore), da bambine e adolescenti, consapevoli o inconsapevoli di fronte a chiunque volesse immortalarle in foto più o meno riuscite. Buffo mi è apparso il fatto che si richiedesse di essere fotografati accanto alle bambine, così come accanto alla statua di Padre Pio o con lo sfondo del Vaticano o della fontana di Trevi. Pare che ormai, qualsiasi rito antico e misterioso sia stato soppiantato dalla consuetudine del selfie, della testimonianza, attraverso la foto, della propria presenza in loco, così che persino monumenti ed esseri umani vengono trattati allo stesso modo.

 



Le espressioni che ho voluto cogliere sui loro volti sono, invece, un poco inquietanti, mi accorgo in assoluta armonia con l'atmosfera del luogo e del movimento e della pressione atmosferica segnata dal maestrale e dal cielo cangiante


col sole però, che non smetteva di infastidire le piccole muse, elegantissime e scalze, come tradizione richiede, per il voto al Santo


Bellissimo! accanto al rispetto per la tradizione non poteva mancare la trasgressione, accanto ad una madonnina addolorata


ma poi, alla fine i bambini rimangono bambini e litigano tra di loro per un amuleto, un piccolo portafortuna del tempo


ritrovata serenità tra le braccia della maggiore, dall'aspetto protettivo ma un poco minaccioso


Eccolo, uno degli Scalzi, la corsa inizierà solo nel pomeriggio, ancora si può posare con i profani e le loro calzature





Poco lontano da San Salvatore si fa in tempo a visitare il museo di Cabras e i suoi Giganti


Ed eccola la Corsa degli Scalzi.
Dire emozionante? Di più. Forte.








inquietante e commovente








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